Utente:P tasso/sandbox2

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comitato d'accoglienza

non intendo avere l'esclusiva sul benvenutaggio: se qualcuno vuole benvenutare i nuovi soci faccia pure, se crede utilizzando anche questo messaggio;
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versione standard

Ti do il benvenuto nella wikina dell'Associazione Wikimedia Italia!
tanto per cominciare fai un giro del namespace Associazione: (riservato), partendo da Associazione:Pagina principale. Poi vedi di che si parla al bar. Il sito e l'associazione stanno ancora crescendo, se ti va di dare una mano non hai che da rimboccarti le maniche! Sono a disposizione per informazioni o altro.

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versione niubbo

Ti do il benvenuto nella wikina (sito) dell'Associazione Wikimedia Italia!
tanto per cominciare fai un giro del namespace Associazione: (riservato), partendo da Associazione:Pagina principale. Poi vedi di che si parla al bar. Il sito e l'associazione stanno ancora crescendo, se ti va di dare una mano non hai che da rimboccarti le maniche (e nel caso guarda le pagine di Aiuto e chiedimi pure, soprattutto se non conosci i siti wiki)! Sono a disposizione per informazioni o altro (clicca qui per comunicarmi).

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Categorie

Problema: organizzare tutte le pagine della wikina per categorie, criteri:

  • categorizzazione intuitiva per il niubbo ed il visitatore
  • completa ma semplice

considerare che le pagine riservate e categorizzate (così come tutti i file e le immagini) risultano nelle categorie anche agli sloggati (immagini visibili)

todo nel breve periodo:

  • categorizzare tutti i file e le immagini per licenza e per tipo (immagini, presentazioni...), inclusa categoria:immagini prive di indicazioni sulla licenza
idea di base

doppia categorizzazione:

  • pag pubbliche
  • pag soci

nessuna pag può essere in entrambi gli alberi; gli alberi di categorie son indipendenti tra loro (il pubblico non può incappare nelle cat soci; dalle cat soci son linkate le cat pubbliche)

alberi categorie, idea

Pubblica

(*) cat da disambiguare

Soci [.TBD.]

  • [[:Categoria:]]


archivio

Archiviazione per anno di tutte le pagine datate e non più attuali.

Le pagine già categorizzate per tema (rassegna stampa, delibere, bilanci etc) andranno archiviate in categorie tipo <argomento> - <anno> ed eventualmente anche per mese, in un secondo momento se mai servirà.

Le categorie per tematiche per anno andranno poi inserite anche nella categoria per anno principale.

Temi: Attività (o Eventi), Servizio, e più settoriali: Delibere (già esistente, attualmente), Rassegna stampa, eventuale sottocategoria Bilanci approvati anni 2005-2010 (ad esempio)

Policy protezione delle pagine

Sono da proteggere tutte quelle pagine che hanno contenuti stabili (che non verranno più aggiornate in futuro) e delicati (documenti ufficiali o copie degli stessi); vanno anche protette a scopo preventivo tutte le pagine necessarie ad impedire che per errore vengano pubblicati materiali non utili al pubblico o riservati.

elenco di pagine da proteggere una volta stabili
  • bilanci
  • verbali
  • convocazioni e delibere
pagine da proteggere subito
  • redirect di pagine di discussione dei NS pubblici verso pagine di discussione riservate (non pubbliche)

Non pago di leggere

Bozza, non rispecchia necessariamente la posizione attuale dell'associazione

Lo Stato italiano, per ottemperare alla direttiva europea 2006/115/CE sul diritto di prestito[1], dal 2006 paga quando un cittadino prende in prestito un libro. Il pagamento, forfettario per coprire i prestiti delle biblioteche pubbliche, per il 2008 è di 3 milioni di euro[2].
Questi 3 milioni di euro sono ripartiti tra gli autori ed editori dei libri, tramite un fondo gestito dalla SIAE.

Ma ha senso pagare gli autori? e gli editori?
La direttiva parla di "diritto al prestito" assumendo che il prestito di un libro danneggi i detentori del copyright, creando un mancato acquisto. In origine lo spirito del diritto al prestito, apparso per la prima volta negli anni '50 nei paesi scandinavi, era quello di sostenere gli autori e di difendere le lingue minori.

Ma il prestito del libro danneggia realmente autori ed editori?
Naturalmente le biblioteche, con la loro attività di promozione dei libri e di educazione alla lettura, ampliano il mercato dei libri, lo vitalizzano anziché danneggiarlo.
È per questo che l'attuale "diritto al prestito", che costa allo Stato 3 milioni di euro l'anno, è un grave danno alla produzione libraria, e quindi alla produzione culturale italiana. Le biblioteche, istituzioni per la promozione del libro, sono già in una condizione precaria a causa della scarsità dei finanziamenti: simili cifre potrebbero sollevare le biblioteche pubbliche ed esser piuttosto destinate alla promozione dei libri, proprio per potenziare il mercato librario, a tutto vantaggio di autori, editori e cittadini.

Il diritto al prestito pende inoltre come una spada di Damocle sulle biblioteche: qualora lo Stato italiano decida, potrebbe demandare parte del pagamento agli enti locali, che potrebbero trovare quei soldi decurtando i finanziamenti alle biblioteche. Oppure potrebbero demandare direttamente alle singole biblioteche il pagamento della remunerazione; come in Olanda:
le biblioteche olandesi assolvono direttamente alla tassa, scaricandola sui lettori, ad esempio con tessere d'iscrizione (29 euro/60 libri all'anno oppure 65 euro/400 libri all'anno)[3].

È giusto il "diritto al prestito"?
Troviamo discutibile il diritto al prestito, così come lo interpreta oggi l'Unione europea, sotto molti punti di vista:

È discutibile che il diritto al prestito si fondi non sul diritto morale d'autore, ma sul diritto, di natura meramente commerciale, dell'autore ed editore alla copia (copyright)
È discutibile che permanga un diritto a concedere o meno il prestito di un'opera, quando questa sia già stata venduta (avendo quindi già assolto al copyright)

Riteniamo falso il fondamento di questa interpretazione, ossia crediamo falso che il prestito pubblico di un libro danneggi l'autore o l'editore, in quanto è ampiamente dimostrato il ritorno, anche economico, del prestito bibliotecario nei confronti del mercato editoriale.

Rivendichiamo infine il ruolo di promozione culturale, non commerciale, della biblioteca, che con il suo servizio di conservazione e catalogazione e con le iniziative di promozione e invito alla lettura, garantiscono un ampio accesso della popolazione al patrimonio culturale, garantendo il prestito o la consultazione anche delle moltissime opere da tempo fuori dai circuiti commerciali e rigenerando la domanda di libri.

In sostanza, non crediamo alla riduzione delle biblioteche a meri centri commerciali per il noleggio dei libri[4].

Note

  • [1] per il testo completo vedere il pdf [1]
  • [2] vedere in proposito la legge 286/2006, allegato 1, articolo 2, comma 132 [2]
  • [3] Siv Wold-Karlsen, Il diritto negato, da Biblioteche oggi - N.3 aprile 2007 (vedi l'articolo)
  • [4] per l'Unione europea la questione del "diritto di prestito pubblico" afferisce alla "Direzione generale per il mercato interno ed i servizi", non alla "Direzione generale per la cultura e l'educazione"
Categoria:Attività