Comunicato in merito al cosiddetto DDL sulle intercettazioni

Da Wikimedia Italia.
Versione del 23 giu 2010 alle 23:14 di Nemo (Discussione | contributi) (...e inoltre questa lunghissima parte di scarsa efficacia comunicativa)

L'associazione Wikimedia Italia si occupa della diffusione della conoscenza libera sostenendo e promuovendo tutte le iniziative che favoriscono l'esercizio dei diritti costituzionalmente garantiti all'informazione (art. 21) e alla cultura (art. 9), difende il diritto dei cittadini all'accesso libero alla conoscenza e sostiene tutte le iniziative che promuovano una partecipazione attiva della cittadinanza non solo alla fruizione ma anche alla produzione della cultura. Tra queste sosteniamo i progetti della Wikimedia Foundation, tra i quali spicca Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Troviamo pertanto estremamente preoccupante il disegno di legge sulle intercettazioni (noto come DDL Alfano). Siamo particolarmente contrari a quanto previsto dal disegno di legge, nella forma in cui è stato approvato dal Senato, per quanto riguarda l'estensione anche ai "siti informatici" dell'obbligo di rettifica di notizie che siano ritenute lesive della dignità o contrarie a verità. Siamo convinti che questo danneggerebbe moltissimo il progetto Wikipedia.

La norma in esame prevede che le rettifiche debbano essere «pubblicate entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono» e senza ulteriori commenti; le sanzioni previste per la mancata ottemperanza di tale obbligo di rettifica vanno da 7.500 a 12.500 euro.

L'impossibilità di apportare commenti alla rettifica comporterebbe inoltre un serio problema di gestione delle voci: in base alle licenze d'uso di Wikipedia le pagine sono liberamente modificabili da chiunque rispetti le regole dell'enciclopedia. Qualora venisse approvata la nuova normativa, il testo delle eventuali rettifiche non potrebbe essere liberamente modificato, e tale situazione sarebbe così difficile da gestire che potrebbe portare alla completa rimozione del contenuto delle voci, con grave danno per l'enciclopedia e per chi ne fruisce.

Wikipedia, inoltre, è un progetto a partecipazione volontaria e diffusa: è infatti possibile per chiunque disponga di un collegamento a internet modificare le voci e apportare cambiamenti visibile in tempo reale alla quasi totalità delle pagine del progetto. Non esiste, inoltre, alcuna redazione o comitato editoriale o organismo che si occupa della valutazione o accettazione delle modifiche: ogni utente è responsabile per i propri contributi. Sarebbe quindi impossibile individuare un utente che si debba fare carico della pubblicazione delle rettifiche; potrebbe forse avere questa responsabilità la Wikimedia Foundation, che gestisce i server contenenti le varie voci dell'enciclopedia, ma ha sede negli USA e quindi è dubbio se sarebbe vincolata a una norma simile.

Con questo messaggio intendiamo sensibilizzare sulla pericolosità dell'estensione della norma in esame a tutti i "siti informatici" senza distinzioni di sorta: non solo la cosiddetta "blogosfera", ma la stessa Wikipedia vedrebbe sensibilmente ridotta la possibilità di riportare informazioni in maniera neutrale, o di riportarle del tutto.

Ci opponiamo quindi a qualsiasi provvedimento che possa operare una riduzione della libertà di informazione, qualsiasi sia la forza politica che lo propone. Chiediamo invece un sostegno maggiore all'attività di singoli cittadini che volontariamente investono il proprio tempo e profondono il proprio impegno per rendere accessibile a tutti in maniera libera e gratuita la conoscenza e l'informazione.