Piano nazionale di digitalizzazione del patrimonio culturale 2022-2023/Versione in consultazione

Da Wikimedia Italia.
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Versione del 10 giu 2022 alle 07:00 di Iopensa (Discussione | contributi)
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La versione in consultazione del Piano nazionale di digitalizzazione del patrimonio culturale è costituita da 6 documenti. Il più importante per i temi relativi alla conoscenza libera è il documento 3 "Linee guida per l’acquisizione, la circolazione e il riuso delle riproduzioni dei beni culturali in ambiente digitale".

Posizione di Wikimedia Italia

In sintesi i problemi per Wikimedia

Al momento i problemi per noi sono:

  1. Closed by default
  2. Delegittimazione delle licenze libere (e in particolare della CC0 considerata dal ministero inappropriata)
  3. Si cita Wikimedia dicendo:
Il download di riproduzioni di beni culturali pubblicati in siti web di terze parti non è sotto il controllo dell’ente pubblico che ha in consegna i beni (ad es. le immagini di beni culturali scaricabili da Wikimedia Commons, realizzate “liberamente” dai contributori con mezzi propri per fini di libera manifestazione del pensiero e attività creativa, e quindi nella piena legittimità del Codice dei beni culturali). Rimane nelle competenze dell’istituto culturale l’applicazione di corrispettivi per i successivi usi commerciali delle riproduzioni pubblicate da terze parti. (Linee guida - documento 3 "Linee guida per l’acquisizione, la circolazione e il riuso delle riproduzioni dei beni culturali in ambiente digitale", pagina 28)

In pratica si trasformano le licenze di Wikimedia in NC: una cosa inaccettabile e sulla quale è importante coinvolgere Wikimedia Foundation ed eventualmente la comunità.

Questioni di fondo che non condividiamo

  • NC by default - dati e opere sono accessibili solo se per usi non commerciali. Per gli usi commerciali va valutato volta per volta dal singolo ente. Questo sistema di autorizzazioni è impraticabile su larga scala. l’uso commerciale è richiesto per open data e contenuti accessibili degli enti pubblici
  • Incoerenza delle premesse del documento con la strategia
  • L’accesso deve essere dato; l’accesso non deve essere governato (rif. pag 39).
  • Le procedure previste dalle linee guida per l’uso commerciale sono macchinose e impediscono di fatto l’uso su grandi quantitativi di riproduzioni digitali. La richiesta di autorizzazione specifica e caso per caso è esattamente il contrario delle licenze e dei principi di FAIR data
  • Il data management plan delle istituzioni (DMP) deve essere l’Open Access plan
  • Infrastruttura pensata per la valorizzazione economica del patrimonio culturale da parte degli istituti culturali, invece che un’infrastruttura pensata per l’accesso al patrimonio culturale (e poi la valorizzazione economica è fatta liberamente da tutti). Ma perché invece il mondo (che lo stava già facendo) non lo fa più? Chi guadagna? Quanto si guadagna? Da cosa si guadagna? Il guadagno gestito in questo modo è superiore all’uso commerciale disseminato? L’unione europea non dice il contrario?

Quello che vogliamo è

  • Open by default (e poi qualche piccola selezione di opere o altro può provare a fare altro e farsi pagare il canone, ma deve dimostrare che il rapporto costi-benefici sia positivo)
  • Riconoscimento di CC0 e altri strumenti CC (vale la pena sentire CC per capire se possono includere nella CC0 il fatto che le istituzioni rinunciano al canone o avviare la pratica)
  • Accertarsi che almeno le opere in CC BY-SA non siano soggette a canone (visto che uso non rivale - non c’è uso esclusivo/concorrenziale)

Altre questioni

  • Interoperabilità infrastruttura dati con Wikidata. Licenza CC0 e collegamento.
  • No alla registrazione con SPID per accedere al sito pubblico dei dati. Ci sono altri esempi di paesi che usano qualcosa come lo SPID per “aprire” i loro dati?
  • Software libero per la piattaforma/infrastruttura visto (finanziamento pubblico, codice pubblico)
  • Usare standard internazionali in base ai principi dei FAIR data (come detto nelle premesse stesse del documento): MIC BY NC non è uno standard e non segue i principi dei FAIR data

Cosa sosteniamo

  1. Un piano di digitalizzazione
  2. Le premesse: open access, dati pubblici/open data, direttiva europea, FAIR data, collaborazione, riuso, co-creazione, crowdsourcing, pubblico non solo passivo, archiviazione dei dati sul lungo periodo, metadati, data management plan delle istituzioni (DMP)…
  3. Alta risoluzione delle immagini e non usare watermark
  4. Processo di consultazione

Collegamenti esterni