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29 febbraio 2016

In occasione dell'assemblea periodica degli associati marchigiani è stato organizzato il seminario “Costruire comunità: accesso all’informazione e beni comuni digitali” condotto da Andrea Zanni. http://www.aib.it/attivita/2016/54436-assemblea-2016/

maggio 2016

Abbiamo condotto un percorso formativo per AIB Marche, rivolto principalmente ai bibliotecari della provincia di Pesaro-Urbino. Vedi pagina di lavoro.

Dopo lunghe trattative su una ridda di ipotesi, compresa quella di offrire un "corso a quattro fasi" (modello AIB con un elaborato e valutazione finale), ci è infine stato richiesta una classica lezione frontale con esercizi di scrittura. Si sono iscritti circa 30 partecipanti.

Logistica

AIB ci ha imposto un formato particolarmente scomodo: 6+6 ore nella città antica di Urbino, aula informatica A* di via Saffi 15 a Urbino (raggiungibile con treni per Pesaro + passaggio in auto). Dopo 4 ore sono cotti e i trasferimenti a Urbino sono spesso in ritardo, quindi di fatto abbiamo cominciato 20 minuti dopo e finito 40 minuti prima.

L'aula informatica ha quasi 40 postazioni, quasi tutte funzionanti. Ogni macchina ha un indirizzo IP diverso, quindi non ci sono problemi di registrazione utenze. Tuttavia, per connettersi a internet serve inserire delle credenziali uniurb, il che è possibile solo se fra i partecipanti ci sono abbastanza dipendenti uniurb disposti a mettere le proprie in tutte le macchine vicine (per fortuna noi ne avevamo alcuni).

Il proiettore può dare qualche problema perché non è puntato correttamente e inoltre il cavo VGA ha alcuni pin rotti. Non fare affidamento su informazioni scritte in cima allo schermo né su una resa esatta dei colori. Ricordarsi di controllare periodicamente lo schermo in caso il proiettore si sia spento: in tal caso di solito basta staccare e riattaccare il cavo VGA perché si renda conto che c'è segnale.

Un'osservazione ricevuta è stata che il docente dovrebbe mostrare a tutti le "soluzioni" ai problemi posti, facendoli lavorare a proiettore; è però piú efficace raccogliere la domanda dalla cattedra, mostrare la voce in questione, far vedere l'interfaccia da usare e poi far eseguire autonomamente l'operazione al richiedente. Infatti, l'aula informatica non dispone di un mouse USB, indispensabile se si vuol far lavorare i partecipanti al portatile connesso al proiettore. Sono stati inoltre incontrati vari ostacoli nella modifica visuale, come la difficoltà di scollegare una parola (per collegare un nome piú lungo), la mancanza del parametro SBN fra quelli previsti per il cita libro (nonostante esista) e la difficile reperibilità di alcune funzioni (come i caratteri speciali, le categorie, il <references/>)

Contenuti

La maggior parte dei partecipanti è interessata a voci di argomento locale. Alcuni fanno parte di biblioteche o istituti specialistici come ISCOP; una donna ha sottolineato la pesantezza del codice Urbani per chi voglia pubblicare qualcosa e ha voluto essere rassicurata sul fatto che la comunità possa aiutare mettendo i template precisi sulle immagini in PD (esempio PD-Art) dato che è difficile comprenderli (all'inizio sembrava volesse difendere le restrizioni del codice Urbani, poi si è capito che riferiva solo delle proprie sofferenze col medesimo). Bisogna puntare a che appongano la licenza cc-by-sa nelle pagine e pubblicazioni dei loro siti.

Nella seconda sessione (16 maggio) si punta a concludere qualche modifica sostanziale alle voci, forse anche una creazione di voce.

Per la maggior parte delle operazioni è stata mostrata solo la modifica visuale, ma a volte siamo stati inaspettatamente costretti a usare il wikitesto anche per operazioni molto semplici quali aggiungere un {{#babel}} o un collegamento in una tabella.

Nella seconda giornata la partenza è stata un po' lenta e didascalica perché solo una manciata di persone dichiarava di aver preparato del materiale su cui lavorare. Invece di proporre esercizi uguali per tutti, si è comunque provato ad aiutare di volta in volta ogni persona o gruppo a (cominciare a) lavorare sulle voci di proprio interesse, in alcuni casi pubblicando dei testi precedentemente preparati. Alcune voci sono state create o espanse significativamente, altre sono in preparazione in sottopagine personali degli utenti, un paio di biografie sono state cancellate (e, tranne una, recuperate come pagine di prova). Pochissimo tempo è stato dedicato al mostrare esercizi minori che tutti potessero eseguire, quindi alcuni non sono riusciti a effettuare contributi.

Diversi dei partecipanti volevano creare una voce sulla propria biblioteca prima ancora che esistesse una voce sull'ente di cui essa fa parte (per esempio un conservatorio, una soprintendenza). Palfrey e Lankes probabilmente direbbero che ciò è sintomatico di una biblioteca che pensa all'autocelebrazione invece che al servizio della propria comunità di riferimento; per fortuna è facile convincere che è piú furbo partire dal creare una sezione della voce dell'ente genitore, per poi eventualmente scorporarla.

14 novembre 2016

Luigi Catalani ha tenuto http://www.aib.it/attivita/2016/57285-seminario-3/ ad Ancona.

La sala era bella, comoda e capiente. 42 partecipanti (paganti). C'è grande interesse su questi temi, il terreno è fertile.