Eventuali modifiche apportate quel giorno potrebbero non essere salvate.
Vedi task: T406686 : Adopt Vector 2022 in wiki.wikimedia.it
Bando musei archivi biblioteche 2026-2028/non approvati
Associazione Culturale Modern Automata Museum
La costruzione di un automa (una scultura meccanica che racconta una storia) è un processo che consente di affrontare e risolvere in modo attivo, collaborativo e creativo una serie di attività, teoriche e pratiche, con diversi gradi di complessità. (1-Leggere/raccontare/elaborare una storia. 2) Identificarne i punti chiave. 3) Identificare le immagini che definiscono la sequenza ciclica da realizzare. 4) Definire personaggi, dimensioni, colori. 5) Identificare e ricercare i materiali. 6) Progettare sia la parte artistica che quella meccanica. 7) Assemblarle. 8) Testare e usare il feedback per eventuali modifiche. 9) Condividere la realizzazione). Dopo aver realizzato, con divertimento e crescita reciproca centinaia di corsi in Italia e in Europa, in scuole, musei, ospedali, biblioteche, è adesso il caso di creare un contenuto che consenta a chiunque nel mondo di replicare queste esperienze, step by step.
Perché la tua istituzione sta partecipando al bando?: perché con le nostre forze possiamo coinvolgere un numero limitato di studenti, insegnanti o altri portatori di interesse, e in generale ciò implica la presenza di un finanziamento ad hoc. Mentre, da quel che vediamo realizzando i corsi (dal 2001), la trasformazione concettuale che avviene nei partecipanti è simile a chi impara ad usare le sette note musicali. Potremmo dire che insegniamo ad usare "sette note meccaniche" e che alla fine di un corso avviene un accrescimento della capacità di esprimere e raccontare una storia. Se potessimo realizzare un documento audiovisivo disponibile per chiunque, possibilmente solo per immagini, crediamo che ne trarrebbero beneficio un numero di persone "leggermente" superiore. Il sito del Museo è www.modernautomatamuseum.com
Quali contenuti l'istituzione mette a disposizione del progetto con licenze libere: Metteremmo a disposizione tutte le sequenze di immagini e video che descrivono il processo creativo di realizzazione di una piccola scultura meccanica (automa). Sarebbe tutto realizzato da noi e nei nostri spazi. Normalmente, quando si lavora con una classe scolastica, l'intero processo dura un paio di ore per automa. Queste due ore potrebbero essere divise in dieci sequenze, in modo da consentire a chi partecipa di andare avanti con i propri tempi. Se Wikimedia lo ritiene utile, sarebbe naturalmente possibile realizzare un testo che racconta ogni fase del processo creativo e realizzativo. Ma non sapremmo farlo in una lingua diversa dall'italiano mentre vorremmo che la diffusione superasse i confini.
Stato dei diritti d'uso del materiale: Tutto il materiale avrebbe origine qui e sarebbe totalmente nei nostri diritti, che cederemmo a voi.
In che modo il progetto proseguirà? Se abbiamo capito bene, il bando dura tre anni. Potremmo realizzare ogni anno alcuni capitoli di un insieme di sette "capitoli" che consentano a chi ci seguirà di realizzare sculture con diversi meccanismi, dai più semplici ai più complicati. Vedi per esempio il nostro teatrino che mette in movimento gli "automi" di Depero, che per Depero stesso rimasero un sogno, mentre oggi è¨ stato possibile realizzarli. Vedi https://youtu.be/cGjxs26oQdk?si=90Q3yo0IjHBZoSXS Per rispondere più¹ chiaramente, il vostro bando permette sharing, cosa che è possibile fare in modo costruttivo (quindi dando strumenti in mano alle persone e attivando competenze), quando si lavora con una istituzione capace di diffondere.
Fondazione Museo Ettore Guatelli
Il Museo Ettore Guatelli intende avviare un progetto strutturato di apertura e valorizzazione del proprio patrimonio attraverso gli strumenti del movimento Wikimedia, con l’obiettivo di migliorare in modo significativo la presenza del Museo su Wikipedia e di promuovere la cultura dell’open knowledge nel territorio. Il progetto prevede innanzitutto la realizzazione e rilascio con licenza libera (CC BY-SA) di un nucleo qualificato di immagini del Museo di circa 200 immagini (allestimenti, dettagli delle collezioni, spazi esterni), da caricare su Wikimedia Commons, garantendo standard qualitativi elevati e metadati accurati. Le immagini saranno utilizzate per arricchire la voce Wikipedia del Museo Ettore Guatelli, oggi priva di un adeguato apparato iconografico, e per rendere più accessibile e comprensibile il valore del Museo a un pubblico nazionale e internazionale. Parallelamente, il progetto prevede l’organizzazione presso il Museo di un evento pubblico dedicato a Wikipedia, strutturato come editathon/laboratorio partecipato, rivolto a volontari, studenti, operatori culturali e cittadini. L’incontro, realizzato con il supporto di wikipediani esperti, sarà dedicato alla presentazione dei principi fondanti di Wikipedia (neutralità, verificabilità, licenze libere), alla formazione pratica sull’uso delle piattaforme Wikimedia e alla scrittura o miglioramento di voci legate al Museo, al collezionismo popolare e alla cultura materiale. Il progetto mira a creare una relazione stabile tra il Museo Guatelli e la comunità Wikimedia, rafforzando la qualità delle informazioni disponibili online, favorendo il riuso libero dei contenuti culturali e contribuendo alla missione di Wikipedia di rendere la conoscenza accessibile a tutti.
Perché la tua istituzione sta partecipando al bando? Il Museo Ettore Guatelli partecipa al bando Wikimedia nella convinzione che l’accesso libero e condiviso alla conoscenza rappresenti oggi una responsabilità centrale per le istituzioni culturali. Il Museo custodisce un patrimonio unico di cultura materiale, memoria quotidiana e saperi popolari che, per sua natura, nasce da una dimensione collettiva e partecipata. Rendere questo patrimonio maggiormente visibile, accessibile e riutilizzabile attraverso gli strumenti del movimento Wikimedia significa coerentemente proseguire la missione originaria del Museo, orientata alla condivisione, alla trasmissione del sapere e alla costruzione di una memoria comune. La partecipazione al bando nasce inoltre dalla volontà di migliorare la qualità e l’affidabilità delle informazioni disponibili online sul Museo Guatelli, superando una presenza digitale ancora parziale e rafforzando il ruolo di Wikipedia come spazio pubblico di conoscenza verificata, neutrale e gratuita. Attraverso questo progetto, il Museo intende non solo rilasciare contenuti visivi in licenza libera, ma anche attivare un percorso di alfabetizzazione culturale e digitale rivolto alla propria comunità di riferimento: volontari, studenti, operatori culturali e cittadini. In questo senso, il Museo si propone come luogo di mediazione tra patrimonio e comunità Wikimedia, contribuendo alla diffusione dei principi dell’open knowledge e alla crescita di una cittadinanza digitale consapevole. Il bando Wikimedia rappresenta quindi un’opportunità strategica per il Museo Guatelli per consolidare il proprio ruolo pubblico, ampliare l’impatto sociale del patrimonio conservato e partecipare attivamente alla costruzione di una conoscenza libera, condivisa e accessibile a tutti.
Quali contenuti l'istituzione mette a disposizione del progetto con licenze libere: Contenuti messi a disposizione con licenze libere Il Museo Ettore Guatelli si impegna a mettere a disposizione del progetto un insieme strutturato di contenuti digitali, che saranno rilasciati con licenza libera CC BY-SA 4.0 e condivisi attraverso i progetti Wikimedia, in particolare Wikimedia Commons e Wikipedia. In particolare, il Museo prevede di rendere disponibili: Circa 200 immagini fotografiche in alta risoluzione, relative: agli allestimenti interni del Museo; a selezioni rappresentative delle collezioni; ai dettagli significativi della museografia e delle installazioni; agli spazi esterni e al contesto architettonico del Museo. Le immagini saranno accompagnate da metadati completi (autore, data, descrizione, contesto, licenza) e selezionate in modo da essere immediatamente riutilizzabili all’interno delle voci enciclopediche. Un nucleo di testi descrittivi e informativi, già pubblicati o rielaborati a partire da materiali istituzionali del Museo (schede di contesto, descrizioni degli spazi, informazioni storiche), che potranno essere utilizzati come base di lavoro per il miglioramento della voce Wikipedia del Museo e di voci correlate, nel rispetto dei criteri di neutralità e verificabilità. Documentazione iconografica dell’evento pubblico Wikimedia che sarà realizzato presso il Museo (fotografie dell’editathon/laboratorio), anch’essa rilasciata con licenza libera e caricata su Wikimedia Commons. Il Museo garantisce di detenere i diritti necessari sui contenuti messi a disposizione e si impegna a fornire materiali di qualità, accuratamente selezionati e coerenti con le finalità di condivisione e riuso promosse dal movimento Wikimedia.
Stato dei diritti d'uso del materiale: Il Museo Ettore Guatelli dichiara che i contenuti messi a disposizione del progetto presentano una situazione dei diritti d’uso chiara e compatibile con il rilascio su piattaforme Wikimedia. In particolare: Immagini fotografiche: le immagini che saranno realizzate nell’ambito del progetto saranno prodotte appositamente da un fotografo incaricato dal Museo, che ha già espresso la propria disponibilità a stipulare un contratto di licenza libera. Le fotografie saranno pertanto rilasciate con licenza CC BY-SA 4.0, senza vincoli ulteriori, e potranno essere liberamente utilizzate, condivise e riadattate secondo i termini della licenza. Testi e materiali descrittivi: i testi eventualmente messi a disposizione (descrizioni degli spazi, informazioni storiche e contestuali) sono di produzione istituzionale e il Museo detiene i diritti necessari per consentirne l’utilizzo come base di lavoro all’interno dei progetti Wikimedia, nel rispetto delle policy di Wikipedia. Documentazione dell’evento Wikimedia: le immagini e i materiali prodotti per documentare l’evento pubblico previsto dal progetto saranno anch’essi realizzati appositamente e rilasciati con licenza libera, previa informazione e consenso dei partecipanti. Alla luce di quanto sopra, il Museo garantisce che non saranno caricati materiali soggetti a restrizioni di copyright incompatibili con le licenze libere adottate e che verrà prestata particolare attenzione alla corretta indicazione delle licenze e delle attribuzioni richieste.
In che modo il progetto proseguirà? Al termine del progetto, il Museo si impegna a proseguire autonomamente nelle attività di condivisione di contenuti, integrando il rilascio open all’interno delle proprie pratiche ordinarie di documentazione e comunicazione. In particolare, il Museo prevede di: continuare il caricamento periodico di immagini su Wikimedia Commons, in occasione di nuove campagne fotografiche, riallestimenti, eventi o progetti espositivi, adottando sistematicamente licenze libere compatibili con i progetti Wikimedia; mantenere e aggiornare nel tempo la voce Wikipedia del Museo, favorendo il miglioramento qualitativo dei contenuti attraverso fonti attendibili e incoraggiando il coinvolgimento di volontari e collaboratori formati durante il progetto; replicare periodicamente eventi formativi o laboratori Wikimedia presso il Museo, anche in forma ridotta, rivolti a volontari, studenti e operatori culturali, per consolidare le competenze acquisite e ampliare la comunità locale di utenti consapevoli; Attraverso queste azioni, il Museo Guatelli intende garantire la continuità e la sostenibilità del progetto, contribuendo nel tempo alla crescita e all’aggiornamento della conoscenza libera prodotta e condivisa attraverso le piattaforme Wikimedia.
Casa Museo Spada Antichi Strumenti Musicali
Il progetto propone la realizzazione di ambienti web interattivi per la fruizione di strumenti musicali antichi, finalizzati a superare la rappresentazione bidimensionale tradizionale del patrimonio musicale. L’asse portante del progetto è la produzione di un primo nucleo di schede digitali per singolo strumento, pensate per restituire in modo situato e comprensibile la relazione tra strumento, gesto esecutivo e suono. Per garantire schede dense e confrontabili, la prima fase si concentra su una categoria strumentale omogenea (ad esempio, strumenti a fiato, per un totale di 2-3 schede). Le schede integrano modello 3D esplorabile da browser, animazioni esecutive storicamente informate, audio e contenuti testuali con metadati strutturati; l’estensione alle altre categorie (archi, percussioni, ecc.) è prevista come sviluppo successivo. I contenuti prodotti saranno rilasciati con licenze libere (CC BY/CC BY-SA) e pubblicati su Wikimedia Commons, con collegamenti e integrazioni su Wikipedia e Wikidata, contribuendo alla diffusione della conoscenza libera e alla valorizzazione del patrimonio musicale in chiave accessibile, sostenibile e replicabile.
Perché la tua istituzione sta partecipando al bando? L’istituzione partecipa al bando per avviare un percorso strutturato di apertura e condivisione del proprio patrimonio musicale attraverso i progetti Wikimedia, trasformando materiali e competenze interne in contenuti digitali aperti e riusabili. La partecipazione consente di mettere a disposizione della comunità e del pubblico schede digitali complete degli strumenti, che uniscono descrizione storico-musicologica, visualizzazione interattiva e documentazione sonora, ampliandone l’impatto culturale, educativo e scientifico. Il progetto rappresenta inoltre un’opportunità per rafforzare le competenze interne in ambito open knowledge e per contribuire attivamente alla comunità Wikimedia, rendendo il patrimonio musicale accessibile a un pubblico nazionale e internazionale.
Quali contenuti l'istituzione mette a disposizione del progetto con licenze libere: L’istituzione metterà a disposizione del progetto i seguenti contenuti, rilasciati con licenze libere compatibili con Wikimedia (CC BY / CC BY-SA): • Schede digitali per strumenti selezionati, con metadati, descrizione storico-musicologica e componenti di fruizione digitale; la prima tranche sarà dedicata a una categoria omogenea (es. fiati: flauti, oboi, cornetti, trombe naturali, producendo un totale di 2-3 schede). • Modelli tridimensionali esplorabili via web (standard aperti), collegati alle schede. • Animazioni digitali che illustrano le modalità esecutive storiche (gesto, postura, interazione con lo strumento). • Registrazioni audio delle sonorità degli strumenti, realizzate a fini documentativi e didattici. • Testi descrittivi e storico-musicologici sugli strumenti, i contesti d’uso e le epoche di riferimento. • Dati strutturati relativi a strumenti, materiali, tipologie, aree geografiche e periodi storici (per Wikidata). I contenuti saranno caricati e strutturati su Wikimedia Commons, Wikipedia e Wikidata, favorendo il loro riuso in ambito educativo, divulgativo e di ricerca.
Stato dei diritti d'uso del materiale: L’istituzione è titolare dei diritti sui materiali prodotti nell’ambito del progetto (schede digitali, modelli, animazioni, registrazioni audio e testi originali). Per quanto riguarda gli strumenti musicali e il patrimonio storico oggetto di digitalizzazione, si tratta prevalentemente di beni privi di vincoli di diritto d’autore. Eventuali materiali soggetti a verifica saranno preventivamente valutati prima della pubblicazione. Tutti i contenuti pubblicati sulle piattaforme Wikimedia saranno rilasciati con licenze libere compatibili, nel rispetto delle linee guida del bando.
In che modo il progetto proseguirà? Al termine del progetto finanziato, l’istituzione intende proseguire stabilmente nelle attività di condivisione di contenuti sulle piattaforme Wikimedia. In particolare, il progetto costituirà la base per: • ampliamento progressivo delle schede e dei file caricati su Wikimedia Commons; • aggiornamento e miglioramento delle voci Wikipedia relative al patrimonio musicale; • strutturazione continua dei dati su Wikidata e manutenzione dei collegamenti tra schede e risorse pubblicate; Il modello sviluppato sarà replicabile su ulteriori strumenti e collezioni, garantendo la sostenibilità nel tempo delle attività di apertura e condivisione del patrimonio. Il progetto è concepito come pilota replicabile: conclusa la prima fase sui fiati (2–3 schede), il metodo verrà applicato internamente anche ad archi e percussioni, garantendo continuità di caricamento e aggiornamento dei contenuti su Wikimedia.
Associazione Culturale Musicale Italiana Alessandro Scarlatti ( Istituto Culturale del MIC )
Il progetto mira alla digitalizzazione, conservazione e diffusione online di un nucleo di 22 lettere inedite relative al progetto dell’opera Norma di Vincenzo Bellini, indirizzate a Giovanni Antonio Donzelli e Saverio Mercadante, i cui originali sono conservati presso l’Istituto culturale proponente. Le lettere saranno riprese in alta qualità, sottoposte a interventi di restauro conservativo ove necessari, quindi descritte archivisticamente e pubblicate in rete con metadati completi, in modo da garantirne reperibilità, citabilità e riuso. In coerenza con la missione Wikimedia, i contenuti digitali (immagini, trascrizioni e schede descrittive) saranno resi accessibili con licenze aperte, e collegati alle piattaforme Wikimedia (es. Commons/Wikisource e voci correlate), contribuendo alla valorizzazione del patrimonio documentario e alla ricerca musicologica su Norma e sul contesto teatrale ottocentesco.
Perché la tua istituzione sta partecipando al bando? ecco il perché della partecipazione al bando: Valorizzare un patrimonio unico e poco accessibile: le lettere inedite legate a Norma rappresentano una fonte primaria di grande interesse storico e musicologico, oggi consultabile solo in sede. Garantire conservazione e tutela nel lungo periodo: digitalizzazione e (dove necessario) restauro conservativo riducono la manipolazione degli originali e ne migliorano la fruizione in sicurezza. Aumentare accessibilità e impatto pubblico: la pubblicazione online consente a studiosi, scuole e pubblico internazionale di consultare le fonti senza barriere geografiche o economiche. Produrre contenuti riusabili e verificabili: immagini ad alta qualità, metadati e trascrizioni permettono citazione corretta, ricerca e riuso in progetti educativi e scientifici. Allineamento con la missione di Wikimedia: rendere disponibili risorse culturali con licenze aperte e integrarle in Wikimedia Commons e Wikisource contribuisce concretamente alla conoscenza libera. Rafforzare relazioni e competenze: il progetto crea un ponte tra istituti culturali, comunità Wikimedia e territorio, sviluppando capacità interne su digital humanities, metadati e open access.
Quali contenuti l'istituzione mette a disposizione del progetto con licenze libere: L’istituzione mette a disposizione del progetto, con licenze libere (es. CC BY-SA 4.0 per le riproduzioni digitali e CC0 per metadati e dati), i seguenti contenuti per la condivisione attraverso i progetti Wikimedia: Immagini digitali in alta qualità di 22 lettere inedite (relative al progetto Norma di Vincenzo Bellini a Giovanni Antonio Donzelli e Saverio Mercadante), ciascuna composta da 4 pagine: complessivamente 88 pagine riprese/scansionate. Saranno prodotti file master (TIFF) e derivati per la pubblicazione (JPEG e/o PDF), con indicazione di segnatura, provenienza e note tecniche. Trascrizioni integrali (diplomatiche e/o normalizzate) delle 22 lettere in formati aperti (TXT/ODT e, ove possibile, TEI/XML), per favorire accessibilità, ricerca full-text e riuso su Wikisource. Metadati descrittivi e archivistici per ciascuna lettera (autore, destinatario, data/luogo quando presenti, consistenza, abstract, parole chiave, identificativi, diritti/licenza, collegamenti a risorse correlate), esportabili come CSV/JSON come set di dati riusabile: 22 schede (una per lettera) + metadati di livello collezione. I contenuti saranno caricati e organizzati principalmente su Wikimedia Commons (immagini/PDF) e su Wikisource (trascrizioni), con categorie e collegamenti alle voci pertinenti.
Stato dei diritti d'uso del materiale: Il materiale oggetto del progetto è costituito da 22 lettere manoscritte ottocentesche (88 pagine) relative a Norma. I testi delle lettere sono da considerarsi in pubblico dominio (autori deceduti da oltre 70 anni), quindi non soggetti a diritto d’autore sul contenuto testuale. L’istituzione è legittima detentrice degli originali materiali (proprietà/possesso) e può autorizzare la riproduzione digitale. Le riproduzioni digitali (scansioni/fotografie) saranno pubblicate con licenza libera compatibile con i progetti Wikimedia (preferibilmente Public Domain Mark / CC0 laddove applicabile, oppure CC BY-SA 4.0), secondo le policy dell’istituzione e nel rispetto della normativa vigente. Eventuali elementi aggiuntivi prodotti dal progetto (metadati, trascrizioni, descrizioni, schede) saranno rilasciati con licenze libere (es. CC0 per metadati/dati e CC BY-SA 4.0 per testi redazionali), garantendo il riuso e la condivisione. Qualora emergano incertezze su singoli pezzi (es. provenienze particolari, vincoli legati a precedenti accordi di deposito/donazione), l’istituzione svolgerà una verifica puntuale dei diritti prima della pubblicazione, rendendo esplicito lo stato dei diritti a livello di singolo documento nei metadati.
In che modo il progetto proseguirà? Al termine del progetto finanziato, l’istituzione intende rendere strutturale la condivisione di contenuti su Wikimedia, proseguendo su più linee: Pubblicazione continuativa: pianificazione di nuovi caricamenti periodici su Wikimedia Commons e, quando pertinente, su Wikisource, estendendo il modello sperimentato (riprese, metadati, licenze, controllo qualità) ad altri fondi e materiali dell’Istituto. Manutenzione e miglioramento dei contenuti: revisione dei metadati, normalizzazione delle descrizioni, arricchimento con collegamenti a voci e item di Wikidata, correzioni e aggiornamenti delle trascrizioni con il supporto della comunità. Formazione interna: consolidamento delle competenze acquisite (licenze libere, standard di metadati, workflow di caricamento) e definizione di procedure operative che permettano al personale di replicare le attività senza dipendere dal finanziamento. Partnership con la comunità: mantenimento del contatto con gruppi Wikimedia locali e volontari per attività di tutoring, edit-a-thon tematici e iniziative di verifica/trascrizione, così da garantire continuità e crescita del progetto. Riuso educativo e divulgativo: utilizzo dei materiali caricati per laboratori, percorsi didattici e comunicazione istituzionale, incentivando il riuso e la citazione delle fonti primarie. Monitoraggio dell’impatto: raccolta di indicatori (contenuti caricati, riusi nelle voci, visualizzazioni, partecipazione alle trascrizioni) per orientare i caricamenti successivi e selezionare nuove priorità di apertura. L'istituzione lavora anche su beni territoriali (sedi storiche, luoghi legati alle collezioni), una parte delle attività potrà includere anche l’aggiornamento di dati georeferenziati su OpenStreetMap, coerentemente con le linee guida del progetto e con dati verificabili.
Biblioteca ITET "Aldo Capitini" Perugia
La Biblioteca ITET "Aldo Capitini" di Perugia è un'eccellenza nel panorama culturale italiano, riconosciuta per l'ampiezza e la diversità del suo patrimonio culturale. Il fondo originario è stato successivamente arricchito con l'acquisizione delle collezioni provenienti da vari istituti tecnici della città: il Regio Istituto Tecnico (1886-1923), il Regio Istituto Tecnico Inferiore e Superiore (1923-1933), il Regio Istituto Tecnico Commerciale e per Geometri (1933-1946), l'Istituto Tecnico Commerciale e per Geometri (1946-1969), l'Istituto Tecnico Commerciale (1969-2009) e l'Istituto Tecnico Economico (2009-2013). Il risultato di questo complesso percorso storico è una biblioteca di oltre 65.000 volumi, costituita da tre fondi librari (Fondo Antico, Fondo Storico e Fondo Moderno), una vasta sezione di riviste storiche e moderne e numerose collezioni naturalistiche. Con il presente progetto, la Biblioteca si pone l'obiettivo di realizzare, in modalità outsourcing, affidando il servizio a un'azienda esterna, la prima copia digitale di uno dei rari esemplari con numerazione dell'opera letteraria che celebra maggiormente il regime fascista, "Italiani di Mussolini in A.O." di Celso Maria Garatti. La digitalizzazione si estenderà anche a un consistente lotto di preziosi periodici del regime conservati nel Fondo Storico della Biblioteca. Pubblicata nel 1937 dall'Istituto Coloniale Fascista con l'intento di esaltare la potenza coloniale dell'Italia in Africa Orientale, in particolare dopo la conquista dell'Etiopia nel 1936, "Italiani di Mussolini in A.O." è arricchita da centinaia di fotografie in bianco e nero provenienti dall'Istituto L.U.C.E. La maggior parte degli esemplari destinati al pubblico presenta una normale rilegatura editoriale, mentre una versione più rara, riservata agli alti ranghi del Partito Nazionale Fascista, è stata realizzata con una legatura in tela su piatti in tela o piena pelle, un dorso in bronzo raffigurante il fascio littorio con parti in acciaio satinato e, talvolta, tagli dorati. La Biblioteca possiede una collezione di periodici fascisti di eccezionale valore, tra cui quattro pubblicazioni di particolare interesse per la ricostruzione delle politiche coloniali e delle posizioni razziste assunte dal regime: "L'Oltremare", "Rivista delle Colonie Italiane", "Critica fascista" e "La Difesa della Razza". Promosso in partenariato con la Fondazione "Istituto di Formazione Culturale Sant'Anna" di Perugia, il progetto prevede inoltre l'organizzazione di due eventi per la disseminazione e la comunicazione dei risultati progettuali.
Perché la tua istituzione sta partecipando al bando? La Biblioteca ITET "Aldo Capitini" di Perugia è impegnata da anni in progetti per la digitalizzazione e catalogazione in OPAC (Online Public Access Catalogue) del Servizio Bibliotecario Nazionale (SBN) del suo patrimonio naturalistico e bibliografico, con l’obiettivo di promuoverne la conservazione, la valorizzazione e una più ampia fruizione da parte di un pubblico nazionale ed internazionale composto da ricercatori, esperti e appassionati del settore. Recentemente, la Biblioteca ha completato con successo un progetto di catalogazione in OPAC SBN riguardante circa 400 novecentine pubblicate durante il periodo fascista in Italia. Questo intervento ha contribuito alla ricostruzione della complessa dinamica tra editoria e regime negli anni '20 e '40 del XX secolo, facilitando la ricerca e l'accessibilità del materiale attraverso il catalogo online. Con il presente progetto, l'apporto alla comprensione dell'editoria italiana durante il periodo fascista sarà significativamente potenziato attraveso la digitalizzazione in formato aperto di una copia unica e numerata di uno dei più rilevanti esempi di editoria fascista. "Italiani di Mussolini in A.O." è un "libro oggetto", un simbolo del trionfo della potenza militare e culturale dell'Italia fascista, con cui l'Istituto Coloniale Fascista celebrò le conquiste africane. Attraverso questo progetto di digitalizzazione, la Biblioteca si propone di fornire alla comunità dei lettori e degli studiosi l'accesso completo a un'opera finora di difficile accessibilità, rendendo possibile la sua fruizione "a distanza", senza la necessità di recarsi fisicamente nel suo luogo di conservazione. Le attività progettuali coinvolgeranno anche 159 fascicoli di quattro periodi che hanno significativamente contribuito al rilancio della politica coloniale da parte del regime fascista e alla costruzione e promozione del discorso ufficiale del fascismo attorno alla “coscienza razzista positiva” (“La Difesa della Razza”, A. VI, n. 11 del 5 aprile 1943-XXI, p. 21). In dettaglio: - 83 fascicoli pubblicati tra il 1928 e il 1934 del mensile "L'Oltremare", fondato e diretto nel novembre 1927 da Roberto Cantalupo in cooperazione con l'Istituto Coloniale Fascista, del quale pubblicava anche gli atti. La rivista si occupava principalmente della descrizione delle colonie da un punto di vista economico e commerciale, con un'attenzione specifica rivolta alla costruzione e all'attività dei porti commerciali, delle nuove ferrovie, delle dogane, dei servizi postali e degli istituti di credito. Tra le firme della rivista, figurano i seguenti nomi di spicco: Astuto Riccardo, Bondioli Riccardo, Cantalupo Diego, Cucinotta Ernesto, De Marinis Alberto, Federzoni Luigi, Golinelli Cesare, Masi Corrado, Meriano Aldo, Morandi Luigi, Pettinato Concetto, Rava Massimo, Serra Fabrizio, Valori Aldo, Volpi di Misurata Giuseppe e Zucco Giovanni. - 45 fascicoli pubblicati tra il 1930 e il 1943 di “La Rivista delle Colone”, che ha subito un processo di fusione con L’Oltremare nel 1934. - 24 fascicoli pubblicati nel 1942 di "Critica fascista", fondata il 15 giugno 1923 da Giuseppe Bottai, uno dei più influenti intellettuali del tempo. Questo periodico, il cui ultimo numero risale al 1943, si proponeva di promuovere la formazione di una nuova classe dirigente. - 7 fascicoli pubblicati nel 1943 del quindicinale "La difesa della razza", fondato il 5 agosto 1938 da Telesio Interlandi. Edito sotto il controllo del Ministero della Cultura Popolare, questo periodico era uno degli strumenti principali utilizzati dal regime fascista per diffondere l'ideologia antisemita. La sua missione, proseguita fino al 1943, era quella di sviluppare e diffondere una dottrina "scientifica" della razza, al fine di giustificare l'antisemitismo di Stato. La digitalizzazione, che sarà affidata alla società perugina CO.N.SER., leader nel settore dei servizi di gestione documentale e dell'informazione, utilizzerà uno scanner ATIZ BookDrive, che garantisce un'alta risoluzione dell'acquisizione dati di 400 dpi. Lo scanner ATIZ BookDrive è una soluzione di digitalizzazione avanzata progettata specificamente per la gestione di materiale bibliografico. Questo dispositivo supera i limiti degli scanner per libri tradizionali, offrendo prestazioni superiori in termini di precisione, compatibilità e protezione delle opere e dei periodici. Le sue configurazioni avanzate, l'illuminazione a LED freddo e la sua capacità di gestire la curvatura delle pagine e il danneggiamento della legatura lo rendono uno strumento ideale per la digitalizzazione di materiale bibliografico. Un ulteriore beneficio che ci si prefigge di apportare grazie all'iniziativa progettuale è l'aggregazione di un'ampia quantità di metadati (cfr. la sezione "Quali contenuti l'istituzione mette a disposizione del progetto con licenze libere?"). Il progetto prevede anche il coinvolgimento della cittadinanza attraverso l'organizzazione di una mostra tematica presso i locali del Fondo Antico e del Fondo Storico della Biblioteca ITET "Aldo Capitini" di Perugia (Viale Centova 4 - 06128 Perugia) e un convegno interdisciplinare nella suggestiva cornice della Sala Auditorium della Fondazione "Istituto di Formazione Culturale Sant'Anna" di Perugia (Viale Roma 15 - 06121 Perugia).
Quali contenuti l'istituzione mette a disposizione del progetto con licenze libere: Il progetto condividerà due tipi di contenuti: materiale bibliografico e metadati completi secondo lo standard METS (Metadata Encoding and Transmission Standard). Lo standard METS è uno schema XML che funge da linguaggio di interscambio tra i sistemi coinvolti e l'Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale (Digital Library). Un documento METS è costituito da sette sezioni principali: - Intestazione METS: contiene i metadati che descrivono il documento METS stesso, includendo alcune informazioni quali autore, editore, ecc. - Metadati descrittivi: contiene al suo interno i metadati descrittivi (informazioni sulle proprietà del documento digitalizzato, come il formato, la dimensione, le caratteristiche visive e il contenuto intellettuale) e metadati esterni specifici per ciascun dominio. - Metadati amministrativi: contiene sia informazioni sui file creati, che conservano anche i diritti di proprietà intellettuale, sia metadati riguardanti l’oggetto di origine da cui deriva l’oggetto digitale, sia informazioni sulla provenienza dei file e sulle relazioni degli oggetti digitali. - Sezione file: è una lista di tutti i file contenente le versioni elettroniche dell’oggetto digitale. - Mappa strutturale: descrive la struttura gerarchica, fisica o logica, dell’oggetto digitale e collega i file e i metadati loro associati. - Link strutturali: permette di gestire collegamenti ipertestuali tra nodi nella gerarchia definita nella Mappa strutturale. - Comportamento: può essere usato per associare comportamenti (per esempio, la visualizzazione) con il contenuto dell’oggetto METS. Il prodotto finale sarà un sistema complesso e articolato che integrerà 160 documenti (una monografia e 159 fascicoli di periodici) con metadati descrittivi, strutturali e amministrativi relativi ai documenti digitalizzati.
Stato dei diritti d'uso del materiale: Testi di cui l'istituzione prossiede i diritti.
In che modo il progetto proseguirà? Nuove opportunità di finanziamento del progetto saranno fornite dai bandi "Richieste Libere" e "Arte, Attività e Beni Culturali" promossi da Fondazione Perugia per l'anno 2027. Fondazione Perugia si impegna annualmente a sostenere la valorizzazione, la promozione e la divulgazione dell'arte e del patrimonio culturale del territorio perugino e umbro. A tal fine, emette bandi tematici per la concessione di risorse economiche a enti pubblici e privati che superino con successo le procedure selettive. Le risorse disponibili ammontano a un importo compreso tra 300.000 e 500.000 euro. Inoltre, la Biblioteca intende proseguire le attività di condivisione dei contenuti digitalizzati del proprio Fondo Storico utilizzando le piattaforme Wikimedia /OpenStreetMap.
Fondazione Biblioteca Pubblica Arcivescovile "A. De Leo"
La ricca collezione della Biblioteca Pubblica Arcivescovile "A. De Leo" di Brindisi ha già immesso in passato schede e digitalizzazioni di due fondi rari e importanti, in quanto vincitrice del bando "Musei archivi biblioteche 2024" emesso da Wikimedia Italia. L'attuale proposta intende mettere a totale disposizione la digitalizzazione, schedatura e note di manoscritti e libri a stampa antichi sulla storia delle città presenti nella biblioteca. Testi inediti, mai pubblicati o mai ristampati che attraverso monumenti ormai distrutti raccontati nei dettagli, terremoti, maremoti, eruzioni vulcaniche, scavi archeologici, strade, ponti, leggende, malattie e carestie definiscono parti inedite. Non dimentichiamo quanto sia importante conoscere la storia sismica di un territorio per prevedere e studiare gli eventi. Quindici manoscritti e 10 libri pubblicati tra il 1500 e il 1700 su Roma, Torino, Taranto, Bari, Brindisi, Lecce, Oria, Giovinazzo, Venezia, Salerno, Leuca, Foggia ed altre le cui digitalizzazioni consentiranno di fare un viaggio virtuale tra le pagine.
Perché la tua istituzione sta partecipando al bando? Ad oggi una biblioteca è irrinunciabile che sia intesa “pubblica” sulla base dell'uguaglianza di accesso per tutti e che garantisca alcuni servizi fondamentali come la consultazione in totale libertà fisica ed economica dei propri fondi librari soprattutto se inediti. Tutto ciò si può ottenere unicamente grazie alla schedatura e digitalizzazione del proprio patrimonio. Il binomio biblioteca-gratuità emerge prepotentemente oggi, le biblioteche infatti caratterizzano l’ultimo baluardo della democrazia. Occorre, però, lavorare seriamente su come esse siano percepite dagli utenti: sono e devono essere riconosciute come motore dell'economia della conoscenza e dello sviluppo sociale, dello spirito critico e della libertà poichè garantire l'accesso alla bellezza e all'eccezionalità fa sentire le persone parte di una comunità da arricchire e tutelare.
Quali contenuti l'istituzione mette a disposizione del progetto con licenze libere: La biblioteca intende mettere a completa disposizione dei progetti Wikimedia le schede, le note e la digitalizzazione dei quindici manoscritti inediti e dei dieci testi a stampa tra il 1500 e 1700 di proprietà dell'ente al momento mai digitalizzati (nemmeno per il progetto ministeriale di 13 anni fa di Internet Culturale) e per i quali è possibile solo la consultazione in loco.
Stato dei diritti d'uso del materiale: Il patrimonio librario e documentario della biblioteca è di proprietà della stessa che intende ed ha sempre inteso essere proprietà dell'intera umanità. Di conseguenza tutti gli utenti che si recano nella biblioteca hanno libertà di fotografare i beni senza alcun costo economico con la sola richiesta di specificarne, se se ne intende fare una pubblicazione, il luogo di conservazione, il fondo di appartenenza e consegnare due copie del testo che si intende stampare. Tutto ciò solo per consentirne un rapido riconoscimento dell'unità libraria nel caso in cui all'utente interessasse avere maggiori informazioni.
In che modo il progetto proseguirà? La biblioteca intende proseguire nella digitalizzazione degli altri testi antichi a stampa in essa conservati sempre riguardanti la storia delle città e stampati tra il 1701 e il 1900 e nella immissione sulle piattaforme Wikimedia della scheda catalografica, note e delle immagini scansionate. Si procederebbe a step dividendo i testi in range cronologici immettendoli via via una volta ultimato il gruppo.
COMUNE DI PETRALIA SOTTANA
DIGITALIZZAZIONE DELL'ARCHIVIO STORICO DELL'ENTE COMUNALE DI PETRALIA SOTTANA Perché la tua istituzione sta partecipando al bando? DIGITALIZZARE L'ARCHIVIO è UNA SCELTA DI INNOVAZIONE MA ANCHE SI SOSTENIBILITà E DI FACILITAZIONE NELLA FRUIBILITA'. L'OBIETTIVO INOLTRE è ANCHE QUELLO DI POTER IMPIEGARE DEI GIOVANI A TEMPO DETERMINATO PER L' SVOLGIMENTO DELL'ATTIVITà E QUINDI DARE UNA OPPORTUNITA DI LAVORO E DI CRESCITA DELL'AMBITO DELLA DIGITALIZZAZIONE DELL'ARCHIVIO. Quali contenuti l'istituzione mette a disposizione del progetto con licenze libere: DOCUMENTI STORICI E IMMAGINI STORICHE Stato dei diritti d'uso del materiale: DOCUMENTI STORICI E IMMAGINI STORICHE CHE FANNO PARTE DEL PATRIMONIO STORICO DEL NOSTRO PAESE DI PROPRIETA DEL COMUNE DI PETRALIA SOTTANA In che modo il progetto proseguirà? L'OBIETTIVO è DIGITALIZZARE TUTTO L'ARCHIVIO STORICO E RICERCARE FONDI FUTURI PER COMPLETARE L'ATTIVITA', IMPINEGANDO A TEMPO DETERMINATO GIOVANI DEL TERRITORIO
Museo Civico Alpino "Arnaldo Tazzetti"
Le collezioni istologiche sono una rarità nelle raccolte di scienze naturali. Gli istituti che detengono collezioni di vetrini sono limitati in numero e spesso il loro patrimonio non è valorizzato. Nell'ambito della botanica il problema è ancora più rilevante, in quanto i preparati per l'osservazione microscopica, sebbene di grande utilità per lo studio dell'anatomia e della fisiologia vegetale, nonché nelle ricerche in sistematica, sono trascurati e dimenticati. Questa situazione è rispecchiata nel panorama Wikimedia dalla scarsa presenza di fotografie di preparati microscopici sulla piattaforma Wiki Commons. Il progetto vuole pertanto contribuire alla diffusione di materiale fotografico relativo all'istologia, proveniente dalle collezioni del Museo Civico Alpino "Arnaldo Tazzetti" di Usseglio (TO). Durante le attività di ricerca del Museo legate alla preparazione di campioni d'erbario, la produzione di vetrini è spesso un'attività fondamentale. Ad esempio, per l'identificazione dei funghi, fase preliminare all'inserimento nella collezione, è quasi sempre necessario osservare questi organismi ad alti ingrandimenti, operazione che richiede la preparazione di sezioni montate su vetrino e poi l'osservazione al microscopio. Attraverso questo progetto verrebbero quindi digitalizzati campioni (principalmente di vegetali e funghi) attraverso tecniche di microscopia e fotografia che ne mettano in risalto i particolari anatomici più importanti, come le strutture riproduttive e i canali di trasporto di fluidi. Inoltre saranno digitalizzati campioni illustranti caratteristiche significative per l'identificazione delle specie in esame. Il Museo dispone inoltre di una collezione di antichi vetrini, risalenti a studi botanici degli anni 20 del XX secolo realizzati in parte da Hugh Dickson, botanico inglese che prese parte agli studi sulla tomba del faraone Tutankhamun. Perfettamente conservati, saranno anche questi oggetto della digitalizzazione. Lungi dall'avere esclusivamente un valore storico, questi preparati, proprio grazie al loro ottimo stato di conservazione, permettono di essere utilizzati anche a scopi di studio come i campioni moderni. La condivisione su Wiki Commons dei contenuti prodotti permetterà la fruizione sia da parte di ricercatori e studiosi, sia da parte di insegnanti e docenti alla ricerca di materiale fotografico da impiegare in attività didattiche. La visibilità sarà ampliata anche grazie all'inserimento nelle voci di Wikipedia e Wikispecies delle immagini pertinenti. Saranno inoltre create nuove voci relativamente a specie viventi o comunque connesse con il tema del progetto. Garantendo accesso immediato e gratuito alle rappresentazioni digitali, i ricercatori interessati potranno studiare i campioni conservati nel Museo anche senza recarvisi fisicamente e abbattendo quindi le limitazioni geografiche che la collocazione in alta montagna del Museo di Usseglio (ultimo Comune della Valle di Viù a 1265 m s.l.m.) potrebbe imporre. Similmente il mondo della formazione (a tutti i livelli di istruzione) avrebbe accesso a immagini di qualità, spesso sostituite nel campo della biologia da schemi poco rappresentativi della realtà. Infine, la curiosità instillata dall'osservazione del mondo microscopico, non comunemente accessibile, permette anche l'utilizzo di immagini prettamente scientifiche per iniziative di dialogo tra arte e scienza. La digitalizzazione delle collezioni del Museo è già stata avviata da alcuni anni e ha subito supporto benefico dalla partecipazione all'edizione 2025 di questo bando. Il presente progetto si inserisce quindi nell'ottica di proseguire ed ampliare le iniziative già avviate. I risultati saranno diffusi attraverso i canali di informazione del Museo e, seguendo il modello adottato lo scorso anno, si intende realizzare un evento pubblico/laboratorio gratuito di presentazione del progetto, durante il quale i partecipanti possano toccare con mano e sperimentare il significato della digitalizzazione e della condivisione libera, nonché l'importanza delle collezioni istologiche. Le attività di digitalizzazione delle collezioni saranno curate dai volontari dell'associazione che gestisce il Museo, con il supporto scientifico di esperti di botanica e micologia del territorio. Le attività descritte saranno concluse indicativamente verso la fine del 2026/inizio del 2027, per poi proseguire secondo le modalità riportate nell'apposita sezione. Perché la tua istituzione sta partecipando al bando? Raccogliendo e studiando le testimonianze di un territorio di alta montagna, al Museo abbiamo percepito l'importanza della digitalizzazione già da alcuni anni. Non solo come strumento di conservazione nel tempo di reperti a rischio di oblio e distruzione, ma anche come potente strumento di condivisione della conoscenza, che superi le tradizionali barriere fisiche, linguistiche e culturali. Nonostante le poche risorse a disposizione, abbiamo nel corso del tempo curato la digitalizzazione delle collezioni che custodiamo, tra cui un'archivio fotografico partecipato, la raccolta entomologica e l'erbario. Consapevoli dell'importanza della libertà di accesso alle risorse e dei principi dell'Open Access, abbiamo sempre condiviso liberamente questi risultati, come testimonia la partecipazione all'edizione passata del bando MAB. Siamo inoltre convinti dell'utilità del software Open Source nella ricerca e nella formazione. Partecipando al bando immaginiamo dunque di raffinare ulteriormente le competenze nell'ambito della diffusione digitale del patrimonio culturale e di offrire un contributo significativo ai progetti della fondazione Wikimedia. pagina 16 / 139 Quali contenuti l'istituzione mette a disposizione del progetto con licenze libere: Il Museo pubblicherebbe su Wiki Commons fotografie dei campioni oggetto della digitalizzazione, realizzate con tecniche di fotografia tradizionale o microscopia a seconda della specificità del singolo reperto. Le immagini saranno rilasciate in formato TIFF o JPEG ad alta risoluzione con licenza Creative Commons CC-BY 4.0. Il rilascio delle immagini sarà preceduto da un'attenta verifica della qualità, in modo da pubblicare file tali da poter essere utilizzati anche per scopi di studio. Saranno pubblicate circa 80 immagini di vetrini storici e almeno 200 immagini di vetrini di piante e funghi provenienti da ricerche attuali del Museo. Relativamente a quest'ultime si procederà anche al caricamento di fotografie dei rispettivi campioni d'origine (ad es. voucher come fogli d'erbario, foto dell'esemplare dal vivo) nei casi in cui questi siano utili alla comprensione o non siano già presenti su Wiki Commons. Anche dopo il termine del progetto il numero di fotografie pubblicate potrebbe crescere, grazie alla continua attività di ricerca condotta al Museo. Stato dei diritti d'uso del materiale: Il materiale digitale è realizzato dal Museo, che ne detiene pertanto i diritti. Il materiale storico non è coperto da alcun tipo di diritto o restrizione. Tutte le fotografie e i dati correlati verranno rilasciati con licenza Creative Commons CC-BY 4.0, in accordo con le principali linee guida dell'Open Science. In che modo il progetto proseguirà? Le collezioni del Museo incrementano nel tempo e dunque nuovo materiale di interesse è generato costantemente. L'attività di digitalizzazione della collezione istologica, così come dell'erbario a cui essa è collegata, procederà anche dopo la conclusione del progetto, man mano che nuovi campioni entreranno nelle collezioni. Sarà dunque possibile inserire su Wiki Commons tale materiale fotografico, al fine di arricchire ulteriormente l'offerta al pubblico in questo campo. Le competenze acquisite verranno in seguito messe a disposizione delle altre collezioni (arte, archeologia, cultura materiale) del Museo ed eventualmente anche a terzi che, perseguendo finalità di ricerca similari a quelle del Museo, ne possano trarre beneficio. pagina 17 / 139
FIC - Federazione Italiana Cineforum
“FIC Open History - Mappatura e digitalizzazione degli atti costitutivi dei circoli della rete FIC” è il primo progetto di metadatazione open access finalizzato alla valorizzazione storica dell’Archivio FIC - Federazione Italiana Cineforum, che trasforma i faldoni cartacei in dati aperti. Il progetto – pensato per uno sviluppo triennale – mira a recuperare e a rendere accessibile il patrimonio documentale che ha segnato le origini e la storia dell'associazionismo cinematografico in Italia (la storia dei “cineforum”, “cinecircoli”, “cineclub”), dalla tarda metà degli anni '50 ad oggi quando, con il passaggio al RUNTS – Registro Unico Nazionale del Terzo Settore, tutti i dati diventano pubblici. Un patrimonio inedito e prezioso che FIC, come ente di coordinamento nazionale, intende per la prima volta mappare (storicamente e geograficamente) e restituire alla community open source. I cineforum erano (e sono) presidi culturali sul territorio, centri di aggregazione sociale, luoghi di formazione, che spesso hanno visto crescere coloro che sarebbero diventate personalità di spicco nell’ambito del settore audiovisivo e non solo (a partire dai padri fondatori, Camillo Bassotto e Sandro Zambetti). Recuperare i loro atti costitutivi significa tracciare una mappa (es. Quanti circoli storici sono esistiti/esistono ancora oggi? In quali regioni erano/sono maggiormente diffusi? Chi era/è il loro presidente? etc) e recuperare la storia della partecipazione democratica alla vita culturale in Italia. Attraverso la digitalizzazione e la pubblicazione su Wikimedia Commons degli atti costitutivi – e degli statuti storici, se presenti come allegati all’atto – dei circoli della rete FIC, l'iniziativa intende tracciare la nascita e la diffusione dei centri promotori della cultura cinematografica sul territorio nazionale. I documenti, liberati sotto licenza CC BY-SA, diventeranno così fonti primarie per l'arricchimento di Wikipedia e Wikidata, trasformando un archivio cartaceo in un ecosistema di dati aperti a disposizione di ricercatori, studenti e appassionati. Obiettivi specifici: 1. Inventariazione e digitalizzazione in alta risoluzione di circa n. 500 documenti complessivi (in tre anni) > FIC Open History #1 (da n. 1-150 documenti) > FIC Open History #2 (da n. 151-300 documenti) > FIC Open History #3 (da n. 301-450/500 documenti) - 2. Liberazione dei contenuti: caricamento dei file su Wikimedia Commons con licenze libere, garantendo la metadatazione strutturata (SDC) per ogni documento. - 3. Mappatura semantica e geografica: creazione o arricchimento di elementi su Wikidata per ogni circolo censito. - 4. Accessibilità del testo (Wikisource): avvio di una campagna di trascrizione (OCR e rilettura) dei documenti su Wikisource, per permettere l'analisi testuale e la ricerca per parole chiave. - 5. Promozione e comunicazione: ampia visibilità del progetto, con specifica visual identity, su tutti i canali FIC (sito istituzionale, newsletter, profili social FB/IG) e promozione di un'attività “edit-a-thon" (edit marathon) estesa ai circoli della rete FIC per implementare i dati condivisi da FIC con altri documenti o materiali (es. opuscoli, locandine, pubblicazioni monografiche, fotografie, etc) capaci a loro volta di aggiungere un ulteriore tassello di storia. pagina 18 / 139 Perché la tua istituzione sta partecipando al bando? FIC – Federazione Italiana Cineforum è un’Associazione Nazionale per la promozione della Cultura Cinematografica (ANCC) riconosciuta da MiC – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, fondata a Bologna il 18 novembre 1956 e dal 2013 con Sede legale e operativa a Bergamo. Come ETS di 2° livello, l’oggetto statutario di FIC “è volto al sostegno, la difesa, la promozione, la diffusione e la valorizzazione della cultura cinematografica e audiovisiva in tutte le sue forme, comprese quelle generate dall’utilizzo delle tecnologie digitali, e nelle sue relazioni con altre forme artistiche” (Art. 5). FIC attualmente coordina una capillare rete di circoli (circa 100) sul territorio nazionale ed è presente sia nelle grandi città che nei piccoli centri di provincia, spesso arrivando a coinvolgere anche aree periferiche contraddistinte da sacche di marginalità. La promozione dell’attività cinematografica in tutti i suoi aspetti (editoria, divulgazione scientifica, educational, produzione e distribuzione), finalizzata alla formazione di un nuovo pubblico, è la sua mission principale. Dal 1961 FIC è inoltre editore di Cineforum Rivista (iscritta al Registro del Tribunale di Venezia al n. 307 del 25/5/1961), periodico trimestrale di critica e cultura cinematografica di profilo internazionale, di cui cura direttamente la distribuzione. Con il progetto “Open History” FIC intende allineare la propria missione statutaria agli obiettivi di diffusione, miglioramento e avanzamento della conoscenza libera perseguiti da Wikimedia Italia. L'obiettivo principale è la valorizzazione di un patrimonio documentale inedito in ambito GLAM (Galleries, Libraries, Archives, Museums) che rappresenta una fonte primaria per la storia sociale e culturale del Paese, ma che attualmente è accessibile solo in formato cartaceo presso la Segreteria nazionale FIC a Bergamo. FIC Open History contrasta il Digital Dark Age recuperando e rendendo accessibili documenti (tra questi, anche veline anni ’60 firmate da Camillo Bassotto) che viceversa, chiusi in faldoni fisici, rischierebbero il deterioramento. Con questo progetto, FIC accetta di rendere pubbliche le informazioni e i contenuti prodotti con licenza CC BY-SA, favorendo così la trasparenza e l'accesso universale alla memoria dell'associazionismo cinematografico italiano. Inoltre, FIC riconosce nel percorso di formazione previsto da questo bando un'opportunità strategica per qualificare il proprio staff. L'acquisizione di competenze tecniche sulle piattaforme Wikimedia (Commons, Wikidata, Wikisource) è considerata essenziale per garantire la sostenibilità a lungo termine del progetto e per trasformare l'archivio in un ecosistema di dati aperti e interconnessi. Quali contenuti l'istituzione mette a disposizione del progetto con licenze libere: Nei tre anni di sviluppo progettuale FIC – a valere da questa edizione del Bando 2026 e per le prossime due, 2027 e 2028 – FIC si impegna a rendere disponibili circa n. 500 documenti complessivi: FIC Open History #1 (da n. 1-150, anno 2026) > FIC Open History #2 (da n. 151-300, anno 2027) > FIC Open History #3 (da n. 301-450/500, anno 2028). I documenti – gli atti costitutivi dei circoli ed eventuali Statuti allegati, alcune veline e altri materiali ancora da inventariare – sono atti formali di natura amministrativa i cui diritti di conservazione e valorizzazione appartengono a FIC. Come tali i documenti possono essere rilasciati da FIC sotto licenza libera per finalità di studio e ricerca. Trattandosi di documenti cartacei particolarmente fragili, verrà usata massima cura (uso di scanner piani o planetari, non a trascinamento). Le scansioni saranno effettuate in alto standard qualitativo a 300 o 600 DPI in formato TIFF (per la conservazione archivistica) e successivamente convertite in PDF/A o JPG ad alta qualità per il caricamento su Wikimedia Common previo oscuramento selettivo (Privacy by Design) nel caso di eventuali dati sensibili (es. indirizzi privati o firme autografe di persone viventi) provvedendo a un eventuale oscuramento digitale leggero, per bilanciare diritto alla Storia e privacy. Ogni documento non sarà un semplice file, ma sarà accompagnato da metadati strutturati (Standard SDC - Structured Data on Commons) organizzati in campi chiave (es. nome del circolo, data di fondazione, luogo - città/regione, nome del presidente, etc). Qualora il circolo/cineforum abbia già una voce su Wikipedia, il documento verrà collegato tramite l'ID di Wikidata rendendolo rintracciabile globalmente. Stato dei diritti d'uso del materiale: Come sopra indicato, i materiali resi disponibili attraverso questo progetto non sono opere coperte da diritto d'autore creativo (copyright), bensì atti formali di natura amministrativa i cui diritti di conservazione e valorizzazione appartengono a FIC. Come tali, i documenti possono essere rilasciati da FIC sotto licenza libera (Creative Commons BY-SA 4.0), con l'obiettivo di favorire la libera circolazione della cultura cinematografica e per finalità di studio e ricerca. Tuttavia, per correttamente bilanciare il diritto alla Storia e la tutela della privacy, in caso di dati sensibili per persone ancora presumibilmente in vita, FIC si impegnerà a corredare la liberazione del documento con un disclaimer di conformità al Regolamento UE 2016/679 (GDPR), specificando che il medesimo viene pubblicato per finalità di trasparenza, archiviazione storica e promozione della cultura cinematografica, vietandone ogni utilizzo improprio o per finalità commerciali relativamente ai dati ivi contenuti. A precedere l’avvio delle attività di progetto tutti i circoli attualmente aderenti alla rete FIC saranno preventivamente raggiunti da una specifica informativa. In che modo il progetto proseguirà? La parte progettuale relativa alla promozione e alla comunicazione, a seguire i tre anni di sviluppo dello stesso, è innanzitutto pensata per essere finalizzata al proseguimento della condivisione delle informazioni da parte dei singoli circoli, ma anche per ampliare la condivisione dei documenti che possono raccontare la storia stessa della Federazione (es. materiali di archivio, carteggi, atti dei convegni, fotografie d’epoca, etc) conservati presso la sede della Segreteria nazionale a Bergamo, oggi non accessibili al pubblico. FIC intende quindi integrare la metadatazione Wiki nelle procedure di affiliazione dei nuovi circoli e potrà utilizzare l’archivio digitalizzato ai fini di pubblicazioni scientifiche e/o mostre virtuali permanenti (es. installazioni interattive su totem multimediali). Inoltre FIC, come editore di Cineforum Rivista (marchio proprietario), ha accesso al corposo archivio di 65 anni di attività: un patrimonio mai reso disponibile in modalità open access. Infine, con la riforma statutaria per l’iscrizione al RUNTS (verbale rep. n. 15214, n. 11708 racc. redatto il 28 settembre 2025 dal dr. Paolo Divizia, notaio in Bergamo) FIC ha recentemente integrato tra i suoi oggetti statutari (Art. 5) anche la gestione e la valorizzazione dei fondi Alasca – Archivi dell’Audiovisivo: un patrimonio sterminato, estremamente eterogeneo (periodici, sceneggiature, pressbook, fotografie, manifesti, supporti video, letteratura grigia, etc) condiviso con l’Università degli Studi di Bergamo.
Comune di Genova - Museo di Sant'Agostino
Questa iniziativa si propone di ampliare un percorso già avviato con successo dal Comune di Genova, che ha partecipato al Bando Wikimedia 2024 con un focus incentrato sui Musei di Strada Nuova. Il progetto proposto per il 2026 si concentra sul Museo di Sant’Agostino, istituzione di rilievo all’interno della rete civica genovese. Nato negli spazi del convento medievale di Sant’Agostino, il museo, inaugurato nel 1939 come Museo di Architettura e Scultura Ligure è stato ricostruito negli anni ’70-’80 ed è stato riallestito sul progetto di Franco Albini e Franca Helg. Ultima opera realizzata dall’architetto brianzolo coniuga grande architettura contemporanea e arte antica. Conserva una collezione composta prevalentemente da sculture, dipinti su tavola, affreschi, elementi architettonici e manufatti lapidei provenienti da edifici cittadini non più esistenti o profondamente trasformati, con un arco cronologico che va dalla tarda antichità alla fine del Settecento. Il progetto prevede l’ampliamento e l’aggiornamento della voce Wikipedia dedicata al museo e la creazione di nuove voci relative a opere selezionate della collezione e degli ambienti museali, corredate da fonti bibliografiche attendibili, che verranno redatte da uno storico dell’arte in sinergia con il responsabile delle collezioni. Ci si propone inoltre di condividere su Wikimedia Commons immagini ad alta risoluzione delle opere (bidimensionali e tridimensionali) e degli ambienti museali, proponendo una rassegna storica degli allestimenti del museo, dal 1939 ad oggi. Perché la tua istituzione sta partecipando al bando? Dati gli importanti risultati ottenuti nella diffusione del patrimonio culturale cittadino con licenza libera, i Musei Civici Genovesi intendono proseguire ed ampliare il lavoro svolto, consolidando la collaborazione con Wikimedia Italia. Un’analisi preliminare dei contenuti di libero accesso esistenti ha evidenziato carenze significative nella documentazione delle collezioni, delle opere principali e della storia del museo, nonché la necessità di un aggiornamento che si fondi su fonti bibliografiche attendibili. L’indagine ha inoltre rilevato una scarsa densità di collegamenti interni (wikilink) la cui implementazione risulta funzionale a migliorare l’interconnessione dei contenuti. Inoltre, dal momento che una parte delle opere è conservata nei depositi – accessibili al pubblico solo in occasioni di visite accompagnate – il progetto rappresenta un’occasione per documentare e rendere fruibili online e con licenza CC BY-SA 4.0, informazioni e immagini relative a questi manufatti. Il progetto contribuisce ad ampliare l’accessibilità e la circolazione delle informazioni sul patrimonio artistico, offrendo nuove possibilità di consultazione e di lettura dei materiali. L’iniziativa mira, infine, al coinvolgimento dei cittadini, della community e del personale interno del museo, sostenendo attività di ricerca, documentazione e produzione di conoscenza libera, in coerenza con gli obiettivi del bando. pagina 20 / 139 Quali contenuti l'istituzione mette a disposizione del progetto con licenze libere: L’ente mette a disposizione del progetto i seguenti contenuti: ● Revisione e implementazione delle voci Wikipedia dedicate all’ente: Museo di Sant’Agostino, Chiesa di Sant'Agostino, con aggiunta di sezioni dedicate all’allestimento. ● Creazione di circa 40 voci riguardanti le opere (dipinti, affreschi, sculture, bassorilievi elementi lapidei) basate su schede scientifiche, pubblicazioni e fonti bibliografiche e archivistiche attendibili revisione e implementazione della voce esistene dedicata al Monumento sepolcrale di Margherita di Lussemburgo, ● Caricamento di circa 70 immagini di opere bidimensionali e tridimensionali. ● Caricamento di circa 10 fotografie ambientali relative agli spazi interni ed esterni del museo e alle soluzioni espositive con licenza libera e, ove mancanti, realizzate con apposita campagna ad hoc. ● Digitalizzazione di circa 20 immagini dell’archivio storico relative alle soluzioni museali apportate negli anni e successivo caricamento di almeno 5 immagini in alta risoluzione. Le immagini verranno caricate su Wikimedia Commons in alta risoluzione (formato JPG o TIF). Stato dei diritti d'uso del materiale: Le immagini delle opere e degli ambienti messe a disposizione rientrano in due categorie: ● Opere in pubblico dominio, per le quali non sussistono diritti d’autore sull’opera originale. ● Immagini fotografiche di proprietà del museo e/o conservate in archivio storico con autore ignoto, per le quali l’ente detiene i diritti di utilizzo. ● Immagini fotografiche realizzate da professionisti contrattualizzati che hanno acconsentito alla cessione delle immagini e/o alla pubblicazione. In tutti i casi il materiale sarà condiviso con licenza libera CC BY-SA 4.0, comprensiva dell’uso commerciale, in conformità con i requisiti dei progetti Wikimedia. In che modo il progetto proseguirà? Il progetto è pensato per proseguire oltre la durata del finanziamento grazie al coinvolgimento diretto del personale dell’istituzione. Le competenze acquisite consentiranno di aggiornare nel tempo le voci esistenti. La creazione di nuove voci può stimolare la community ad interagire e integrare le informazioni e creare nuove connessioni fra le diverse pagine e piattaforme. Viene data inoltre la disponibilità per effettuare un editathon o la premiazione di WikiLove Monuments 2026 all’interno degli spazi del museo.
Facoltà Teologica di Sicilia
La Biblioteca centrale per le Chiese di Sicilia – Biblioteca “Mons. Cataldo Naro” presso la Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia (Palermo) è una Biblioteca accademica e di ricerca con un patrimonio di circa 165.000 pubblicazioni e oltre 1.000 periodici, specializzata in teologia, discipline bibliche, filosofia, storia, filologia e cultura siciliana. È Custode di fondi storici e donazioni private (es. Fondo Santino Caramella, Fondo Benedetto Rocco, Fondo Massaro-Tusa, Fondo Rosario La Duca, Fondo Santa Barbara) che possono avere valore culturale unico ma purtroppo ancora poco accessibile digitalmente. Il Fondo Rosario La Duca rappresenta un patrimonio librario di grande valore storico e culturale, da anni punto di riferimento per studenti, studiosi e ricercatori interessati alla storia urbana e culturale di Palermo. Tuttavia, il Fondo risulta ancora parzialmente non accessibile e poco valorizzato in ambiente digitale, limitandone la fruizione e il potenziale di diffusione presso un pubblico più ampio. Allo stesso tempo, emerge un bisogno crescente di contenuti culturali digitali affidabili, aperti e riutilizzabili, capaci di raccontare il patrimonio librario non solo come insieme di opere, ma come strumento di interpretazione della città e della memoria urbana. L’approccio di Rosario La Duca, fondato sulla “passeggiata” come metodo di osservazione e racconto della città, offre una chiave narrativa efficace per rendere accessibili temi storici complessi. Il progetto nasce quindi dall’esigenza di superare le barriere di accesso al Fondo, valorizzarne i contenuti attraverso strumenti digitali e open access, rafforzare le competenze dello staff e offrire opportunità formative a giovani interessati ai nuovi ambiti professionali legati alla cultura digitale. Perché la tua istituzione sta partecipando al bando? La nostra istituzione partecipa al bando per valorizzare il Fondo Rosario La Duca, patrimonio librario di grande valore storico e culturale, ancora in parte non accessibile e poco presente negli spazi digitali aperti. Il bando rappresenta un’opportunità per trasformare questo patrimonio in contenuti storici e culturali originali, accessibili e riutilizzabili, in linea con i principi della conoscenza libera. Attraverso il progetto, intendiamo rafforzare le competenze digitali dello staff, sperimentare nuovi modelli di produzione culturale in open access e contribuire attivamente ai progetti Wikimedia, rendendo la biblioteca un soggetto protagonista nella diffusione della conoscenza e nella restituzione del patrimonio alla comunità di studenti, studiosi e cittadini. Quali contenuti l'istituzione mette a disposizione del progetto con licenze libere: L’istituzione mette a disposizione del progetto contenuti originali di carattere storico e culturale prodotti nell’ambito delle attività previste, in particolare: • testi originali dei dossier tematici storici e culturali dedicati al Fondo Rosario La Duca, redatti dallo staff della biblioteca; • schede descrittive relative al Fondo Rosario La Duca; • immagini di supporto selezionate esclusivamente tra materiali in pubblico dominio o liberamente riutilizzabili (ad esempio frontespizi, copertine, fotografie dei volumi come oggetti, immagini storiche); L’istituzione garantisce che i contenuti messi a disposizione non violano diritti di terzi e che la pubblicazione avverrà nel pieno rispetto della normativa sul diritto d’autore. pagina 22 / 139 Stato dei diritti d'uso del materiale: Il progetto prevede l’utilizzo di materiali con stato dei diritti chiaramente identificabile. In particolare: • i testi originali prodotti nell’ambito del progetto (dossier storici e contenuti culturali) sono di titolarità della Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia e saranno rilasciati con licenza CC BY; • Le schede descrittive saranno rilasciati con strumento CC BY; • le immagini di supporto saranno selezionate esclusivamente tra materiali in pubblico dominio (ad esempio frontespizi, apparati paratestuali, immagini storiche) o materiali per i quali la Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia ha titolo alla pubblicazione; • per eventuali materiali con diritti non immediatamente verificabili, è prevista una fase di indagine preliminare; tali materiali saranno esclusi dalla pubblicazione in open access fino alla piena chiarificazione dello stato dei diritti. L’istituzione si impegna a pubblicare esclusivamente contenuti nel pieno rispetto della normativa sul diritto d’autore e delle linee guida del bando. In che modo il progetto proseguirà? Il progetto è concepito come prima fase di un percorso di valorizzazione continuativa del Fondo Rosario La Duca. Le competenze acquisite dallo staff attraverso il percorso formativo e il tutoraggio previsto dal bando consentiranno alla biblioteca di proseguire in autonomia nella produzione e pubblicazione di contenuti storici e culturali in open access anche dopo la conclusione del finanziamento. I contenuti realizzati (dossier tematici, schede descrittive, ecc) resteranno stabilmente disponibili sulle piattaforme Wikimedia e potranno essere progressivamente ampliati, aggiornati e riutilizzati per attività di ricerca, didattica e divulgazione. L’esperienza maturata nel progetto costituirà inoltre un modello replicabile per la valorizzazione di altri fondi e collezioni della biblioteca, favorendo l’integrazione strutturale delle pratiche di conoscenza libera nelle attività ordinarie dell’istituzione.
Museo Naturalistico Didattico "Patrizio Rigoni"
Gli interventi qui proposti comprendono azioni finalizzate alla digitalizzazione di alcune collezioni storiche in diapositive di funghi del maestro Patrizio Rigoni creatore del Museo, collezioni acquisite di recente dagli eredi. I contenuti generati andranno ad implementare la banca dati del Network per lo Studio delle Diversità Micologica di ISPRA di cui il Museo è partecipante. Il progetto prevede quindi di ampliare la digitalizzazione delle collezioni e di preservare e rendere accessibili in rete alcune significative collezioni del Museo, per valorizzare il patrimonio naturalistico e soddisfare le esigenze di accesso rapido e facile ai contenuti informativi digitali. Il progetto prevede l'acquisizione in digitale della collezione fotografica di cui detiene i diritti delle immagini e anche una preliminare ricognizione e selezione di altri reperti delle collezioni da digitalizzare. La digitalizzazione verrà realizzata in-house presso il Museo attraverso personale interno, che svolgerà anche i corsi obbligatori, usufruendo del set di digitalizzazione della rete Museale AltoVicentino o tramite nuovo acquisto. Obiettivi attesi Il progetto ha lo scopo di: - Valorizzare il patrimonio delle collezioni del Museo ampliando l'accesso digitale del pubblico a fini scientifici e culturali. - Favorire gli studi interdisciplinari e promuovere la collaborazione tra diverse istituzioni del territorio. - Promuovere la conoscenza di collezioni locali, mediante la loro diffusione su larga scala creando collezioni virtuali. - Facilitare l'accesso al materiale delle collezioni da remoto integrando la didattica tradizionale con modalità e-learning. - Assicurare che il materiale delle collezioni sia disponibile alle future generazioni. Perché la tua istituzione sta partecipando al bando? Perchè stiamo cercando una corretta modalità di implementazione delle collezioni virtuali del Museo e pensiamo che Wikimedia sia la soluzione ideale, anche per le prospettive di affiancamento e tutoraggio proposti. Quali contenuti l'istituzione mette a disposizione del progetto con licenze libere: Tutte le collezioni del museo a partire da una nuova acquisizione di diapositive, quindi immagini, per arrivare ad una digitalizzazione anche in 3D dei reperti faunistici presenti e catalogati al Museo. La quantità dei contenuti va dai circa 4500 diapositive, ai 3500/4000 reperti. Stato dei diritti d'uso del materiale: I diritti d'uso sono di proprietà del Museo In che modo il progetto proseguirà? Proprio grazie all'accompagnamento del Wikimediano pensiamo che il progetto possa proseguire, grazie all'utilizzo di personale interno dedicato, con l'implementazione della digitalizzazione e condivisione di tutte le raccolte del Museo, per creare un accesso digitale alle collezioni scientifiche.
AZIENDA PUBBLICA DI SERVIZI ALLA PERSONA DR VINCENZO ZACCAGNINO
Il progetto consiste nella digitalizzazione di dodici planimetrie di appezzamenti di terreno appartenenti all’azienda agricola facente capo all’Azienda Pubblica di Servizi alla Persona “Dr. Vincenzo Zaccagnino”. Le immagini di queste planimetrie, risalenti al XIX secolo, verrebbero rese disponibili sul portale “Commons”. Perché la tua istituzione sta partecipando al bando? L’archivio dell’Azienda Pubblica di Servizi alla Persona “Dr. Vincenzo Zaccagnino” ha ricevuto, nell’aprile 2024, la dichiarazione di interesse storico particolarmente importante. Questo progetto rientrerebbe tra le iniziative di valorizzazione del patrimonio culturale, documentario, storico ed archeologico, che l’Azienda sta intraprendendo. Quali contenuti l'istituzione mette a disposizione del progetto con licenze libere: 1. “Rilievo planimetrico della Masseria Motta, proprietà del Sig. Vincenzo Zaccagnino in agro di San Severo”, 1901 (86x100) 2. “Pianta numerica del fondo denominato Parco Parata o S. Nazzario”, 1888 (61x41) 3. “Pianta topografica dell’ex feudo Belvedere in tenimento di Sannicandro”, 1880. 4. “Pianta geometrica dell’ex feudo di Belvedere”, s. d. (XIX sec.) 5. “Pianta della Masseria denominata Cunicella de’ signori D. Gaetano e fratelli della Rocca, non solo delle terre a coltura ma delle altre poste a riposo, e de’ saldi”, 1908. 6. “Pianta topografica della masseria di Cunicella, e Doganiero da capo, censite”, s. d. 7. “Planimetria della contrada Palude del Comune di Sannicandro Garganico”, s. d. 8. “Pianta topografica del Fondo Paradiso in tenimento di Sannicandro, contrada pina dei cerri di proprietà del Signor D. Vincenzo Zaccagnino”, 1868. 9. “Piante numeriche di terreni sativi del Sig. D. Vincenzo Zaccagnino di Sannicandro, site in tenimento di Apricena meno il numero primo e secondo, che appartengono al tenimento di Sannicandro”, 1848 (75x56) 10. “Demanio del Barone che gode per i suoi animali in tempo d’inverno…”, s. d. (74x46) 11. “Pianta topografica dei terreni del Sig. D. Vincenzo Zaccagnino Coppa di Rape”, 1856 (53x50) 12. “Stato dei primi 47 quotisti bussolati, e divisi dal Signor Avellino, una colla quantità a medesimi concessa …”, 1888. (52x75) Stato dei diritti d'uso del materiale: L'ASP DR VINCENZO ZACCAGNINO E' PROPRIETARIA DEI DOCUMENTI E DEI SUOI DIRITTI D'USO. In che modo il progetto proseguirà? Nell’archivio dell’Azienda vi sono anche altre planimetrie ed altro materiale documentario che meriterebbe di essere digitalizzato e messo a disposizione della collettività. Poiché sono in corso i lavori archivistici di inventariazione del materiale documentario più antico, altro materiale potrà essere reso disponibile per proseguire il progetto di digitalizzazione.
Museo Civico Gaetano Filangieri
Il progetto propone la digitalizzazione e la pubblicazione in open access di un corpus selezionato di fotografie di opere appartenenti alle collezioni del Museo Filangieri di Napoli, con l’obiettivo di valorizzare e diffondere il patrimonio museale attraverso le piattaforme Wikimedia. Le immagini digitalizzate saranno rilasciate con licenze libere e caricate su Wikimedia Commons, favorendone il riuso e l’integrazione nelle voci di Wikipedia e nei progetti collegati, anche tramite Wikidata. Perché la tua istituzione sta partecipando al bando? Il Museo Filangieri di Napoli partecipa al bando Musei, Archivi e Biblioteche 2026-2028 perché riconosce nella diffusione libera della conoscenza uno strumento fondamentale per valorizzare il proprio patrimonio storico-artistico e rafforzare la propria funzione pubblica. Il Museo custodisce collezioni di grande rilievo storico, artistico e documentario, strettamente legate alla storia di Napoli e del Mezzogiorno, che meritano una maggiore visibilità e accessibilità anche oltre i confini fisici dell’istituzione. La partecipazione al bando consente di rendere disponibili online fotografie delle opere del museo, favorendone la fruizione, il riuso e la circolazione. Il bando rappresenta quindi un’opportunità strategica per ampliare l’impatto culturale e sociale del Museo Filangieri, raggiungendo nuovi pubblici a livello locale, nazionale e internazionale e contribuendo in modo attivo alla costruzione di una conoscenza condivisa e accessibile a tutti. Quali contenuti l'istituzione mette a disposizione del progetto con licenze libere: Il Museo Filangieri di Napoli mette a disposizione del progetto un corpus di immagini digitali ad alta qualità relative alle opere conservate nelle proprie collezioni. In particolare, l’istituzione prevede la digitalizzazione e la condivisione di circa 50–100 fotografie di opere selezionate, rappresentative delle principali sezioni del museo (arti decorative, dipinti, sculture e oggetti d’arte applicata). Le immagini, prodotte ex novo o rielaborate a partire da materiali fotografici già disponibili, saranno rilasciate con licenze libere compatibili con i progetti Wikimedia e caricate su Wikimedia Commons. A ciascuna immagine saranno associati metadati strutturati (autore dell’opera, titolo, datazione, tecnica, materiali, collocazione, inventario), che potranno essere utilizzati per l’integrazione e l’arricchimento delle voci di Wikipedia e delle schede su Wikidata. Ove possibile, il progetto prevede inoltre la messa a disposizione di brevi testi descrittivi e informazioni storico-artistiche essenziali, anch’essi rilasciati con licenze libere, a supporto della corretta contestualizzazione delle immagini. I contenuti messi a disposizione contribuiranno ad ampliare in modo significativo la presenza del patrimonio del Museo Filangieri sulle piattaforme Wikimedia, favorendo la diffusione della conoscenza e il riuso libero a fini culturali, educativi e di ricerca. Stato dei diritti d'uso del materiale: Le opere oggetto del progetto appartengono in larga parte al pubblico dominio, in quanto realizzate da autori deceduti. Le fotografie che saranno messe a disposizione attraverso il progetto sono immagini digitali realizzate dal Museo Filangieri di Napoli o per conto dell’istituzione, sulle quali il museo detiene i diritti di utilizzazione. Per ciascun contenuto sarà effettuata una verifica preliminare dello stato dei diritti, al fine di garantire che il materiale condiviso non presenti vincoli di natura giuridica o contrattuale incompatibili con il rilascio in open access. Eventuali casi residuali di incertezza saranno esclusi dal progetto o approfonditi prima della pubblicazione, assicurando il pieno rispetto della normativa sul diritto d’autore.
In che modo il progetto proseguirà? Il Museo Filangieri di Napoli intende proseguire le attività di condivisione di contenuti sulle piattaforme Wikimedia anche oltre la conclusione del progetto finanziato, integrando progressivamente le pratiche di open access e di rilascio con licenze libere nelle proprie attività ordinarie di documentazione e valorizzazione del patrimonio. In particolare, il museo si impegna a continuare la produzione e la pubblicazione di immagini delle opere e di dati descrittivi associati su Wikimedia Commons e Wikidata, compatibilmente con le risorse disponibili. Il personale coinvolto nel progetto, formato durante le attività previste, rappresenterà un punto di riferimento interno per la prosecuzione delle collaborazioni con la comunità Wikimedia, favorendo l’aggiornamento e l’arricchimento dei contenuti già pubblicati e l’eventuale ampliamento del corpus digitale condiviso. Il progetto costituirà inoltre la base per future iniziative di collaborazione, anche attraverso attività di divulgazione, eventi o progetti tematici, orientati a rafforzare nel tempo la presenza e la qualità dei contenuti relativi al Museo Filangieri sulle piattaforme della conoscenza libera.
Biblioteca Comunale Alessandro Lazzerini Prato
Il progetto mira a valorizzare il fondo fotografico dell’Azienda di Promozione Turistica (APT) di Prato, oggi patrimonio della Biblioteca Lazzerini. Attraverso la digitalizzazione e il rilascio con licenza libera CC BY-SA 4.0 di circa 1.000 immagini, si intende colmare lacune iconografiche su Wikimedia Commons riguardanti la storia del teatro, della musica, dell'arte contemporanea e delle tradizioni a Prato. Parallelamente, il progetto prevede la redazione di voci enciclopediche e un'azione di crowdsourcing per coinvolgere i cittadini nella costruzione della memoria digitale della città. Il progetto prevede l’inserimento in Wikimedia Commons di una vasta scelta di foto (l’idea era di digitalizzarne almeno 1.000), tratte dalle oltre 10.000 dell’archivio fotografico dell’APT di Prato, che la Provincia di Prato ha donato alla Biblioteca Lazzerini. Si tratta di un patrimonio ingente e ricco di immagini della storia culturale della città, che spazia da Luca Ronconi, Giorgio Strehler, Peter Brook a Juliette Greco, Ella Fitzgerald, Miriam Makeba, all’inaugurazione della scultura di Henry Moore, la costruzione e i primi anni di vita del Museo Pecci, Andrea Pazienza, la Mostra di Dani Karavan al Castello dell'Imperatore, l’allestimento della mostra di Giò Pomodoro al Castello dell'Imperatore e momenti di vita pratese come il Corteggio storico per l'8 settembre, l’ostensione della Sacra Cintola, il gioco della Palla Grossa, il Carnevale di Paperino. Sono inoltre presenti testimonianze di molte mostre e svoltesi in città (come quella dedicata a Mirò) nel corso dei decenni. Interessanti anche le molte foto di monumenti, musei ed istituzioni pratesi (presenti in grande numero) che l’APT ha fotografato nel corso dei decenni, in molti casi non presenti su Wikimedia Commons ed utili alla comunità. Le foto sono tutte risalenti in un arco di tempo che va dagli anni Sessanta ad inizio anni Novanta. Il progetto prevede anche la creazione di voci di Wikipedia di personalità, avvenimenti ed istituzioni non presenti sull’Enciclopedia libera, con foto presenti nel fondo APT. Mario Mordini pittore Giuseppe Basacci pittore Guido Dolci pittore Attilio Nuti musicista Attilio Ciardi musicista Augusto Biagioli musicista Gioco della Palla Grossa Società Ginnastica Etruria Si vorrebbe integrare questo già ricco materiale con foto donate dagli utenti della Biblioteca, ripercorrendo precedenti iniziative fatte per il progetto Wikimedia delle fabbriche pratesi del 2023 e la raccolta di foto di Curzio Malaparte, con apposita campagna di crowdsourcing, aventi come tematica la storia artistica, culturale e delle tradizioni della città di Prato e della sua provincia. Al termine della ricerca sarà organizzata una mostra fotografica all’interno della Biblioteca con una presentazione del progetto e del mondo Wikimediano. Incontri Presentazioni del progetto alla città. Elaborazione di un percorso di visita. Iniziative per la diffusione del mondo Wiki ed open source con incontri a tema. Gli incontri nelle scuole formeranno "nuovi wikipediani" capaci di aggiornare le voci del territorio in autonomia. Perché la tua istituzione sta partecipando al bando? Il progetto ha lo scopo di ampliare la conoscenza della ricca storia artistica e culturale della città di Prato. Aprire le istituzioni culturali pratesi al mondo open source e wikipediano, visto che la biblioteca aderisce al pensiero della conoscenza libera e in tale direzione ha già attuato percorsi di approfondimento e formazione sulla piattaforma Wiki, oltre a un ampio lavoro sulla piattaforma di Internet Archive, sempre legato ai fondi della biblioteca e a personalità culturali della città di Prato. L’obiettivo della biblioteca è quello di coinvolgere le istituzioni scolastiche all’uso di tali risorse oltre che rendere fruibile materiale ancora inedito presente in istituti pubblici e privati del territorio. Quali contenuti l'istituzione mette a disposizione del progetto con licenze libere: Le fotografie di proprietà del Fondo APT di Prato, donate alla Biblioteca Lazzerini e le foto donate dagli utenti. La creazione delle voci su Wikipedia. Stato dei diritti d'uso del materiale: CC BY-SA 4.0 In che modo il progetto proseguirà? Digitalizzazione dell’intero patrimonio dell’Archivio fotografico dell’APT di Prato. Recupero e digitalizzazione di molte delle pubblicazioni della Biblioteca dell’APT.
Museo Diocesano "Mons. Cesare Recanatini"
Il museo diocesano di Ancona “Mons. Cesare Recanatini” venne aperto nel 1952 nel palazzo del vecchio episcopio, a fianco della Cattedrale di san Ciriaco. Al suo interno sono conservati reperti e opere provenienti dal museo di antichità cristiane, distrutto durante la seconda guerra mondiale, e dagli edifici di culto che sono stati soppressi in epoca napoleonica e post-unitaria. Gran parte di questo patrimonio è stato commissionato e progettato con collocazione e funzione specifica per la comunità di riferimento. Legame questo che si va a perdere con la collocazione all’interno del museo. Il progetto che si presenta ha come obbiettivo la restituzione del patrimonio musealizzato presso il museo diocesano di Ancona alla comunità, attraverso la creazione di contenuti Wikimedia. Questa restituzione sarà effettuata attraverso la creazione e il miglioramento di voci Wikipedia riconducibili a opere e reperti conservati presso il museo diocesano e alle principali chiese di Ancona da cui questi provengono: tali voci saranno realizzate attraverso lo svolgimento di un laboratorio di scrittura Wikipedia coordinato da un operatore museale esperto dell’ecosistema Wikimedia, da svolgersi presso la sede del museo. Per lo svolgimento del laboratorio sarà messa a disposizione la documentazione bibliografica e fotografica necessaria per la creazione di contenuti di qualità. In seguito saranno realizzati dei pannelli esplicativi con un codice QR che rimanderanno alle voci realizzate durante il laboratorio. Questi pannelli verranno poi posizionati presso i luoghi di culto da cui provenivano i beni musealizzati. Per favorire la conoscenza del patrimonio storico-artistico della diocesi non solo alla comunità locale ma anche in ottica di valorizzazione turistica, nel progetto si prevede inoltre la creazione un percorso Wikivoyage attraverso le chiese del centro storico della città di Ancona. Per quanto riguarda la messa a disposizione di contenuti a licenze libere, per il progetto si prevede la creazione di una mostra temporanea attorno ad un nucleo selezionato di opere, le cui foto in altra definizione saranno poi caricate su Wikimedia Commons. In maniera sperimentale, si tenterà di restituire le schede del catalogo della mostra attraverso l’infobox di Wikimedia Commons. Inoltre, saranno digitalizzati e resi disponibili attraverso licenze libere una raccolta selezionata di pergamene e testi storici conservati presso l’Archivio e la Biblioteca Diocesana, prevedendo in tale frangente l’organizzazione di Wikigite guidate dagli operatori della diocesi rivolte alla promozione di queste due realtà culturali alla cittadinanza. Perché la tua istituzione sta partecipando al bando? Attraverso il museo diocesano “mons. Cesare Recanatini, l’arcidiocesi di Ancona-Osimo pone molta attenzione alla comunicazione del proprio patrimonio culturale, sia esso musealizzato oppure diffuso negli edifici sacri del territorio diocesano. La partecipazione al bando musei archivi biblioteche 2026-2028 della Wikimedia Foundation può essere una buona occasione per poter far conoscere questo ricco patrimonio ad un pubblico più vasto e contemporaneamente promuovere la conoscenza dell’ecosistema Wikimedia ai visitatori. Quali contenuti l'istituzione mette a disposizione del progetto con licenze libere: Il museo prevede di mettere a disposizione circa 40 oggetti della collezione museale e una decina di fotografie antiche di chiese non più esistenti della città di Ancona. Si prevede inoltre di digitalizzare due pubblicazioni di carattere culturale ormai fuori commercio conservate presso la Biblioteca Diocesana e di almeno due pergamene dell’Archivio Diocesano. Stato dei diritti d'uso del materiale: Il patrimonio culturale, sia musealizzato che non, è di proprietà ecclesiastica. Pertanto anche i diritti d’uso sottostanno all’Arcidiocesi di Ancona-Osimo.
In che modo il progetto proseguirà? Lo svolgimento di un laboratorio di scrittura Wikipedia presso il museo mira alla creazione di una comunità di wikipediani nella città di Ancona, coinvolgendo in maniera organica sia neofiti che volontari già esperti. Questa comunità potrà poi essere coinvolta attraverso eventi, incontri e Wikigite nella creazione di ulteriori contenuti Wikimedia sulle altre opere del museo collegate ad altre chiese di Ancona. Questa progettualità di riconciliazione tra museo e comunità potrà essere estesa ad altre realtà dell’arcidiocesi di Ancona-Osimo, con attenzione particolare al museo diocesano di Osimo dove sono conservate opere e reperti provenienti da edifici di culto riferibili al contesto osimano.
Associazione di Promozione Sociale Gaetano Messineo
Un museo, oggi, ha tra i suoi compiti istituzionali (così come espresso dalla “Definizione ICOM”) di contribuire allo sviluppo della comunità di riferimento, rendendo storie e collezioni condivise, accessibili, democratiche. Nella sua storia il Museo Civico “Della memoria e del presente” di Petralia Soprana ha utilizzato la metodologia della “mappa di comunità”, aderendo quindi ai principi della Convenzione di Faro, per costruire relazioni e per raccogliere testimonianze immateriali della cultura alto-madonita. Con questa premessa, il presente progetto espositivo si basa sull’idea di vivificare sia i beni conservati nella sezione demo-etno- antropologica sia nella sezione archeologica del Museo. Si propone, pertanto, la realizzazione di un minimo di n. 5 pannelli espositivi dotati di QR code collegato ad una piattaforma web, nei quali sono contenuti file audio e/o video con la voce narrante dei cittadini, veri “Tesori Viventi”, che ci raccontano i loro ricordi e la storia dei singoli oggetti esposti. Uno dei poster, sarà esposto nella sezione archeologica dedicata al professor Gaetano Messineo (che diede inizio ai lavori nel 2008), sarà dedicato alla vista panoramica ed alla storia degli scavi della Villa Romana di Santa Marina, scoperta a Petralia Soprana in Contrada Pellizzara. Tutti i contenuti saranno accessibili in italiano e inglese. Si proverà, inoltre, a realizzarne parte, visti i costi, anche con la traduzione in LIS e la sotto-titolatura. Perché la tua istituzione sta partecipando al bando? Il Museo ha un continuo bisogno di rinnovare sé stesso, sia con la produzione di un apparato didascalico sempre più attraente, accessibile e rispondente alle metodologie della moderna museologia, sia sperimentando l’utilizzo di soluzioni che le nuove tecnologie ci propongono. In entrambi i casi, il processo di divulgazione delle proprie ricerche e dei contenuti partecipano ad un processo di democratizzazione del patrimonio culturale materiale ed immateriale. Le principali chiavi interpretative del Museo sono l’accessibilità e la fruibilità delle esposizioni e su questi temi, fin dalla costituzione, l’Associazione, che gestisce scientificamente il Museo, ha posto la maggiore attenzione. Utilizzare al meglio esperienze e tecnologie ci permette di essere parte integrante della comunità di riferimento. L’utilizzo delle piattaforme libere consente, ancora di più, di implementare la platea delle persone in relazione con il museo, aumentando nel contempo anche le potenzialità della ricerca e, non ultima, della filiera turistica. pagina 36 / 139 Quali contenuti l'istituzione mette a disposizione del progetto con licenze libere: In questi quindici anni di lavoro, che hanno visto la trasformazione delle sale dedicate al museo e la costruzione, costantemente in fieri e rinnovata costantemente con il concorso della comunità, l’Associazione ha prodotto molto materiale audio (ad esempio alcune interviste), grafico (la documentazione delle attività di scavo nell’area archeologica), fotografico e video. Questo materiale, in parte già pubblico perché inserito nel sito web del Museo, è già liberamente a disposizione. Anche i prodotti di alcuni progetti di carattere storico-turistico e sociale sono condivisi con la comunità. In particolare, si fa riferimento a due progetti: - la realizzazione dell’itinerario “Sulle orme di Tanino”, con la redazione di una carta dei luoghi e i differenti percorsi per arrivarvi; - il progetto svolto per la manifestazione “Fatti un giro, Bellezza” (che ha visto la partecipazione del Comune, della Regione Siciliana con il Dipartimento ai beni ed alla identità siciliana e la Soprintendenza BB.CC.AA. di Palermo, l’Istituto Penale Minorile “Malaspina” di Palermo, ed i soci dell’Associazione) dal titolo “Ti presento il Museo di Petralia Soprana”, che ha realizzato parte dell’allestimento DEA, un volume che ne racconta i laboratori, un video (anche con traduzione in LIS). Saranno messe a disposizione le schede dei materiali antropologici già prodotte e, ovviamente, anche i contenuti che saranno prodotti con il presente progetto. È allo studio l’organizzazione di una nuova parte dell’esposizione che comprenderà elementi ed oggetti che sono già conservati nei magazzini del Museo Civico. Stato dei diritti d'uso del materiale: Tutto il materiale su citato è stato prodotto dall’Associazione nel corso delle varie fasi allestitive dell’esposizione e già è in buona parte accessibile anche sul sito web del museo (https://www.museocivicopetraliasoprana.com). In che modo il progetto proseguirà? Come dà indicazioni della definizione ICOM il Museo è aperto al pubblico e al servizio della società, favorevole alla condivisione e alla partecipazione delle comunità; ricerca, colleziona, conserva, interpreta ed espone il patrimonio culturale, materiale e immateriale. Su questa base, anche il Museo Civico di Petralia Soprana è sempre disponibile a mettere su piattaforma aperta e a condividere i propri contenuti anche con un pubblico non in presenza.
CONGREGAZIONE DEGLI OPERAI EVANGELICI FRANZONIANI
La Biblioteca Franzoniana di Genova propone la schedatura, la digitalizzazione e la condivisione di una serie di pubblicazioni dei secoli XVI-XIX, di pubblico dominio, facenti parte del “Fondo Pier Costantino Remondini” che custodisce l’archivio e la biblioteca del musicologo ed organologo genovese (1829-1893), un pioniere della musicologia italiana. La sua biblioteca rispecchia i suoi interessi culturali: musica sacra e canto gregoriano, storia della musica, teoria musicale, opere didattiche e di consultazione, libri liturgici, periodici italiani e stranieri. Di notevole interesse e rarità è soprattutto il fondo antico (edizioni dei secoli XVI-XIX) comprendente opere di teoria musicale, musiche monodiche, polifoniche e strumentali (intavolature), libretti d’opera. Il fondo Remondini è presente nel più importante repertorio bibliografico internazionale, il RISM (Répertoire International des Sources Musicales). La scelta di rendere liberamente fruibili, per la prima volta, una qualificata serie di questi preziosi materiali (il progetto prevede la digitalizzazione di circa 9.000 pagine) è supportato dall’interesse di studiosi che a livello internazionale ne fanno richiesta e che attualmente possono fruirne solo in loco. Oltre alla musicologia i testi offrono poi importanti elementi di studio sulla vita sociale ed economica del tempo a livello nazionale ed europeo. In questo contesto si stanno pure ultimando i progetti dell’edizione critica del fondo manoscritti che contiene un ricchissimo epistolario di maestri organari e organisti italiani dell’800 e dell’inserimento su SBN del fondo antico. Progetti che intendono far conoscere e rendere fruibile al più ampio numero di studiosi questi materiali ben noti nell’ambito della ricerca. Di seguito, seppur in sintesi, il dettaglio delle pubblicazioni oggetto del presente progetto. Periodici: - Musica sacra. Rivista liturgica italiana, Milano: I/1877-XVII/1893 (nn. 1-3). Organo ufficiale del cosiddetto ‘movimento ceciliano’ per la riforma della musica sacra in Italia. - Organo e Organista, Milano: I/1882. Supplemento bimestrale a “Musica Sacra” uscito solo nel 1882. - Il Palestrina. Periodico musicale ecclesiastico, Roma: I/1869-II/1870 (nn. 1-7). - Lyra Ecclesiastica. Monthly Bulletin of the Irish Society of St. Cecilia and List of Catholic Church Music, Dublin: I/1879-VI/1884; New Series: VII/1886 (nn. 1-12)-VIII/1887 (nn. 13-24); Third Series: IX/1888 (nn. 1-2, 4-12)-X/1889 (nn. 13-24)-XI/1890 (nn. 25-36). Bollettino mensile della Società irlandese di Santa Cecilia. Non presente nelle biblioteche italiane. - English Mechanic and World of Science, XXIV-XLI (1876-1885). Importante periodico molto diffuso nel mondo anglosassone per il livello dei suoi contenuti scientifici, ma non disponibile in rete con licenza libera e gratuita; in Italia, oltre questa collezione, è presente solo nella Biblioteca di Ingegneria e Architettura di Bologna, limitatamente agli anni 1871-1876. Monografie: - Atti ufficiali della Generale Associazione Italiana di S. Cecilia, Milano 1880. Atti del Primo congresso ceciliano tenutosi a Milano nel 1880 contestualmente alla fondazione della Generale Associazione Italiana di S. Cecilia. Libretti d’opera: - Importante raccolta di 53 rarissimi libretti d’opera dei secoli XVII-XVIII, particolarmente dei “componimenti sacri per musica” da cantarsi nell’Oratorio di S. Filippo Neri a Genova. Fondo musicale antico: - MILIONI, Pietro-MONTE, Lodovico, Vero e facil modo d’imparare a sonare, et accordare da se medesimo la Chitarra Spagnuola, non solo con l’Alfabetto & accordatura ordinaria, ma anco con un altro Alfabetto, & accordatura straordinaria, nuovamente inventati. Da Pietro Milioni et Ludovico Monte Compagni. Con una Regola per imparare il modo d’accordare sei Chitarre, per poterle sonare insieme in concerto, ciascuna per differente chiave, Venezia, Giacomo Batti, 1659. - Nuove canzonette musicali de diversi auttori, Venezia, Giacomo Batti, 1659. - Rituale delle monache del Monastero di Santa Chiara di Genova, dell’Ordine dell’istessa Santa Genova, Giovanni Maria Farroni, 1647. - Inni da cantarsi nelle feste patriotiche, Genova, Frugoni e Lobero, 1798. Raccolte fotografiche: - 28 vedute di Genova eseguite da Pier Costantino Remondini negli anni ’70 del sec. XIX; da lastre fotografiche negative in b/n formato 250x360 mm. Perché la tua istituzione sta partecipando al bando? La Biblioteca Franzoniana, prima biblioteca pubblica della città di Genova, fondata alla metà del Settecento dall’abate Paolo Gerolamo Franzoni (1708-1778), che volle mettere a disposizione, in maniera gratuita, clero populoque, la sua ricchissima biblioteca personale costituita da testi aggiornatissimi su tutto lo scibile (letteratura, scienze, medicina, archeologia): Fino ad allora Genova non aveva una biblioteca di consultazione per il pubblico: l’ampio orario di apertura, testimoniato da studiosi stranieri che la visitarono, la rendeva accessibile a tutte le categorie sociali. A quasi tre secoli di distanza, la Congregazione degli Operai Evangelici, fondata dal Franzoni nel 1751 con la finalità di proseguire questa mission culturale, partecipa al bando con l’intenzione di poter accostare alla fruibilità in loco del suo patrimonio bibliografico, una libera e gratuita consultazione digitale, on line di parte di una parte di esso, con particolare attenzione a quei materiali che si contraddistinguono per particolarità e rarità. Quali contenuti l'istituzione mette a disposizione del progetto con licenze libere: La Biblioteca metterà a completa disposizione di Wikimedia le schede catalografiche e tutte le pagine digitalizzate in alta risoluzione del patrimonio bibliografico indicato nella descrizione del progetto. pagina 39 / 139 Stato dei diritti d'uso del materiale: Il patrimonio librario interessato dal progetto è di proprietà della Biblioteca, ed è di pubblico dominio. In che modo il progetto proseguirà? Grazie alle attrezzature acquistate e ad altre che potranno completare gli strumenti necessari al progetto, la Biblioteca Franzoniana intende proseguire, compatibilmente con le proprie risorse, nella digitalizzazione - e condivisione - del suo patrimonio librario, in particolare di quello antico e raro, consultabile attualmente solo in loco.
Facoltà Teologica di Sicilia
La Biblioteca centrale per le Chiese di Sicilia – Biblioteca “Mons. Cataldo Naro” presso la Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia (Palermo) è una Biblioteca accademica e di ricerca con un patrimonio di circa 165.000 pubblicazioni e oltre 1.000 periodici, specializzata in teologia, discipline bibliche, filosofia, storia, filologia e cultura siciliana. È Custode di fondi storici e donazioni private (es. Fondo Santino Caramella, Fondo Benedetto Rocco, Fondo Massaro-Tusa, Fondo Rosario La Duca, Fondo Santa Barbara) che possono avere valore culturale unico ma purtroppo ancora poco accessibile digitalmente. Il Fondo Rosario La Duca rappresenta un patrimonio librario di grande valore storico e culturale, da anni punto di riferimento per studenti, studiosi e ricercatori interessati alla storia urbana e culturale di Palermo. Tuttavia, il Fondo risulta ancora parzialmente non accessibile e poco valorizzato in ambiente digitale, limitandone la fruizione e il potenziale di diffusione presso un pubblico più ampio. Allo stesso tempo, emerge un bisogno crescente di contenuti culturali digitali affidabili, aperti e riutilizzabili, capaci di raccontare il patrimonio librario non solo come insieme di opere, ma come strumento di interpretazione della città e della memoria urbana. L’approccio di Rosario La Duca, fondato sulla “passeggiata” come metodo di osservazione e racconto della città, offre una chiave narrativa efficace per rendere accessibili temi storici complessi. Il progetto nasce quindi dall’esigenza di superare le barriere di accesso al Fondo, valorizzarne i contenuti attraverso strumenti digitali e open access, rafforzare le competenze dello staff e offrire opportunità formative a giovani interessati ai nuovi ambiti professionali legati alla cultura digitale. Titolo del progetto «La Città “passeggiata” – percorsi sulle orme di Rosario La Duca» Descrizione generale del progetto Il progetto «La Città “passeggiata” – percorsi sulle orme di Rosario La Duca» nasce con l’obiettivo di valorizzare il Fondo Rosario La Duca, grande patrimonio librario e documentario conservato presso la Biblioteca “Mons. Cataldo Naro” presso la Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia (Palermo) Il progetto intende trasformare il Fondo in motore di produzione di contenuti storici e culturali, capaci di raccontare la città come spazio vissuto, studiato e narrato, secondo l’approccio di Rosario La Duca. Attraverso percorsi tematici, dossier narrativi e contenuti digitali open access, il progetto restituisce il Fondo come esperienza culturale, fisica e digitale, integrata nelle piattaforme Wikimedia. Obiettivi del progetto • valorizzare il Fondo Rosario La Duca come patrimonio culturale e strumento di ricerca • produrre contenuti storici e culturali accessibili e riutilizzabili • favorire l’accesso alla conoscenza attraverso strumenti digitali e licenze libere • rafforzare le competenze digitali dello staff della biblioteca • offrire opportunità formative a giovani coinvolti nel progetto Il progetto si articola in diverse fasi operative, strettamente integrate tra loro, e prevede una durata complessiva di 12 mesi, ritenuta adeguata a garantire la qualità delle attività di studio, produzione dei contenuti, formazione e pubblicazione sulle piattaforme Wikimedia. FASE 1 — Studio e ricerca Obiettivo: analizzare il Fondo Rosario La Duca per individuare temi, filoni di ricerca e materiali utili alla produzione dei contenuti. Attività: • ricognizione del Fondo • selezione dei nuclei tematici principali • individuazione di materiali di supporto (frontespizi, apparati, immagini, fonti in pubblico dominio) • definizione dei percorsi narrativi ispirati alla “passeggiata urbana” Questa fase consolida il valore scientifico e culturale del progetto. FASE 2 — Elaborazione dati e produzione di contenuti storici e culturali Obiettivo: trasformare i materiali di studio in contenuti narrativi accessibili. Attività: • redazione di dossier tematici storici e culturali, tra cui: o Palermo tra Otto e Novecento nella ricerca di Rosario La Duca o La memoria urbana come costruzione culturale • produzione di testi originali in linguaggio divulgativo ma rigoroso • utilizzo di citazioni brevi • selezione di immagini di supporto in pubblico dominio FASE 3 — Formazione e accompagnamento (Wikimedia & competenze digitali) Obiettivo: rafforzare competenze digitali e favorire l’inclusione formativa. Attività: • partecipazione dello staff della biblioteca al percorso formativo previsto dal bando Wikimedia pagina 42 / 139 • accompagnamento alla progettazione e pubblicazione dei contenuti • coinvolgimento di 2 giovani esterni, per offrire loro: o competenze digitali oggi molto richieste o esperienza concreta su open access, contenuti culturali e piattaforme Wikimedia o opportunità di apprendimento particolarmente rilevanti nel contesto palermitano FASE 4 — Inserimento dei contenuti nelle piattaforme Wikimedia e tutoraggio Obiettivo: rendere i contenuti prodotti accessibili, riutilizzabili e correttamente integrati nelle piattaforme Wikimedia, attraverso un percorso di accompagnamento specialistico. Attività previste: • inserimento dei contenuti storici e culturali prodotti (testi e immagini) nelle piattaforme Wikimedia, in particolare Wikipedia e Wikimedia Commons, nel rispetto delle linee guida editoriali e delle licenze libere previste dal bando; • utilizzo dei dossier tematici come base per la creazione o l’ampliamento di voci Wikipedia e per la strutturazione di contenuti culturali digitali; • attivazione del tutoraggio previsto dal bando, attraverso il coinvolgimento di un Wikipediano in residenza, che accompagnerà lo staff della biblioteca (e i giovani coinvolti nel progetto) nelle fasi di pubblicazione, revisione e integrazione dei contenuti; • affiancamento operativo per favorire l’acquisizione di competenze tecniche e metodologiche utili alla prosecuzione autonoma delle attività anche oltre la conclusione del progetto. AZIONI TRASVERSALI (valide per tutta la durata del progetto) Coordinamento, gestione e rendicontazione • gestione operativa del progetto • monitoraggio delle attività • rendicontazione secondo le linee guida del bando Promozione, informazione e comunicazione • comunicazione delle attività e dei risultati • diffusione dei contenuti prodotti • valorizzazione del progetto presso la comunità locale e accademica Evento finale di restituzione pubblica • presentazione dei risultati del progetto • restituzione del lavoro svolto alla cittadinanza • dimostrazione dell’accesso ai contenuti digitali open Risultati attesi • produzione di contenuti storici e culturali originali • maggiore accessibilità del Fondo Rosario La Duca • rafforzamento della presenza della biblioteca nei progetti Wikimedia • crescita delle competenze digitali di staff e giovani coinvolti • ampliamento dell’offerta culturale per studenti e cittadini Perché la tua istituzione sta partecipando al bando? La nostra istituzione partecipa al bando per valorizzare il Fondo Rosario La Duca, patrimonio librario di grande valore storico e culturale, ancora in parte non accessibile e poco presente negli spazi digitali aperti. Il bando rappresenta un’opportunità per trasformare questo patrimonio in contenuti storici e culturali originali, accessibili e riutilizzabili, in linea con i principi della conoscenza libera. Attraverso il progetto, intendiamo rafforzare le competenze digitali dello staff, sperimentare nuovi modelli di produzione culturale in open access e contribuire attivamente ai progetti Wikimedia, rendendo la biblioteca un soggetto protagonista nella diffusione della conoscenza e nella restituzione del patrimonio alla comunità di studenti, studiosi e cittadini. Quali contenuti l'istituzione mette a disposizione del progetto con licenze libere: L’istituzione mette a disposizione del progetto contenuti originali di carattere storico e culturale prodotti nell’ambito delle attività previste, in particolare: • testi originali dei dossier tematici storici e culturali dedicati al Fondo Rosario La Duca, redatti dallo staff della biblioteca; • schede descrittive relative al Fondo Rosario La Duca; • immagini di supporto selezionate esclusivamente tra materiali in pubblico dominio o liberamente riutilizzabili (ad esempio frontespizi, copertine, fotografie dei volumi come oggetti, immagini storiche); L’istituzione garantisce che i contenuti messi a disposizione non violano diritti di terzi e che la pubblicazione avverrà nel pieno rispetto della normativa sul diritto d’autore.
Stato dei diritti d'uso del materiale: Il progetto prevede l’utilizzo di materiali con stato dei diritti chiaramente identificabile. In particolare: • i testi originali prodotti nell’ambito del progetto (dossier storici e contenuti culturali) sono di titolarità della Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia e saranno rilasciati con licenza CC BY; • Le schede descrittive saranno rilasciati con strumento CC BY; • le immagini di supporto saranno selezionate esclusivamente tra materiali in pubblico dominio (ad esempio frontespizi, apparati paratestuali, immagini storiche) o materiali per i quali la Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia ha titolo alla pubblicazione; • per eventuali materiali con diritti non immediatamente verificabili, è prevista una fase di indagine preliminare; tali materiali saranno esclusi dalla pubblicazione in open access fino alla piena chiarificazione dello stato dei diritti. L’istituzione si impegna a pubblicare esclusivamente contenuti nel pieno rispetto della normativa sul diritto d’autore e delle linee guida del bando. In che modo il progetto proseguirà? Il progetto è concepito come prima fase di un percorso di valorizzazione continuativa del Fondo Rosario La Duca. Le competenze acquisite dallo staff attraverso il percorso formativo e il tutoraggio previsto dal bando consentiranno alla biblioteca di proseguire in autonomia nella produzione e pubblicazione di contenuti storici e culturali in open access anche dopo la conclusione del finanziamento. I contenuti realizzati (dossier tematici, schede descrittive, ecc) resteranno stabilmente disponibili sulle piattaforme Wikimedia e potranno essere progressivamente ampliati, aggiornati e riutilizzati per attività di ricerca, didattica e divulgazione. L’esperienza maturata nel progetto costituirà inoltre un modello replicabile per la valorizzazione di altri fondi e collezioni della biblioteca, favorendo l’integrazione strutturale delle pratiche di conoscenza libera nelle attività ordinarie dell’istituzione.
Fondazione Rodolfo Valentino – MUV (Museo Rodolfo Valentino)
“Open MUV" è un progetto GLAM del MUV – Museo Rodolfo Valentino (Castellaneta, TA) per produrre e pubblicare contenuti digitali con licenze libere sui progetti Wikimedia. Il museo realizzerà una campagna fotografica delle sale e dei materiali espositivi liberabili, strutturerà metadati e collegamenti (persone/film/luoghi) su Wikidata e migliorerà le voci Wikipedia correlate. L’intelligenza artificiale sarà usata solo come supporto operativo (human-in-the-loop) per proporre bozze di didascalie, alt- text/accessibilità e parole chiave, sempre verificate e corrette dallo staff prima della pubblicazione. È previsto almeno 1 evento pubblico (editathon/laboratorio) per coinvolgere comunità locale e scuole e aumentare competenze interne su licenze libere, Commons e Wikidata. Perché la tua istituzione sta partecipando al bando? Per aumentare accessibilità e visibilità del MUV e della storia di Rodolfo Valentino, rafforzando la presenza online con contenuti verificati e riusabili (Wikimedia Commons, Wikidata, Wikipedia). Il progetto ci consente di formare lo staff su metodi e strumenti sostenibili per la condivisione open, migliorare la qualità descrittiva delle risorse (anche in ottica inclusiva) e attivare una relazione stabile con volontari, scuole e pubblico. L’obiettivo è creare un nucleo di materiali digitali liberi che favorisca didattica, ricerca, promozione culturale e turismo, con risultati misurabili e replicabili. Quali contenuti l'istituzione mette a disposizione del progetto con licenze libere: Per aumentare accessibilità e visibilità del MUV e della storia di Rodolfo Valentino, rafforzando la presenza online con contenuti verificati e riusabili (Wikimedia Commons, Wikidata, Wikipedia). Il progetto ci consente di formare lo staff su metodi e strumenti sostenibili per la condivisione open, migliorare la qualità descrittiva delle risorse (anche in ottica inclusiva) e attivare una relazione stabile con volontari, scuole e pubblico. L’obiettivo è creare un nucleo di materiali digitali liberi che favorisca didattica, ricerca, promozione culturale e turismo, con risultati misurabili e replicabili. Stato dei diritti d'uso del materiale: Le fotografie e i testi prodotti ex novo dal museo (o da professionista incaricato) saranno rilasciati con licenza libera (CC BY-SA 4.0 o compatibile). Per materiali storici o di terzi (es. riproduzioni, ritagli, immagini d’epoca) verrà svolta verifica preventiva: si pubblicherà liberamente solo ciò che è in pubblico dominio o per cui il museo possiede diritti/permessi scritti. In caso di incertezza o diritti non liberabili, non verranno caricati i file, ma solo metadati descrittivi su Wikidata. In che modo il progetto proseguirà? Al termine del progetto manterremo un referente interno formato che continuerà caricamenti periodici e aggiornamento metadati. Integraremo nel workflow la pubblicazione open dei nuovi materiali prodotti dal museo (mostre, eventi, comunicazione). Programmeremo almeno 1 attività annuale con la comunità (editathon/lab scuole) e un controllo semestrale dei contenuti su Commons/Wikidata/Wikipedia per garantire qualità e aggiornamento.
Fondazione Museo Civico di Rovereto
Il Museo Civico di Rovereto (https://www.fondazionemcr.it/) è uno dei più antichi musei italiani, fondato nel 1851 quando il Trentino apparteneva all’Impero austro-ungarico. È stato creato per incoraggiare le scienze e le arti e i suoi interessi spaziano dalla storia all'archeologia e alle arti figurative, dalle scienze naturali, alle scienze della terra, dal cinema al documentario. Dal 2013 è diventato Fondazione Museo Civico di Rovereto con soci pubblici e privati e si è consolidato come punto di riferimento per la vita culturale locale. Da ormai diversi anni la Fondazione ha intrapreso un lavoro di digitalizzazione delle collezioni e messa in rete del patrimonio; si è inoltre realizzata con metodicità la costruzione di banche dati specialistiche, di carattere archivistico e fotografico, connesse con le varie attività del Museo. Con il presente progetto, la Sezione di Scienze della Terra del Museo intende proporre un intervento organico e sistematico di classificazione, documentazione e valorizzazione di una parte significativa delle carte geologiche conservate presso i depositi della Fondazione Museo Civico di Rovereto. La collezione completa è composta da circa 300 carte di diversa tipologia, contenuto e supporto materiale: si tratta di carte geologiche, geografiche, sismiche e di altra natura, pubblicate in un arco temporale indicativamente compreso tra il 1823 e il 2010. All’interno di questo corpus, circa un centinaio di carte, quelle che si intende studiare e mettere a disposizione con questo progetto, riveste un particolare interesse scientifico e storico: sono carte telate, tagliate e piegate, una tipologia comunemente utilizzata in passato dai geologi durante le attività di rilevamento geologico. Alcuni esemplari documentano la geologia di territori, come quello istriano, che sono appartenuti allo Stato italiano dalla fine della Prima Guerra Mondiale fino al termine della Seconda: per esempio il Foglio XL - Pola del 1935. Altre carte sono realizzate interamente a mano o presentano scale di rappresentazione inusuali, applicate a porzioni territoriali di dimensioni ridotte, rendendo la collezione di grande valore documentario. FASI DI SVILUPPO DEL PROGETTO 1. Il progetto prevede un'analisi approfondita e puntuale di ciascuna carta, comprendente la verifica delle caratteristiche fisiche, l’individuazione di eventuali segni d’uso o alterazioni e la valutazione dello stato di conservazione, anche in funzione della pianificazione di possibili interventi di restauro conservativo. 2. Per ogni esemplare verrà effettuata una documentazione fotografica completa, con immagini del fronte e del retro, integrate, ove necessario, da fotografie di dettaglio relative a elementi significativi o a particolari criticità. 3. I dati raccolti confluiranno in apposite schede di catalogazione predisposte secondo gli standard della piattaforma Museum, finalizzata alla conservazione digitale e alla valorizzazione del patrimonio museale. Le schede includeranno informazioni quali il geologo rilevatore, il coordinatore del rilevamento, le caratteristiche editoriali e le eventuali alterazioni riscontrate, e saranno corredate dalla relativa documentazione fotografica. 4. Le carte più antiche, con caratteristiche peculiari (aree che non appartengono più al territorio italiano, carte antiche realizzate a mano o con scale di rappresentazione inusuali), saranno messe a disposizione in rete sui progetti Wikimedia pagina 46 / 139 Perché la tua istituzione sta partecipando al bando? La partecipazione a questo bando nasce da una riflessione sul valore scientifico e culturale delle carte geologiche appartenenti alla Fondazione Museo Civico di Rovereto. Si tratta di un patrimonio di grande importanza che richiede un’attenta attività di catalogazione, verifica e analisi per garantirne una corretta conservazione nel tempo. La Fondazione ritiene fondamentale rendere questo materiale accessibile a un pubblico più ampio, composto sia da studiosi sia da cittadini attraverso la digitalizzazione dei supporti cartacei particolarmente fragili e soggetti a deterioramento se consultati frequentemente poiché questo processo favorisce la ricerca scientifica, amplia la fruizione pubblica e rafforza il ruolo del museo come produttore di conoscenza. Quali contenuti l'istituzione mette a disposizione del progetto con licenze libere: Questa iniziativa di classificazione, verifica e digitalizzazione di carte geologiche inedite permette alla Fondazione di mettere a disposizione in rete sui progetti Wikimedia diverse tipologie di contenuti con licenze libere. - Riproduzioni digitali ad alta risoluzione delle carte geologiche . - Metadati catalografici (autore, datazione, area geografica, scala). - Schede descrittive e analitiche delle carte e delle eventuali alterazioni presenti. - Classificazioni tematiche e cronologiche. - Trascrizioni di legende, annotazioni e toponimi storici. Stato dei diritti d'uso del materiale: Le schede prodotte nell’ambito del lavoro di classificazione saranno liberamente consultabili dal pubblico, in quanto le carte geologiche oggetto di studio appartengono alla Fondazione. Al momento del lascito, il donatore dichiarando di esserne il legittimo proprietario, ha conferito alla Fondazione piena facoltà di intervenire per la conservazione, la valorizzazione e l’eventuale esposizione del materiale. Attualmente la Fondazione utilizza il software Museum di Comwork, una piattaforma per la catalogazione e la gestione di immagini, testi, video, contenuti audio e file 3D relativi a una parte delle proprie collezioni. Il sistema consente esclusivamente il download e la condivisione delle opere nella loro forma originale e per fini non commerciali, secondo licenza CC BY-NC-ND. Si propone di adottare una tipologia di licenza analoga anche per le elaborazioni prodotte nell’ambito del presente progetto su Wikimedia. In che modo il progetto proseguirà? La sezione Scienze della Terra si propone di concludere questo progetto sistematico di classificazione, verifica scientifica e documentazione fotografica dell’intero patrimonio di carte geologiche (200 rimanenti) appartenente alla Fondazione e attualmente non fruibile dal pubblico esterno. Si tratta di un corpus di circa 200 elaborati cartografici aggiuntivi, derivanti da lasciti e donazioni — come il fondo Braga — nonché da acquisizioni effettuate nel corso del tempo. Questo materiale non è mai stato oggetto di studio, analisi o catalogazione scientifica, né tantomeno digitalizzato. Questo progetto si iscrive in un processo di valorizzazione di un patrimonio attualmente inedito per migliorarne la conservazione e renderlo accessibile sia per la ricerca che per la divulgazione.
Pontificia Università Gregoriana - Missione Collegium Maximum - Biblioteca
La rete del sapere scientifico gesuita (XVI-XVIII sec.) 1. Sintesi e Obiettivi Il progetto mira a valorizzare, rendere accessibile e promuovere il libero riuso in pubblico dominio del patrimonio documentario relativo all’attività scientifica della Compagnia di Gesù tra il 1500 e il 1700, in ambiti quali l’astronomia, la matematica, la fisica, presente nel Fondo Antichi e rari della Biblioteca della Pontificia Università Gregoriana, Missione Collegium Maximum. 2. Descrizione delle attività Digitalizzazione e condivisione su Wikimedia Commons: Selezione di opere a stampa di Gesuiti scienziati professori presso il Collegio Romano dal suo inizio 1551 alla soppressione nel 1773. Ad alcuni di questi scienziati per la loro importanza è stato intitolato addirittura un cratere lunare. Oltre 35 crateri lunari portano i nomi di astronomi, matematici e scienziati appartenenti alla Compagnia di Gesù (Gesuiti). Questa significativa presenza toponomastica sulla Luna è il risultato del contributo fondamentale che i padri gesuiti hanno dato allo studio del cosmo, in particolare alla selenografia (mappatura della Luna) tra il XVI e il XVIII secolo. Gran parte dei nomi è legata a Giovanni Battista Riccioli, un astronomo gesuita che nel 1651 pubblicò l'Almagestum Novum, un'opera fondamentale in cui propose un sistema di denominazione per le formazioni lunari. Riccioli scelse di onorare i grandi astronomi della storia, inclusi molti confratelli gesuiti. Qui di seguito l’elenco delle opere individuate nel Fondo Antichi e rari. Caricamento su Wikimedia Commons con licenza Public Domain Mark, non essendoci problemi di copyright visto che gli autori sono del XVI-XVII secolo, assicurando l'inserimento di metadati strutturati (tramite Wikidata) per facilitare la reperibilità. Produzione editoriale su Wikipedia: I referenti del progetto parteciperanno ai percorsi formativi (MOOC) offerti da Wikimedia Italia, come richiesto dalle linee guida aggiornate per svolgere: Revisione e ampliamento: Miglioramento delle voci esistenti relative agli scienziati Gesuiti meno noti o con biografie scarne, aggiungendo fonti bibliografiche verificate e immagini caricate durante il progetto. Creazione di nuove voci: Redazione di nuove biografie o voci dedicate a specifiche opere scientifiche. Integrazione su Wikidata e Wikisource: Creazione e arricchimento degli "item" su Wikidata per ogni scienziato e opera, collegandoli ai rispettivi identificativi bibliografici (SBN, VIAF, ISNI). Caricamento su Wikisource dei testi integrali digitalizzati per avviarne la trascrizione collaborativa. 3. Modalità di attuazione e Standard tecnici Le scansioni saranno effettuate con standard di alta qualità (minimo 300 DPI in formato TIFF per conservazione e JPG per la pubblicazione). Per la redazione dei contenuti, si seguiranno i cinque pilastri di Wikipedia, garantendo neutralità (NPOV) e verificabilità delle informazioni tramite note puntuali alla letteratura scientifica recente. 4. Comunicazione e Restituzione al pubblico Il progetto prevede un evento di presentazione (online o in presenza) rivolto a ricercatori e appassionati, per mostrare come questo particolare patrimonio sia diventato bene comune digitale. Sarà inoltre prodotta una breve guida o un post sui canali social dell'istituzione per illustrare i risultati raggiunti (numero di immagini caricate, visualizzazioni delle voci, ecc.). 5. Risultati attesi Digitalizzazione di almeno 40 documenti a stampa di alta rilevanza scientifica. Creazione/miglioramento di almeno 15 voci su Wikipedia in lingua italiana. Incremento dell'accuratezza dei dati bio-bibliografici su Wikidata per l'area tematica coinvolta. Aumento della visibilità dei materiali dell'istituzione rispetto alla sola pubblicazione sul sito web proprietario attraverso la condivisione su Wikipedia. Perché la tua istituzione sta partecipando al bando? La nostra istituzione partecipa al Bando Wiki 2026 con l'obiettivo di rendere il proprio patrimonio culturale bibliografico un ecosistema aperto e partecipativo. Riconosciamo nei progetti Wikimedia lo strumento ideale per garantire la valorizzazione e la massima diffusione della conoscenza, trasformando le nostre collezioni da risorse statiche a beni digitali dinamici e interconnessi. La partecipazione rappresenta per noi una sfida strategica: vogliamo non solo aumentare la nostra visibilità internazionale, ma anche contribuire attivamente alla qualità dell'informazione libera, promuovendo una cultura dell'accessibilità e dell'open data che rispecchi la nostra missione istituzionale. Quali contenuti l'istituzione mette a disposizione del progetto con licenze libere: Mettiamo a disposizione immagini ad alta qualità (minimo 300 DPI in formato TIFF per conservazione e JPG per la pubblicazione) di circa 40 documenti a stampa e set di dati relativi ai documenti, quali record bibliografici in Marc21. Stato dei diritti d'uso del materiale: I documenti sono di pubblico dominio, non ci sono problemi di copyright, visto che gli autori sono del XVI-XVIII secolo. Inoltre il patrimonio documentario individuato sono testi di Gesuiti, quindi l'Istituzione ne possiede i diritti, in quanto i diritti di scrittori Gesuiti appartengono alla Compagnia di Gesù.
In che modo il progetto proseguirà? La nostra istituzione intende rafforzare il percorso di condivisione di contenuti sulle piattaforme Wikimedia, garantendo la prosecuzione delle seguenti azioni: le attività di contribuzione ai progetti Wiki, come l'inserimento di citazioni bibliografiche su Wikipedia e la creazione di item su Wikidata, verranno integrate nelle procedure di catalogazione e valorizzazione dei nuovi arrivi e dei fondi speciali. I bibliotecari formati durante il bando agiranno come referenti interni per mantenere vivi i contenuti.
FONDAZIONE MIC MUSEO INTERNAZIONALE DELLE CERAMICHE IN FAENZA
Il progetto “Premio Faenza Open & Accessibile” intende valorizzare il patrimonio storico e contemporaneo del Premio Faenza — la più longeva competizione internazionale dedicata alla ceramica contemporanea — attraverso la pubblicazione di contenuti con licenze libere nell’ecosistema Wikimedia. L’iniziativa prevede la creazione e l’allineamento di dataset strutturati su Wikidata relativi alle edizioni del Premio, agli artisti premiati, alle opere vincitrici e alle giurie, favorendo interoperabilità, riusabilità dei dati e connessione con authority file e identificatori internazionali. Parallelamente, saranno create o ampliate voci enciclopediche su Wikipedia e caricati su Wikimedia Commons materiali iconografici e documentari liberati. Elemento distintivo del progetto è la sperimentazione di contenuti in linguaggio semplificato e comunicazione aumentativa alternativa (CAA), finalizzata ad ampliare l’accessibilità cognitiva della conoscenza museale e promuovere un accesso più equo al patrimonio culturale. Il progetto si configura come laboratorio GLAM orientato alla sostenibilità e alla partecipazione comunitaria: il personale del museo sarà formato all’utilizzo degli strumenti Wikimedia e verrà definito un workflow replicabile per l’aggiornamento continuo dei contenuti, anche in occasione delle future edizioni del Premio Faenza. L’esperienza potrà costituire un modello per altre istituzioni culturali interessate a integrare open data, inclusione e valorizzazione digitale. Durante lo svolgimento del progetto sarà inoltre avviata un’attività di aggiornamento e ampliamento dei contenuti relativi al Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza su Wikipedia, con particolare attenzione ai diversi settori delle collezioni. Si procederà alla revisione critica dei testi esistenti, alla creazione di voci collegate dedicate a sezioni e nuclei tematici del museo e all’arricchimento dei contenuti con immagini e documenti storici liberati, in coerenza con gli standard enciclopedici e le linee guida Wikimedia. Perché la tua istituzione sta partecipando al bando? Il MIC Faenza partecipa al bando in coerenza con la propria strategia di trasformazione digitale (MIC 4.0 e Digital MAB), orientata alla valorizzazione interoperabile del patrimonio e alla diffusione della conoscenza in ambiente aperto. Il Premio Faenza rappresenta un patrimonio artistico e documentale di rilievo internazionale che oggi può essere reso maggiormente visibile, interrogabile e riusabile grazie agli strumenti dell’ecosistema Wikimedia. La partecipazione al bando risponde inoltre a una precisa responsabilità pubblica: rafforzare l’accesso equo alla conoscenza culturale e sperimentare modelli di inclusione cognitiva attraverso la pubblicazione di contenuti in linguaggio semplificato e CAA. L’adesione al programma Musei Archivi Biblioteche costituisce per il MIC un’occasione per consolidare una partnership strutturata con la comunità Wikimedia e contribuire attivamente allo sviluppo della cultura open nel settore GLAM italiano.
Quali contenuti l'istituzione mette a disposizione del progetto con licenze libere: L’istituzione mette a disposizione con licenza libera: - dataset strutturati relativi alle edizioni del Premio Faenza (cronologia, artisti premiati, opere vincitrici, giurie), stimati in circa 200–300 record complessivi, da integrare e modellare su Wikidata; - circa 80–120 immagini digitali di opere e materiali storici del Premio Faenza, ove compatibili con i diritti d’uso, da caricare su Wikimedia Commons; - 30–50 contributi enciclopedici tra nuove voci o ampliamenti su Wikipedia (artisti premiati, edizioni, opere rilevanti); - circa 20 schede di opere in linguaggio semplificato e 10 schede sperimentali in formato CAA, pubblicabili con licenza libera e integrabili nei progetti Wikimedia. I metadati saranno strutturati in coerenza con standard catalografici e collegati a identificatori esterni e authority file, al fine di garantire interoperabilità e riusabilità dei dati. L’obiettivo è garantire la massima interoperabilità e riusabilità dei contenuti nell’ambito dell’open knowledge. Stato dei diritti d'uso del materiale: Una parte delle immagini storiche del Premio Faenza è in pubblico dominio o di titolarità dell’istituzione. Per le opere contemporanee verrà effettuata una verifica puntuale dei diritti e, ove necessario, richieste specifiche liberatorie agli autori o aventi diritto. I dataset e i contenuti testuali prodotti nell’ambito del progetto sono di titolarità dell’istituzione e potranno essere rilasciati con licenza libera CC BY-SA. In che modo il progetto proseguirà? Il progetto è concepito come modello scalabile e sostenibile nel medio-lungo periodo. Durante il periodo verranno sviluppate competenze interne al personale del museo attraverso attività formative e affiancamento con la comunità Wikimedia, favorendo l’autonomia nella pubblicazione e manutenzione dei contenuti open. Il workflow definito per il Premio Faenza potrà essere progressivamente esteso alle collezioni permanenti e ai fondi archivistici del museo, contribuendo alla costruzione di un’infrastruttura stabile di open data museali. Inoltre, ogni nuova edizione del Premio potrà essere integrata in modo sistematico nell’ecosistema Wikimedia, garantendo aggiornamento continuo e consolidando la relazione tra istituzione culturale e comunità partecipativa.
Biblioteca Labronica F.D. Guerrazzi – Comune di Livorno
Si prevede di digitalizzare la copia in possesso della Biblioteca Labronica “F.D. Guerrazzi” della seconda edizione, pubblicata a Firenze nel 1661 (corretta e accresciuta in base all’originale rispetto alla prima del 1646), dell’Arcano del mare di Robert Dudley, e la messa a disposizione della stessa per la pubblica fruizione mediante uno sfogliatore digitale. Si ritiene il progetto di particolare valore, in considerazione tanto dell’importanza storica dell’opera che della rarità e pregio della stessa: - quanto al primo punto, l’opera è storicamente importante sia in termini generali – costituisce il primo atlante marittimo “mondiale” (limitatamente alla parte di mondo allora conosciuta) e la prima enciclopedia nautica “scientifica” (ossia della nautica come scienza esatta, matematicamente intesa) –, sia con particolare riferimento alla Toscana e al suo rapporto con il mare in Età moderna – l’autore essendo un progettista navale ed esperto cartografo al servizio dei Granduchi di Toscana, e avendo collaborato alla progettazione del molo del porto di Livorno realizzato a inizio Seicento; - quanto al secondo punto, si consideri la ricchezza iconografica delle numerosissime tavole, contenenti mappe cartografiche redatte secondo il metodo di Mercatore e rappresentazioni, anche con parti mobili, di strumenti di navigazione dell’epoca. Per quanto riguarda la realizzazione tecnica del progetto, si prevede di produrre un set master di immagini in formato TIFF alla risoluzione di 400 dpi ottici, destinato alla conservazione nel tempo, e due ulteriori set da esso derivati, in formato JPEG compresso, alla risoluzione rispettivamente di 300 e 150 dpi, destinati alla pubblicazione e consultazione. Prevediamo anche, in aggiunta al finanziamento richiesto, un nostro cofinanziamento di circa 2.000,00 euro. Perché la tua istituzione sta partecipando al bando? Il Comune di Livorno partecipa al bando perché, in primo luogo, il progetto di digitalizzazione sopra esposto permetterebbe da un lato una migliore conservazione e tutela (sia con riferimento al supporto – per via della minore esigenza di movimentazione del materiale, che ha un formato di notevoli dimensioni: 35 x 61 cm –, sia con riferimento ai contenuti – mettendoli al riparo in caso di distruzione o danneggiamento), dall’altro una fruizione più libera e una diffusione più ampia, e quindi una valorizzazione ottimale del bene. In secondo luogo, il Comune di Livorno intende valorizzare il proprio legame storico, economico e culturale con il mare e la marineria: dapprima, nel 2025, è stata promossa (con il patrocinio, tra gli altri, del Parlamento Europeo) la prima edizione di “Blu Livorno. Biennale del mare e dell’acqua”, evento che affronta temi e prospettive di attualità che influiscono sulla vita delle comunità costiere mettendo al centro la vocazione marittima della città e di chi vive il mare in tutte le sue declinazioni; quindi, all'inizio di quest'anno, Livorno ha presentato la propria candidatura a "Capitale italiana del Mare 2026" con il progetto "Livorno, BattitOltremare", teso a rappresentare le relazioni strutturali ed empatiche della città labronica con il mare. Sia la biennale "Blu Livorno" che il progetto "BattitOltremare" (se sarà approvato) rappresenterebbero un'occasione e una cornice ideali per pubblicizzare l'opera di digitalizzazione di una pubblicazione così importante per la storia delle esplorazioni, della navigazione e dei commerci marittimi come l'Arcano del mare di Robert Dudley nella sua seconda edizione, e per promuoverne la conoscenza e la diffusione.
Quali contenuti l'istituzione mette a disposizione del progetto con licenze libere: La Biblioteca Labronica del Comune di Livorno metterebbe a disposizione i tre set di immagini previsti, riguardanti sia tutte le pagine di testo e carte di tavole, sia tutti gli elementi della legatura (piatti, contropiatti, carte di guardia, dorsi e tagli) di cui si compongono i due volumi dell’edizione del 1661 oggetto di digitalizzazione, ossia: - set 1: formato TIFF G4 truecolor uncompressed alla risoluzione di 400 dpi; - set 2: formato JPEG alla risoluzione di 300 dpi, high quality; - set 3: formato JPEG alla risoluzione di 150 dpi, high quality. Le attività di produzione e post-produzione delle immagini seguiranno le Linee guida per la digitalizzazione del patrimonio culturale indicate dal Ministero della Cultura. Stato dei diritti d'uso del materiale: I due volumi di cui si compone materialmente l’opera che sarà oggetto di digitalizzazione sono di proprietà del Comune di Livorno, e secondo la L. 633/1941 (Protezione del diritto d'autore e di altri diritti connessi al suo esercizio) i diritti di utilizzazione economica dell'opera, edita a Firenze nel 1661, si sono estinti: sono terminati più di 70 anni solari dopo la morte dell’autore Robert Dudley (1574-1649), conosciuto come Duca di Northumberland. In che modo il progetto proseguirà? L’attività di condivisione di contenuti potrebbe proseguire con l’implementazione delle voci di Wikipedia legate all’editoria livornese e/o alla storia della città labronica, con particolare riferimento all’Età moderna.
Università degli Studi di Milano. Dipartimento di Studi Letterari, Filologici e Linguistici
Il progetto prevede la digitalizzazione di quattro cataloghi storici della biblioteca, manoscritti in-folio (ARM 4–7), datati 1731 e 1733, relativi al fondo Biblioteca Gesuitica conservato presso la Biblioteca Nazionale Braidense. L’azione principale consiste nella digitalizzazione integrale dei cataloghi, finalizzata a rendere accessibile una documentazione di grande valore storico, finora poco utilizzabile e in precario stato di conservazione, e ad avviare un percorso strutturato di studio e valorizzazione del fondo come prima fase di un progetto di ricerca più ampio. Il progetto produrrà la digitalizzazione completa di quattro volumi manoscritti in-folio, ciascuno composto da circa 200 fogli, per un totale di circa 1.600 pagine digitalizzate, corredate da metadati descrittivi. È inoltre prevista la trascrizione automatica (HTR) dei testi che sarà effettuata con software opensource dedicati; la revisione scientifica, la metadatazione e i caricamenti finali su Wikimedia Commons/Wikisource saranno curati dai due ricercatori interni. Per la digitalizzazione sarà usato uno scanner professionale in dotazione al Sistema Bibliotecario dell’Università degli Studi di Milano. L’acquisizione delle immagini e il loro trattamento saranno svolti da un tecnico esperto in digitalizzazione di materiale manoscritto antico sotto la supervisione e con la collaborazione del responsabile del progetto. Il progetto si avvarrà del supporto amministrativo della segreteria del Dipartimento universitario e del supporto operativo di bibliotecari e funzionari della Biblioteca Nazionale Braidense. Il progetto ha un alto valore storico e documentale, poiché produce dati e risorse conformi ai principi della Open Science e ai criteri FAIR (Findable, Accessible, Interoperable, Reusable). I risultati costituiscono una base affidabile e durevole per futuri interventi di catalogazione, digitalizzazione e valorizzazione del fondo Biblioteca Gesuitica, favorendo il riuso dei contenuti e la loro integrazione in contesti di ricerca, didattica e divulgazione.
Perché la tua istituzione sta partecipando al bando? La partecipazione al bando si colloca all’interno di un Accordo quadro di collaborazione quinquennale (2026–2030) tra la Biblioteca Nazionale Braidense e l’Università degli Studi di Milano, finalizzato allo studio, alla catalogazione e alla valorizzazione del fondo storico della Biblioteca Gesuitica. Il progetto presentato rappresenta la prima azione concreta prevista dall’accordo e potrà essere ampliato con ulteriori finanziamenti. Il fondo, costituito da libri manoscritti e a stampa raccolti dai gesuiti tra XVI e XVIII secolo (1570–1770 ca.), non è mai stato oggetto di uno studio sistematico. La sua consistenza originaria, stimata tra 24.000 e 34.000 volumi, non è oggi ricostruibile con precisione. Dopo la soppressione dell’ordine (1773) il fondo gesuitico fu infatti unito ad altre collezioni librarie, contribuendo a costituire il nucleo originario dell’attuale Biblioteca Braidense; parallelamente, una parte del materiale venne dispersa in altre biblioteche lombarde. La Biblioteca e il Dipartimento condividono un forte interesse scientifico e culturale verso questo patrimonio, che interessa numerose discipline (letterature classiche, letteratura italiana, arte, storia, filosofia, religione, storia della scienza). La varietà tematica della Biblioteca era giustificata dalla missione educativa della Compagnia di Gesù. Il suo studio permette dunque di ricostruire la storia e l’evoluzione di numerose discipline, non solo letterarie ma anche scientifiche, tra Cinque e Settecento. Questa possibilità è al momento limitata dalla mancanza di strumenti di base che impediscono di identificare e reperire agevolmente i relativi documenti. Infatti, la mancanza di strumenti descrittivi aggiornati rende complesso individuare i volumi, ostacolando ricerca e valorizzazione. pagina 60 / 139 Quali contenuti l'istituzione mette a disposizione del progetto con licenze libere: Il progetto mette a disposizione immagini digitali integrali dei cataloghi manoscritti del fondo Biblioteca Gesuitica (ARM 4–7), corredate da trascrizioni testuali ottenute tramite riconoscimento automatico della scrittura manoscritta (HTR) e successiva revisione, e da metadati descrittivi. I metadati saranno strutturati secondo standard interoperabili e tutti i contenuti prodotti saranno rilasciati in pubblico dominio (CC0). Le immagini digitali ad alta risoluzione saranno caricate su Wikimedia Commons, mentre le trascrizioni testuali saranno rese disponibili su Wikisource. I dati saranno prodotti in conformità ai principi della Open Science e ai criteri FAIR e attraverso l’utilizzo di software open-source. Il progetto prevede un Wiki Editathon (una giornata intera in modalità ibrida), aperto a wikimediani, bibliotecari, docenti e studenti, con la possibilità di collaborare con i volontari del gruppo Wikimedia Italia. Durante l’evento saranno aggiornate le voci di Wikipedia dedicate alla Biblioteca Nazionale Braidense e sarà creata una nuova sezione sul fondo “Biblioteca Gesuitica”, insieme a nuove voci sul Collegio dei Gesuiti di Milano e su figure a esso collegate. L’evento prevederà la visita guidata alla Biblioteca, sede dell’antico Collegio, e le attività di redazione si svolgeranno in una sala dedicata della Biblioteca, dotata di Wi-Fi a libero accesso, con il supporto di un bibliotecario e del materiale documentario necessario. Stato dei diritti d'uso del materiale: Il progetto prevede la digitalizzazione di quattro cataloghi manoscritti settecenteschi (1731–1733), opere prive di tutela sul diritto d’autore. Le riproduzioni digitali prodotte saranno rilasciate in pubblico dominio (CC0, compatibile con le linee guida IFLA/GLAM), in conformità con le politiche Wikimedia e con l’obiettivo di favorire il massimo riuso dei contenuti senza vincoli giuridici. Le immagini digitali, le trascrizioni testuali e i metadati descrittivi saranno resi liberamente accessibili e riutilizzabili per finalità di studio, ricerca e divulgazione, garantendo piena compatibilità con le piattaforme Wikimedia e con i principi della Open Science. La Biblioteca Nazionale Braidense ha confermato l’assenza di vincoli sulla riproduzione del materiale interessato da questo progetto. In che modo il progetto proseguirà? Il progetto è concepito come prima fase di un percorso di ricerca pluriennale. In questa fase iniziale si prevede la digitalizzazione dei cataloghi manoscritti del 1731 e del 1733, costituiti da quattro volumi in-folio (ARM 4–7), due per ciascuna delle parti – superiore e inferiore – in cui era articolata la biblioteca gesuitica. Questa prima fase è progettata per essere autosufficiente ma propedeutica alle fasi successive. In una fase successiva (secondo e terzo anno dell’accordo quinquennale) è prevista la digitalizzazione dei cataloghi redatti dai gesuiti prima della soppressione dell’ordine, risalenti ai primi anni Sessanta del Settecento. Si tratta di nove volumi manoscritti in- folio (ARM 95–103); questi sono importanti, perché registrano integralmente il patrimonio della biblioteca gesuitica, aggiungendo le acquisizioni effettuate tra il 1730 e il 1760 e organizzando i volumi per ambiti disciplinari. In una fase ancora più avanzata (quarto e quinto anno dell’accordo quinquennale), il progetto prevede l’organizzazione di un convegno internazionale sulle biblioteche dei gesuiti e di una mostra aperta al pubblico presso la Biblioteca Nazionale Braidense. Le fasi successive del progetto saranno sviluppate attraverso la partecipazione a bandi competitivi regionali, nazionali e internazionali. Il progetto nel suo complesso pone le basi per una ricostruzione completa della consistenza del fondo gesuitico e contribuisce a chiarire aspetti fondamentali della storia della Biblioteca Nazionale Braidense.
Comune di Vedeseta (capofila), Comune di Taleggio
Il progetto che presentiamo prevede la realizzazione di una banca dati informatizzata per la consultazione dei dati del Catasto Lombardo-Veneto relativi al territorio della Val Taleggio (anno 1865) e la realizzazione di un sito Internet per la consultazione via web da parte dei cittadini. Come Comuni siamo in possesso di un progetto con preventivo di spesa (che, se necessario, potremmo sottoporre alla commissione che giudicherà le candidature), realizzato da uno studio di professionisti, i quali hanno già portato a termine progetti di questo tipo in varie realtà lombarde, con una particolare attenzione a valli limitrofe alla nostra ed alla nostra analoghe per realtà storica e demografica (quanto già realizzato è consultabile al seguente link: catastistorici.it). Il progetto garantisce l’immissione sul sito a 90 giorni dal conferimento dell’incarico, il che rende possibile stare nei tempi previsti dal bando. Perché la tua istituzione sta partecipando al bando? Crediamo sia importante, per una realtà periferica come la nostra, che soffre il problema dello spopolamento, incentivare e promuovere con ogni mezzo la ricerca storiografica, nonché la valorizzazione di elementi culturali e tradizionali. Essendo, storicamente, la nostra Valle una terra di confine tra la Serenissima Repubblica di Venezia ed il Ducato di Milano, molti sono gli studî storici che citano la nostra terra, opera a volte di nomi illustri; e tuttavia registriamo una certa difficolta, e a coinvolgere la popolazione locale, e a garantire l’accesso alle fonti ai ricercatori che qui non risiedono. Proprio per la rilevanza storica dei confini che hanno solcato la Valle, abbiamo pensato di iniziare a provvedere a questo accesso proprio dalle mappe catastali. Quali contenuti l'istituzione mette a disposizione del progetto con licenze libere: Si mettono a disposizione i fogli di mappa conservati presso gli archivi comunali, in particolare, 58 per il Comune di Taleggio (corrispondenti a 5165 particelle catastali) e 32 per quello di Vedeseta, (corrispondenti a 2096 particelle catastali). Stato dei diritti d'uso del materiale: Tutti i materiali sono di dominio pubblico e liberamente consultabili presso i due municipi, nonché, parzialmente, in copia, presso l’Archivio di Stato di Bergamo. In che modo il progetto proseguirà? Relativamente al progetto di digitalizzazione dei catasti, i Comuni si impegnano a perseguire le spese annuali, necessarie al mantenimento in funzione della pagina web. Allargando lo sguardo, sarebbe nostro desiderio realizzare una mappa cliccabile tramite la quale fare interagire le digitalizzazioni – e gli studî che necessariamente le affiancherebbero – di documenti storici, fotografie d’epoca, fonti letterarie, epistolografiche e finanche raccolte di leggende locali, di cui si hanno copiose testimonianze negli archivi comunali e presso il fondo storico della Biblioteca Comunale di Vedeseta. Questo disegno si attuerebbe di concerto con l’Associazione Ecomuseo Valle Taleggio (ente gestore dell’ecomuseo vallivo), il quale sta organizzando la creazione di un archivio ecomuseale di foto e documenti di rilevanza storico-culturale.
Orto e Museo Botanico dell'Università di Pisa
Il Museo botanico dell’Università di Pisa è l’erede dell’antica “Galleria”, istituita nel 1591 dal Granduca di Toscana Ferdinando I de’ Medici e annessa sin dalle origini al terzo Orto botanico pisano. Era affiancata da uno Studio di pittura, dove un miniatore professionista eseguiva dal vero illustrazioni botaniche per uso didattico. I primi prefetti dell’Orto, infatti, durante i loro viaggi di esplorazione, non raccoglievano solo campioni vegetali, ma naturalia in generale e spesso facevano eseguire accurati disegni di piante. Questi oggetti, insieme a materiali esotici, rarità, curiosità, quadri e libri già radunati dalla famiglia Medici, vennero esposti con grande cura nella Galleria del Giardino dei Semplici e ammirati da scienziati, viaggiatori e dagli stessi componenti la famiglia granducale. La Galleria pisana si configurò fin dalle sue origini come strumento di studio e insegnamento, come nel 1597 lo speziale Stefano Rosselli testimonia in una lettera rivolta al provveditore dello Studio pisano, nella quale descrive con entusiasmo i reperti presenti a Pisa e la necessità di chiudere gli armadi con una rete perché gli scolari possano osservare, ma non portare via. Sotto la direzione di Gaetano Savi si assistette a un nuovo modo di approcciare la cultura scientifica e la didattica. Nel 1814 Orto e Museo (l’antica «Galleria») vennero divisi: il Museo, comprendente le collezioni zoologiche e geologiche, si avviò a diventare Museo di Storia Naturale; l’Orto, con le sue collezioni, continuò a mantenere un ruolo centrale nel fornire materiali utili alla ricerca, e alla didattica. Pertanto, non solo si cominciò a ricostituire una adeguata collezione di exsiccata, ma anche un insieme di preparazioni ad uso degli studenti per trasmettere conoscenze antiche e nuove. Gaetano Savi, tra il 1824 e il 1832, fece arrivare da Firenze un gran numero di preparati vegetali eseguiti in cera dall’artista Luigi Calamai. Qualche anno dopo entrò a far parte dei modelli didattici quello della fecondazione nelle angiosperme, esemplificato nella ben nota zucca, presentato, proprio a Pisa, nel 1839, anno del primo Convegno degli Scienziati Italiani. Anche il figlio Pietro si adoperò per l’incremento e l’ordinamento delle collezioni didattiche. Dal 1849 iniziò infatti l’assidua collaborazione con Demetrio e Silvio Serantoni e Pietro Ferrini, ceroplasti e disegnatori dell’Università, che eseguivano con abilità modelli e tavole «per uso delle lezioni». I pannelli, di grandi dimensioni, venivano eseguiti a matita e inchiostro I disegni erano eseguiti in parte dal vero e in parte seguendo modelli di altre tavole pubblicate su testi di botanica, soprattutto francesi. A Pietro Savi seguì Teodoro Caruel, che diresse l’Orto fino al 1880. Fu l’artista Enrico Cristofani a eseguire per Caruel altre raffigurazioni scientifiche come supporto all’attività didattica. Da fine Ottocento fino agli anni ’60 del Novecento si collocano altri 150 disegni eseguiti da Antonio Cristofani, Tommaso Bernardeschi e Arturo Nannizzi. Ancora di fine Ottocento sono 170 litografie a colori, appartenenti a serie a stampa in lingua tedesca, realizzate espressamente per la didattica delle discipline botaniche. Le tavole sono attualmente conservate in un apposito spazio del Museo Botanico non esposto al pubblico, al buio per preservare la qualità del colore. Nelle sale espositive del Museo Botanico, collocate nel cosiddetto Palazzo delle Conchiglie, si sviluppa un percorso dedicato proprio all’insegnamento della Botanica a Pisa, a partire da Luca Ghini, fino ai giorni nostri. Qui, tra le altre cose, i visitatori possono ammirare i reperti delle diverse collezioni storiche: il portone monumentale in noce, la collezione di ritratti, quella dei modelli in cera, dei reperti botanici in vitro e una selezione di tavole didattiche parietali, esposte a rotazione. Il progetto intende realizzare la digitalizzazione di 100 tavole didattiche, selezionate tra quelle dipinte a mano. Saranno privilegiate le tavole che si distinguono per specificità, pregio estetico, stato di conservazione, rilevanza scientifica e valore storico. Sarà inoltre effettuata l’elaborazione e l’ottimizzazione di altre 95 immagini già in archivio, così da garantirne la corretta fruizione e compatibilità con la messa in rete. La campagna fotografica per l’acquisizione delle immagini sarà eseguita da professionisti del settore operanti all’interno del Laboratorio fotografico del Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere dell’università di Pisa. Una unità di personale a contratto, finanziata con le risorse del progetto, provvederà a caricare su Wikimedia Commons le immagini e i relativi metadati disponibili, ponendo attenzione a creare nuovi link alle pagine di Wikipedia dedicate a voci già presenti. La categoria di Wikipedia Commons “Botanical diagrams” vedrà incrementato il numero delle rappresentazioni con immagini inedite, ma ancora scientificamente valide. Obiettivo ispiratore del progetto è quindi mettere a disposizione di pubblici eterogenei immagini di valore scientifico e artistico, nelle quali emerge il legame indissolubile tra il naturalista e l’illustratore, ottenendo un risultato trasversale di conservazione e valorizzazione della collezione Perché la tua istituzione sta partecipando al bando? L’Orto e Museo Botanico dell’Università di Pisa sta portando avanti negli anni un processo di informatizzazione prima, e digitalizzazione poi, delle proprie collezioni. Riteniamo quindi che rendere questi contenuti accessibili e disponibili, non solo alla comunità dei professionisti, ma anche al grande pubblico, possa soddisfare la curiosità di diverse categorie di utenti della rete e, al tempo stesso, favorirne una migliore conservazione. La digitalizzazione delle tavole didattiche e la loro pubblicazione su Wikimedia Commons, complete delle immagini e dei metadati disponibili, si colloca in continuità con progetti analoghi già avviati da altre Università, come Padova e Roma. Realizzando questo progetto potremo contribuire a incrementare il numero di immagini inedite e partecipare all’ampliamento del patrimonio culturale accessibile a livello universale, in particolare in materia botanica, aprendo la possibilità di estendere il progetto con ulteriori digitalizzazioni in futuro. Quali contenuti l'istituzione mette a disposizione del progetto con licenze libere: Se il progetto verrà finanziato saranno messi a disposizione per la condivisione: 95 grandi tavole didattiche parietali con illustrazioni botaniche originali, disegnate a matita e inchiostro, in parte colorate a inchiostro o acquerello (dimensioni originali 82×146 cm ca.). Il periodo di realizzazione è intorno alla metà dell’Ottocento 100 tavole didattiche, sempre disegnate a mano a matita e inchiostro, in parte colorate, di dimensioni inferiori (70×50 cm ca.), sempre con illustrazioni botaniche originali. Il periodo di realizzazione va dalla fine dell’Ottocento alla prima metà del Novecento. Le illustrazioni contenute riguardano aspetti morfologici, anatomici ed embriologici di differenti categorie tassonomiche di vegetali. pagina 67 / 139 Stato dei diritti d'uso del materiale: Le tavole parietali oggetto del progetto sono di proprietà dell’Università di Pisa: quelle ottocentesche, non essendo più soggette a diritti d’autore, possono essere liberamente digitalizzate e messe a disposizione del pubblico; quelle più recenti sono comunque state realizzate da personale dipendente dell’Università che pertanto ne detiene anche i relativi diritti. In che modo il progetto proseguirà? Il progetto potrà proseguire incrementando il numero di tavole manoscritte digitalizzate e approfondendo l’analisi dei contenuti delle tavole a stampa, al fine di integrare le lacune presenti nelle collezioni già disponibili online. Si potrà inoltre valutare la digitalizzazione in 3D dei modelli ottocenteschi in cera che fanno parte delle collezioni didattiche del museo. Indica in che modo l'istituzione abbia intenzione di proseguire nelle attività di condivisione di contenuti sulle piattaforme Wikimedia / OpenStreetMap anche al termine del progetto finanziato.
Archivio Storico del Comune di Sora
L’Archivio Storico del Comune di Sora intende realizzare un progetto strutturale di digitalizzazione, metadatazione e pubblicazione open access del fondo relativo al baliatico esterno nella Provincia di Terra di Lavoro (1804–1922), una delle testimonianze più significative della storia dell’assistenza pubblica e della tutela dell’infanzia nel Mezzogiorno. Il fondo documenta l’accoglienza dei neonati esposti alla ruota, il sistema delle balie esterne, i controlli sanitari, la corrispondenza amministrativa e le modifiche normative tra periodo napoleonico, Restaurazione borbonica e fase postunitaria. Il progetto si inserisce nel quadro dei principi della Convenzione di Faro (art. 4), che riconosce il diritto di ogni persona a trarre beneficio dal patrimonio culturale e a contribuire al suo arricchimento. Attraverso la pubblicazione open dei documenti in pubblico dominio, l’Archivio intende trasformare un patrimonio locale in risorsa condivisa e partecipata. Sono previste: digitalizzazione integrale del Registro degli esposti (1804–1860) – circa 520 pagine; digitalizzazione di circa 80 fascicoli “Caè”; digitalizzazione di 33 documenti di corrispondenza post-unitaria; produzione di circa 950–1100 immagini digitali; creazione di dataset strutturato open (1.800–2.000 record); pubblicazione su Wikimedia Commons e Wikidata; creazione o miglioramento di 8–10 voci Wikipedia; evento pubblico e workshop GLAM-Wiki. Il progetto restituisce un sistema documentario completo che consente di ricostruire l’intero ciclo amministrativo dell’accoglienza degli esposti, configurandosi come caso studio significativo nel panorama degli archivi comunali meridionali. Perché la tua istituzione sta partecipando al bando? L’Archivio Storico di Sora partecipa per rendere effettivo il principio, sancito dalla Convenzione di Faro, secondo cui il patrimonio culturale deve contribuire ai processi di sviluppo culturale, sociale ed educativo della comunità (art. 8). La documentazione sul baliatico rappresenta: • memoria civile delle fragilità sociali; • testimonianza delle politiche pubbliche verso l’infanzia; • fonte per la storia sanitaria (vaccinazione contro il vaiolo); • elemento di identità territoriale. Attraverso la collaborazione con Wikimedia Italia, l’Archivio intende: • superare il modello di conservazione esclusivamente consultiva; • promuovere il riuso libero dei contenuti in pubblico dominio; • favorire la partecipazione attiva dei cittadini alla conoscenza del proprio patrimonio; • contribuire alla costruzione di contenuti verificati e accessibili su piattaforme ad ampia diffusione. Il progetto costituisce il primo nucleo del programma “Archivio Open Sora”, volto a integrare in modo permanente le pratiche open nelle attività istituzionali. pagina 72 / 139 Quali contenuti l'istituzione mette a disposizione del progetto con licenze libere: L’Archivio Storico del Comune di Sora metterà a disposizione, con licenze libere, la documentazione relativa al fondo sul baliatico esterno (1804–1922), articolata nelle seguenti tipologie: Registro degli esposti (1804–1860): 1 registro manoscritto per un totale di circa 520 pagine, contenente dati individuali relativi a sesso, data di esposizione, affidamento alle balie esterne ed esito (mortalità, restituzione, ecc.); Fascicoli “Caè”: circa 80 unità archivistiche, contenenti relazioni di prima accoglienza, annotazioni di battesimo, assegnazione di matricola, iscrizione all’ufficio del registro, relazioni parrocchiali sullo stato di salute e casi di restituzione alla madre; Corrispondenza post-unitaria (b.242): 33 documenti (1861–1885) relativi a richieste di Stati, controlli sanitari sulle balie, divieto di affido plurimo, certificazioni di “esistenza in vita”, casi di mortalità (con riferimento alla vaccinazione contro il vaiolo) e baliatico straordinario. Il progetto prevede la produzione e pubblicazione di circa 950–1100 immagini digitali ad alta risoluzione su Wikimedia Commons (CC0 o CC BY-SA) e la creazione di un dataset strutturato open (CC0) con circa 1.800–2.000 record anonimi su Wikidata. I contenuti saranno integrati attraverso la creazione o il miglioramento di 8–10 voci su Wikipedia, favorendo la qualità e l’affidabilità delle informazioni relative alla storia dell’assistenza nel Mezzogiorno. L’iniziativa è coerente con la Convenzione di Faro, in quanto amplia l’accesso pubblico al patrimonio culturale e ne promuove il riuso libero e partecipato, contribuendo in modo significativo all’arricchimento dei contenuti Wikimedia e alla diffusione della conoscenza scientificamente fondata. Stato dei diritti d'uso del materiale: La documentazione oggetto del progetto (1804–1922), costituita da registri, atti amministrativi e corrispondenza prodotti da enti pubblici, è in pubblico dominio per decorrenza dei termini di tutela previsti dalla normativa sul diritto d’autore. In coerenza con le indicazioni del bando: • le riproduzioni digitali dei documenti in pubblico dominio saranno rilasciate preferibilmente con lo strumento CC0 1.0 Universal (CC0) o con Marchio di pubblico dominio 1.0, in quanto contenuti non autoriali; • i metadati strutturati prodotti nell’ambito del progetto saranno rilasciati in CC0, secondo le raccomandazioni per i dati aperti; • eventuali contenuti redazionali o testi di ricerca prodotti dall’ente saranno rilasciati con licenza CC BY o CC BY-SA, in conformità alle licenze ammesse. Non saranno applicate clausole che limitino l’uso commerciale (NC) o impediscano la creazione di opere derivate (ND). L’ente ha già effettuato una verifica preliminare sullo stato di pubblico dominio della documentazione. Prima della pubblicazione sarà completata una verifica formale e documentata della titolarità dei diritti, così da garantire la piena legittimità del rilascio con licenze libere ammesse dal bando. In che modo il progetto proseguirà? Al termine del finanziamento, l’Archivio Storico del Comune di Sora proseguirà stabilmente le attività di condivisione open, integrando le pratiche GLAM-Wiki nelle procedure ordinarie di valorizzazione del patrimonio. In particolare: sarà formalmente individuato un referente interno per le attività Wikimedia e OpenStreetMap; verrà adottata una prassi interna di rilascio open per i materiali in pubblico dominio progressivamente digitalizzati; saranno programmati ulteriori nuclei documentari da rendere disponibili su Wikimedia Commons e Wikidata nei due anni successivi; verranno attivati percorsi PCTO con scuole superiori per attività di trascrizione, metadatazione e miglioramento di voci Wikipedia; sarà organizzato almeno un editathon tematico annuale dedicato alla storia sociale e amministrativa del territorio; verrà avviata una progressiva integrazione con OpenStreetMap attraverso la mappatura storica e documentaria dei luoghi connessi al baliatico (ruota degli esposti, ospedale civile, sedi amministrative), arricchendo i dati territoriali con informazioni storiche verificabili. L’obiettivo è rendere permanente e strutturale la collaborazione con l’ecosistema Wikimedia, consolidando un modello replicabile di gestione open e partecipata del patrimonio archivistico, in coerenza con i principi della Convenzione di Faro e con la missione di diffusione della conoscenza libera.
Museo del Giocattolo Tradizionale della Sardegna
Titolo del Progetto: Memoria Ludica 3D: Digitalizzazione Aperta del Museo del Giocattolo Tradizionale della Sardegna Sintesi: Il progetto mira a valorizzare il patrimonio del Museo del Giocattolo Tradizionale di Zeppara (Ales) attraverso l'ecosistema Wikimedia. L'iniziativa prevede la creazione della voce enciclopedica su Wikipedia (attualmente obsoleta), il caricamento su Wikimedia Commons di un archivio fotografico di alta qualità e la realizzazione di modelli 3D tramite fotogrammetria dei reperti più significativi in materiale naturale (canna, sughero, ferula). L'elemento distintivo è la sostenibilità: il budget finanzia l'acquisto di attrezzatura professionale (Canon EOS 5D Mark IV) e la formazione specialistica di un operatore interno alla Cooperativa Giunone. Questo permette di internalizzare le competenze tecniche, garantendo che la digitalizzazione del museo prosegua nel tempo come pratica costante di conservazione e promozione di un'area interna della Sardegna a rischio spopolamento. Risultati attesi: - Presenza enciclopedica del Museo su Wikipedia Italia e International. - Almeno 100 immagini e modelli 3D liberamente consultabili e riutilizzabili (CC BY-SA). - Creazione di un profilo professionale tecnico residente sul territorio. pagina 74 / 139 Perché la tua istituzione sta partecipando al bando? La nostra partecipazione nasce dalla consapevolezza che il Museo del Giocattolo Tradizionale della Sardegna custodisce un patrimonio di inestimabile valore antropologico che, tuttavia, rischia l’invisibilità a causa della sua collocazione in un’area interna dell’isola soggetta a spopolamento. Partecipiamo per tre motivi fondamentali: 1. Democratizzazione e Accessibilità del Patrimonio Attualmente, la presenza digitale del Museo è insufficiente. Riteniamo che la storia del gioco tradizionale sardo non debba restare confinata entro le mura fisiche di Zeppara, ma debba diventare conoscenza globale. L'ecosistema Wikimedia è un ottimo strumento in grado di garantire questa "democratizzazione", permettendo a studenti, ricercatori e curiosi di tutto il mondo di scoprire manufatti che sono espressione di una creatività ancestrale unica. 2. Sostenibilità e Crescita del Capitale Umano Locale Non cerchiamo un semplice finanziamento per un servizio esterno "chiavi in mano". Il bando ci offre l'opportunità di formare internamente il nostro personale. Investire in attrezzatura professionale (Canon 5D Mark IV) e in formazione specialistica sulla fotogrammetria significa dotare il territorio di competenze tecnologiche d'avanguardia. Questa risorsa resterà a disposizione della comunità di Ales e dei diversi musei che fanno parte dell'ente gestore, garantendo che la digitalizzazione del museo prosegua autonomamente anche dopo la fine del bando. 3. Contrasto allo Spopolamento tramite l'Innovazione In un territorio che soffre l'isolamento, l'Open Access è una strategia di sopravvivenza. Portare il Museo su Wikipedia e Wikimedia Commons con modelli 3D navigabili significa abbattere le barriere geografiche, posizionando Zeppara sulla mappa del turismo culturale internazionale. Il bando è per noi lo strumento per trasformare un "piccolo museo locale" in un hub digitale di eccellenza, capace di generare attrattività e orgoglio identitario per le nuove generazioni che decidono di restare. Quali contenuti l'istituzione mette a disposizione del progetto con licenze libere: Il Museo del Giocattolo Tradizionale della Sardegna, si impegna a rilasciare i seguenti contenuti sotto licenza libera (CC BY-SA 4.0 e CC0): 1. Archivio Fotografico Professionale (Wikimedia Commons): - Quantità: Minimo 100 scatti in alta risoluzione. - Descrizione: Immagini realizzate con tecnica zenitale e set professionale (Canon 5D Mark IV) che ritraggono i pezzi più iconici della collezione (giocattoli in canna, sughero, ferula e legno). Saranno incluse sia vedute d’insieme che dettagli macro delle texture costruttive, fondamentali per l'uso enciclopedico e didattico. 2. Modelli 3D e Asset Fotogrammetrici (Wikimedia Commons / Wikidata): - Quantità: Selezione di almeno 10 modelli 3D completi. - Descrizione: File prodotti tramite fotogrammetria digitale che permettono la rotazione a 360° del reperto. Questi file verranno caricati nei formati supportati da Wikimedia per consentire l'integrazione di visualizzatori interattivi direttamente nelle voci di Wikipedia. 3. Set di Dati e Metadati (Wikidata): - Quantità: Dataset completo relativo ai reperti digitalizzati (circa 100 item). - Descrizione: Informazioni strutturate su materiali, epoche di costruzione, aree geografiche di origine in Sardegna e nomi tradizionali dei giocattoli in lingua sarda. I dati saranno rilasciati con licenza CC0, permettendo la loro integrazione nel grafo della conoscenza globale. 4. Contenuti Testuali ed Enciclopedici (Wikipedia): - Descrizione: Testi originali redatti sulla base delle ricerche del Prof. Nando Cossu e delle pubblicazioni scientifiche del museo, riguardanti la storia del giocattolo tradizionale e la biografia comunitaria del progetto di Zeppara. Tutti i contenuti digitali verranno prodotti seguendo standard di alta qualità, garantendo che il patrimonio ludico della Sardegna diventi una risorsa educativa permanente, liberamente accessibile e riutilizzabile da utenti, ricercatori e sviluppatori in tutto il mondo. pagina 75 / 139 Stato dei diritti d'uso del materiale: Lo stato giuridico del materiale è chiaramente definito attraverso la storia della costituzione del fondo museale: - Origine e Titolarità dei Beni: Tutti i manufatti esposti sono stati realizzati a partire dal 1993 nell'ambito di attività didattiche sperimentali coordinate dal Prof. Nando Cossu. Tali oggetti, nati come produzione scolastica collettiva, sono stati ufficialmente ceduti alla Scuola e successivamente donati al Comune di Ales (ente proprietario del museo) con l'esplicito intento di costituire una collezione pubblica permanente. - Diritti d'Autore e Uso Pubblico: Essendo i giochi il frutto di un'attività laboratoriale scolastica finalizzata alla pubblica esposizione e alla valorizzazione della memoria locale, i realizzatori (allora studenti) e le loro famiglie hanno già acconsentito alla fruizione pubblica dei beni. Il Comune di Ales detiene la piena proprietà dei manufatti e il diritto esclusivo di riproduzione per finalità culturali. - Nuove Riproduzioni (Foto e 3D): Le fotografie professionali e i modelli 3D realizzati tramite fotogrammetria digitale per questo progetto saranno opere originali prodotte ex-novo dalla Cooperativa Giunone. In qualità di ente gestore autorizzato dal Comune, la Cooperativa ha pieno titolo per rilasciare tali nuove riproduzioni con licenza libera CC BY-SA 4.0. - Metadati (Wikidata): Le informazioni relative ai materiali (canna, sughero, ferula), alle tecniche costruttive e alla storia del laboratorio didattico saranno rilasciate con licenza CC0, trattandosi di dati di pubblico interesse. In che modo il progetto proseguirà? Il museo intende trasformare l'adesione ai principi della "conoscenza libera" in una pratica operativa strutturale per il Museo del Giocattolo Tradizionale. La prosecuzione delle attività al termine del finanziamento si articolerà su due assi principali: 1. Internalizzazione delle competenze tecniche Il punto cardine della nostra strategia è la scelta di formare internamente un operatore invece di esternalizzare il servizio. Al termine del progetto, il Museo disporrà stabilmente di una figura professionale in grado di: - Utilizzare l'attrezzatura acquisita (Canon EOS 5D Mark IV e set zenitale) per continuare la digitalizzazione sistematica dell'intero inventario museale (centinaia di pezzi) con cadenza regolare. - Gestire autonomamente il flusso di caricamento su Wikimedia Commons e l'aggiornamento dei metadati su Wikidata per ogni nuovo reperto acquisito o restaurato. - Monitorare e aggiornare la voce Wikipedia dedicata al Museo, garantendo che le informazioni siano sempre allineate alle ultime ricerche scientifiche prodotte dall'ente. 2. Replicabilità del modello e manutenzione digitale La Giunone Soc. Coop. gestisce diversi poli museali in Sardegna (tra cui il PARC di Genoni e la Miniera di Rosas). L'esperienza acquisita con il Museo di Zeppara servirà da progetto pilota: - Standardizzazione dei processi: Le linee guida per la digitalizzazione e il rilascio in licenza libera (Open Access) sviluppate per Zeppara verranno adottate come protocollo standard per la documentazione di tutti i beni culturali gestiti dalla cooperativa. - Manutenzione dei dati: La risorsa formata garantirà la cura dei contenuti caricati, rispondendo a eventuali quesiti della comunità wikimediana e assicurando che la qualità delle immagini e dei modelli 3D rimanga conforme agli standard delle piattaforme. Conclusione: L'investimento congiunto in attrezzatura di alto livello e formazione del personale garantisce che il progetto non sia un episodio isolato, ma l'avvio di una transizione digitale permanente. Il Museo cessa di essere un archivio statico per diventare un centro di produzione di contenuti aperti, capace di crescere autonomamente negli anni.
Fondazione Giangiacomo Feltrinelli
Esattamente 10 anni fa, Fondazione Feltrinelli lasciava la storica sede di via Romagnosi per la più spaziosa ed ambiziosa sede di viale Pasubio 5, progettata per ampliare gli spazi ed offrire una maggiore apertura e coinvolgimento della cittadinanza alle iniziative culturali. Ed è proprio in occasione di questo importante trasloco che è stata “ritrovata” una collezione di 262 manifesti che, in mancanza di spazio nella vecchia sede, erano stati depositati in un magazzino secondario e non più attenzionati. La collezione, ora adeguatamente conservata in una apposita cassettiera per manifesti, è stata raccolta da Massimo Borghesi e successivamente donata a Fondazione Feltrinelli. Si tratta di manifesti politici e della controcultura degli anni ’70 in Italia che raccontano delle principali mobilitazioni e lotte di quel periodo: emancipazione della donna, diritti dei lavoratori, diritto alla casa, giustizia sociale e democrazia, rifiuto della guerra, antimperialismo, rivoluzione culturale, ecc. Temi che sono alla base del presidio culturale di Fondazione Feltrinelli dalla sua creazione, nel 1949, ad oggi. I manifesti della collezione raccolta da Massimo Borghesi sono principalmente di gruppi informali (Calusca, Movimento studentesco, comitati di quartiere, associazioni culturali, Democrazia proletaria, Lotta continua, Movimento dei lavoratori per il socialismo, ecc.) e alternano “modelli” di grande elaborazione grafica, come per esempio i bellissimi manifesti di Giò Tavaglione del Calusca, a modelli più semplici, ma con slogan diretti e incisivi che ancora oggi risuonano nella memoria collettiva (es. “Il personale è politico”). L’importanza della catalogazione e della digitalizzazione di questa collezione, oltre che per i principi costitutivi dell’istituzione, attraversa e alimenta di diversi campi di ricerca e di progettualità di Fondazione Feltrinelli. Relativamente ai temi di ricerca, oltre al presidio sulle fonti dei movimenti contemporanei che portiamo avanti con il progetto Archivi del presente (raccolta, conservazione e valorizzazione), stiamo attualmente lavorando sulla trasformazione dei linguaggi e delle forme della protesta e della controcultura in Europa tra XX e XXI secolo all’interno del progetto europeo ACTIVATE che studia le pratiche di conservazione, valorizzazione e divulgazione delle fonti dei movimenti sociali e politici in Europa (tra gli altri partner: La Contemporaine, Blinken OSA Archivum, IISH Amsterdam, Università di Padova, Fondazione Gramsci Emilia- Romagna, ecc.). In secondo luogo, la lavorazione di questa collezione andrebbe a integrare e completare le già lavorate collezioni di fonti scritte e grafiche del patrimonio sulla storia della Prima Repubblica e prosegue il precedente lavoro di digitalizzazione delle fonti grafiche (circa 4000 unità), aumentando così la possibilità di diffusione e consultazione dei materiali. In terzo luogo, i manifesti catalogati e digitalizzati saranno integrati come oggetti digitali dei kit didattici che intendiamo creare e caricare (liberamente scaricabili) sulla piattaforma educativa Scuola di cittadinanza europea che promuove l’educazione civica nelle scuole secondarie, con materiali e risorse completamente gratuiti. La proposta progettuale afferisce quindi alla catalogazione e digitalizzazione di questa collezione di manifesti, rendendola fruibile sul sito di Fondazione Feltrinelli e su Wikimedia. Il progetto risponde a tre obiettivi: - Implementare l’acquisizione digitale di fonti grafiche del patrimonio archivistico della Fondazione Feltrinelli a complemento delle fonti “scritte” sulla storia della Prima Repubblica già presenti, e ampiamente consultate, negli archivi della Fondazione Feltrinelli (es. Raccolta Nuova Sinistra Italiana (1962-1980), Raccolta Movimenti sociali e di controinformazione (1972-1980), Movimento degli studenti a Milano (1968-1972)) e favorire una loro messa a disposizione online per una maggiore diffusione, accessibilità e consultabilità senza limiti di tempo e di spazio. L’obiettivo è raggiunto attraverso l’acquisizione digitale con metadatazione della collezione di manifesti da affidare ad un service esterno con esperienza nella digitalizzazione di materiale grafico storico e di grandi dimensioni e, successivamente, tramite catalogazione e caricamento dei manifesti digitalizzati sul software Xdams. - Integrare il precedente lavoro di digitalizzazione e catalogazione dei manifesti (4000 unità) conservati da Fondazione Feltrinelli relativi alla storia italiana dal dopoguerra a inizio anni ’80 (in Raccolta affiches, manifesti e caricature) - Utilizzare i manifesti all’interno dei kit didattici che Fondazione Feltrinelli sviluppa e rende liberamente accessibili e scaricabili sulla piattaforma educativa Scuola di cittadinanza europea che promuove l’educazione civica nelle scuole secondarie. In particolare, i manifesti saranno fondamentali per la realizzazione di due kit didattici (in attuale fase di progettazione): Che cos’è una fonte? Le fonti dicono sempre la verità? e Profezie bianche: per non consegnare il cuore alla guerra. Il primo kit sulle fonti è costruito per educare i ragazzi ad imparare a riconoscere e a leggere le fonti attraverso un percorso tra i materiali cartacei del secolo scorso e i materiali digitali di oggi: i manifesti verranno utilizzati per trattare il tema delle fonti grafiche cartacee e il loro confronto con quelle grafiche odierne digitali (tra l’altro, in questo laboratorio è previsto anche un approfondimento su Wikipedia e Wikimedia come esempi di piattaforme collettive di utilizzo e divulgazione delle fonti). Il secondo kit, invece, guida i ragazzi alla scoperta di voci e movimenti di attivismo che si sono fatti baluardo di pace tra passato e presente, opponendosi con forza alle narrazioni basate sulle logiche di violenza: i manifesti di protesta contro la guerra in Vietnam, l’imperialismo e la Nato conservati nella collezione saranno inseriti per le attività laboratoriali previste dal kit. I destinatari del progetto sono: 1. Pubblico generalista senza distinzione di età, sesso e/o formazione, parlante italiano, interessato a scoprire e/o ripercorrere una parte della storia della Prima Repubblica; 2. Pubblico “specialista”: studenti, ricercatori, insegnanti e professori interessati a condurre ricerche o approfondimenti sulle fonti della controcultura e dei movimenti sociali conservate dalla Fondazione Feltrinelli; 3. Studenti e professori delle scuole secondarie Attività e risultati previsti: - Digitalizzazione integrale della collezione di manifesti Massimo Borghesi: 10 manifesti 60x44 cm; 87 manifesti 78x60 cm; 160 manifesti 110x76 cm; 1 manifesto 120x60 cm e 4 manifesti 144x117 cm per un totale di 262 manifesti e 270 scatti (8 manifesti hanno elementi grafici anche sul retro) - Catalogazione dei manifesti e upload delle rispettive digitalizzazioni in una sezione apposita da creare all’interno della Raccolta affiches, manifesti e caricature (https://fondazionefeltrinelli.it/archivio-feltrinelli/?liv=4) sul software Xdams e pubblicazione in frontend sul sito di Fondazione Feltrinelli della catalogazione con annessi oggetti digitali - Upload e condivisione della totalità delle digitalizzazioni su Wikicommons - Inserimento, upload e descrizioni dei manifesti scelti per i kit didattici Perché la tua istituzione sta partecipando al bando? Fondazione Feltrinelli pratica e riconosce come fondativi i principi del libero accesso alla conoscenza e alla cultura, mettendo a disposizione di chiunque - gratuitamente - il suo patrimonio archivistico e bibliografico, dalla fondazione nel 1949 ad oggi. Inoltre, consapevole delle potenzialità del web per implementare e diffondere esponenzialmente i contenuti culturali, la Fondazione lavora da anni in un processo di digitalizzazione del patrimonio finalizzato a migrare sempre più contenuti e fonti cartacee in digitale. Ne sono esempio: le piattaforme Archivi digitali, Mostre digitali, Biblioteca digitale e la messa online di tutti gli strumenti archivistici e bibliografici per la ricerca e la consultazione del patrimonio (inventari, digitalizzazioni, cataloghi), ma anche la maggior parte dei prodotti editoriali creati dalla Fondazione (podcast, approfondimenti multimediali, pubblicazioni). Oltre alla condivisione e alla pratica dei principi che muovono il bando e guidano Wikimedia, Fondazione Feltrinelli auspica di proseguire e rafforzare la collaborazione avviata soddisfacentemente lo scorso anno, sempre nell’ambito del bando MAB, edizione 2025. Come ricordato anche l’anno scorso, restiamo fermamente convinti che nell’immensa vastità del web sia necessario creare reti e strutture culturali di riferimento per gli utenti affinché si orientino efficacemente nella lettura della realtà e delle sue complessità, ormai sempre più mediata dal digitale e dal virtuale. Quali contenuti l'istituzione mette a disposizione del progetto con licenze libere: Tutti i contenuti digitali prodotti dal progetto, ovvero le digitalizzazioni dei manifesti, saranno disponibili in libero accesso online sul sito di Fondazione e verranno caricati e condivisi integralmente su Wikicommons. Qualora dovessero sussistere dei diritti d’autore (caso poco probabile trattandosi di materiali di movimenti impegnati per la libera circolazione del sapere e contro la logica del profitto nell’arte), provvederemo a sostituire la condivisione di tali manifesti con altri manifesti – senza diritti - conservati nella Raccolta affiches, manifesti e caricature e relativi sempre ai movimenti sociali e di contestazione. Stato dei diritti d'uso del materiale: La maggior parte dei manifesti conservati all’interno della collezione sono di pubblico dominio, siamo in attesa di un riscontro rispetto a 6 manifesti firmati da un disegnatore del quale non abbiamo la certezza, ad oggi, che abbia richiesto il diritto d’autore. Come sopra dichiarato, qualora dovessero esserci alcuni manifesti coperti dal diritto d’autore provvederemo, per quanto riguarda la condivisione su Wikicommons, a compensare la mancata condivisione del pezzo con un altro manifesto nella Raccolta affiches, manifesti e caricature e relativi sempre ai movimenti sociali e di contestazione. In che modo il progetto proseguirà? Una volta ultimato il progetto, Fondazione Feltrinelli propone di: - Implementare le attività di digitalizzazione delle fonti dei movimenti sociali e della controcultura conservate da Fondazione Feltrinelli, in particolare su Wikimedia, attività possibile grazie anche all’acquisto del nuovo scanner finanziato dal bando MAB 2025 - Proseguire la valutazione di nuove forme di sinergia e collaborazione con Wikicommons, anche in merito alla condivisione di ulteriori fonti digitalizzate - Condivisione e trasmissione delle conoscenze e delle competenze acquisite durante la formazione prevista del bando e la partecipazione al progetto con studenti, giovani ricercatori e ricercatrici con i quali Fondazione Feltrinelli attiva percorsi formativi e di collaborazione. In particolare, le competenze e le conoscenze necessarie per la partecipazione e la contribuzione ai progetti Wikimedia Inoltre il progetto continuerà e troverà un suo respiro di medio lungo periodo grazie all’elaborazione dei kit didattici e alla loro circolazione nel network di scuole di Scuola di Cittadinanza Europea.
COMUNE DI SORA
L’Archivio Storico del Comune di Sora intende realizzare un progetto strutturale di digitalizzazione, metadatazione e pubblicazione open access del fondo relativo al baliatico esterno nella Provincia di Terra di Lavoro (1804–1922), una delle testimonianze più significative della storia dell’assistenza pubblica e della tutela dell’infanzia nel Mezzogiorno. Il fondo documenta l’accoglienza dei neonati esposti alla ruota, il sistema delle balie esterne, i controlli sanitari, la corrispondenza amministrativa e le modifiche normative tra periodo napoleonico, Restaurazione borbonica e fase postunitaria. Il progetto si inserisce nel quadro dei principi della Convenzione di Faro (art. 4), che riconosce il diritto di ogni persona a trarre beneficio dal patrimonio culturale e a contribuire al suo arricchimento. Attraverso la pubblicazione open dei documenti in pubblico dominio, l’Archivio intende trasformare un patrimonio locale in risorsa condivisa e partecipata. Sono previste: • digitalizzazione integrale del Registro degli esposti (1804–1860) – circa 520 pagine; • digitalizzazione di circa 80 fascicoli “Caè”; • digitalizzazione di 33 documenti di corrispondenza post-unitaria; • produzione di circa 950–1100 immagini digitali; • creazione di dataset strutturato open (1.800–2.000 record); • pubblicazione su Wikimedia Commons e Wikidata; • creazione o miglioramento di 8–10 voci Wikipedia; • evento pubblico e workshop GLAM-Wiki. Il progetto restituisce un sistema documentario completo che consente di ricostruire l’intero ciclo amministrativo dell’accoglienza degli esposti, configurandosi come caso studio significativo nel panorama degli archivi comunali meridionali. La previsione di acquisto di uno scanner planetario non costituisce una mera dotazione strumentale, ma rappresenta l’infrastruttura tecnica necessaria per garantire la produzione continuativa di contenuti digitali in pubblico dominio da rilasciare con licenze libere sulle piattaforme Wikimedia. L’installazione dell’attrezzatura presso la sala studio dell’Archivio Storico consente di integrare stabilmente la digitalizzazione open nelle attività ordinarie dell’ente, eliminando costi di esternalizzazione e favorendo una programmazione pluriennale degli interventi. Lo scanner sarà utilizzato non solo per il fondo sul baliatico oggetto del presente progetto, ma anche per la progressiva digitalizzazione di ulteriori nuclei documentari in pubblico dominio, assicurando la replicabilità dell’intervento e l’incremento sistematico dei contenuti disponibili su Wikimedia Commons e Wikidata. In tal modo, il contributo richiesto non si esaurisce in un’azione puntuale, ma diventa investimento strategico per la diffusione permanente della conoscenza libera, in coerenza con le finalità civiche e culturali di Wikimedia Italia e con i principi della Convenzione di Faro. pagina 80 / 139 Perché la tua istituzione sta partecipando al bando? L’Archivio Storico di Sora partecipa per rendere effettivo il principio, sancito dalla Convenzione di Faro, secondo cui il patrimonio culturale deve contribuire ai processi di sviluppo culturale, sociale ed educativo della comunità (art. 8). La documentazione sul baliatico rappresenta: • memoria civile delle fragilità sociali; • testimonianza delle politiche pubbliche verso l’infanzia; • fonte per la storia sanitaria (vaccinazione contro il vaiolo); • elemento di identità territoriale. Attraverso la collaborazione con Wikimedia Italia, l’Archivio intende: • superare il modello di conservazione esclusivamente consultiva; • promuovere il riuso libero dei contenuti in pubblico dominio; • favorire la partecipazione attiva dei cittadini alla conoscenza del proprio patrimonio; • contribuire alla costruzione di contenuti verificati e accessibili su piattaforme ad ampia diffusione. Il progetto costituisce il primo nucleo del programma “Archivio Open Sora”, volto a integrare in modo permanente le pratiche open nelle attività istituzionali. Quali contenuti l'istituzione mette a disposizione del progetto con licenze libere: L’Archivio Storico del Comune di Sora metterà a disposizione, con licenze libere, la documentazione relativa al fondo sul baliatico esterno (1804–1922), articolata nelle seguenti tipologie: • Registro degli esposti (1804–1860): 1 registro manoscritto per un totale di circa 520 pagine, contenente dati individuali relativi a sesso, data di esposizione, affidamento alle balie esterne ed esito (mortalità, restituzione, ecc.); • Fascicoli “Caè”: circa 80 unità archivistiche, contenenti relazioni di prima accoglienza, annotazioni di battesimo, assegnazione di matricola, iscrizione all’ufficio del registro, relazioni parrocchiali sullo stato di salute e casi di restituzione alla madre; • Corrispondenza post-unitaria (b.242): 33 documenti (1861–1885) relativi a richieste di Stati, controlli sanitari sulle balie, divieto di affido plurimo, certificazioni di “esistenza in vita”, casi di mortalità (con riferimento alla vaccinazione contro il vaiolo) e baliatico straordinario. Il progetto prevede la produzione e pubblicazione di circa 950–1100 immagini digitali ad alta risoluzione su Wikimedia Commons (CC0 o CC BY-SA) e la creazione di un dataset strutturato open (CC0) con circa 1.800–2.000 record anonimi su Wikidata. I contenuti saranno integrati attraverso la creazione o il miglioramento di 8–10 voci su Wikipedia, favorendo la qualità e l’affidabilità delle informazioni relative alla storia dell’assistenza nel Mezzogiorno. L’iniziativa è coerente con la Convenzione di Faro, in quanto amplia l’accesso pubblico al patrimonio culturale e ne promuove il riuso libero e partecipato, contribuendo in modo significativo all’arricchimento dei contenuti Wikimedia e alla diffusione della conoscenza scientificamente fondata. Stato dei diritti d'uso del materiale: La documentazione oggetto del progetto (1804–1922), costituita da registri, atti amministrativi e corrispondenza prodotti da enti pubblici, è in pubblico dominio per decorrenza dei termini di tutela previsti dalla normativa sul diritto d’autore. In coerenza con le indicazioni del bando: • le riproduzioni digitali dei documenti in pubblico dominio saranno rilasciate preferibilmente con lo strumento CC0 1.0 Universal (CC0) o con Marchio di pubblico dominio 1.0, in quanto contenuti non autoriali; • i metadati strutturati prodotti nell’ambito del progetto saranno rilasciati in CC0, secondo le raccomandazioni per i dati aperti; • eventuali contenuti redazionali o testi di ricerca prodotti dall’ente saranno rilasciati con licenza CC BY o CC BY-SA, in conformità alle licenze ammesse. Non saranno applicate clausole che limitino l’uso commerciale (NC) o impediscano la creazione di opere derivate (ND). L’ente ha già effettuato una verifica preliminare sullo stato di pubblico dominio della documentazione. Prima della pubblicazione sarà completata una verifica formale e documentata della titolarità dei diritti, così da garantire la piena legittimità del rilascio con licenze libere ammesse dal bando. In che modo il progetto proseguirà? Al termine del finanziamento, l’Archivio Storico del Comune di Sora proseguirà stabilmente le attività di condivisione open, integrando le pratiche GLAM-Wiki nelle procedure ordinarie di valorizzazione del patrimonio. In particolare: • sarà formalmente individuato un referente interno per le attività Wikimedia e OpenStreetMap; • verrà adottata una prassi interna di rilascio open per i materiali in pubblico dominio progressivamente digitalizzati; • saranno programmati ulteriori nuclei documentari da rendere disponibili su Wikimedia Commons e Wikidata nei due anni successivi; • verranno attivati percorsi PCTO con scuole superiori per attività di trascrizione, metadatazione e miglioramento di voci Wikipedia; • sarà organizzato almeno un editathon tematico annuale dedicato alla storia sociale e amministrativa del territorio; • verrà avviata una progressiva integrazione con OpenStreetMap attraverso la mappatura storica e documentaria dei luoghi connessi al baliatico (ruota degli esposti, ospedale civile, sedi amministrative), arricchendo i dati territoriali con informazioni storiche verificabili. L’obiettivo è rendere permanente e strutturale la collaborazione con l’ecosistema Wikimedia, consolidando un modello replicabile di gestione open e partecipata del patrimonio archivistico, in coerenza con i principi della Convenzione di Faro e con la missione di diffusione della conoscenza libera.
Associazione per un Archivio dei movimenti APS
Il progetto ho l'obbiettivo di condividere una selezione della collezione di manifesti, conservati in Archivio, prodotti in Italia e nel mondo. Il periodo storico coinvolto è quello che è stato definito il "Lungo 68", ovvero il ventennio 1960-1980. Un periodo di grandi rivolgimenti politici, sociali e culturali. In quegli anni i manifesti non furono un semplice mezzo di comunicazione, ma un'idea della politica, uno stile di vita, una visione del mondo. Oltre al valore storico i manifesti documentano una profonda innovazione estetica e produttiva, con straordinarie invenzioni grafiche e tecniche realizzate fuori dai circuiti commerciali. Perché la tua istituzione sta partecipando al bando? L'Archivio dei movimenti vuole partecipare a questo bando perché la selezione di manifesti e altri documenti che vogliamo condividere sono uno strumento fondamentale per lo studio della storia culturale e politica del Novecento. La condivisione di questo patrimonio è una delle missioni fondamentali dell'Archivio. Nel 2020 abbiamo pubblicato il volume "68 I muri ribelli" che raccoglieva una ampia selezione dei nostri manifesti; il volume è andato rapidamente esaurito , ma è ancora richiesto. La pubblicazione su Wikimedia potrà offrire quindi agli interessati la possibilità di consultare liberamente questo importante materiale. Quali contenuti l'istituzione mette a disposizione del progetto con licenze libere: L'Archivio metterà a disposizione una selezione di 150 manifesti su gli oltre mille posseduti. La fotografia del manifesto sarà completata da metadati. La presentazione sarà arricchita da quattro saggi storici curati da Paola De Ferrari, Virginia Niri, Roberto Rossini, Ferruccio Giromini. Stato dei diritti d'uso del materiale: Immagini e testi in pubblico dominio In che modo il progetto proseguirà? L'Archivio per suo conto prosegue nella raccolta di documenti, manifesti, fotografie ecc. che saranno comunque consultabili sul sito www.archiviomovimenti.org e fisicamente presso la Biblioteca civica Berio di Genova, ed è interessato e disponibile a proseguire la condivisione sulla piattaforma Wikimedia.
Fondazione Museo della Ceramica di Savona onlus
Il Museo della Ceramica di Savona intende sviluppare un progetto di digitalizzazione e apertura dei contenuti dedicato alla collezione dei 171 vasi da farmacia dell’antico Ospedale San Paolo di Savona, risalenti al Seicento. La collezione, già oggetto di studi storico-artistici e di un percorso di mediazione partecipata, sarà riletta in chiave interdisciplinare, integrando competenze storico-artistiche ed etnobotaniche grazie alla collaborazione con il Dipartimento di Scienze della Terra, dell’Ambiente e della Vita dell’Università di Genova. Il progetto prevede la produzione di contenuti digitali originali, rilasciati con licenza libera CC BY-SA, comprendenti: – fotografie HD (multi-prospettiva) dei 171 vasi; – 171 schede catalografiche complete; – almeno 40 schede botaniche relative alle piante citate nei cartigli; – almeno 20 schede dedicate ai medicamenti storici con riferimenti bibliografici. Tutti i contenuti saranno caricati su Wikimedia Commons e utilizzati per arricchire o creare voci su Wikipedia e dati strutturati su Wikidata (es. piante officinali, preparazioni farmaceutiche storiche, manifatture ceramiche savonesi, farmacia storica europea). Parallelamente, il museo realizzerà un database open access integrato nel proprio sito istituzionale (sviluppato interamente con tecnologie open source, in ambiente Drupal), progettato per dialogare con l’ecosistema Wikimedia e favorire interoperabilità, riuso e connessione con altri patrimoni europei. Il progetto intende così trasformare una collezione museale locale in una risorsa digitale aperta, riutilizzabile e integrabile nei circuiti internazionali della conoscenza libera. Perché la tua istituzione sta partecipando al bando? La Fondazione Museo della Ceramica di Savona Onlus gestisce il museo come infrastruttura culturale aperta, orientata alla produzione e condivisione di conoscenza. Dal 2022 il museo ha avviato un processo strutturato di digitalizzazione del patrimonio, basato su strumenti open source e su un approccio partecipativo. Il sito istituzionale è interamente sviluppato in Drupal e il museo privilegia soluzioni tecnologiche non proprietarie, coerenti con una visione etica e sostenibile dell’accesso alla conoscenza. La partecipazione al bando Wikimedia Italia rappresenta per il museo un passaggio strategico per: – integrare stabilmente le proprie collezioni nell’ecosistema Wikimedia; – formare lo staff alla produzione e gestione di contenuti open; – contribuire attivamente alla diffusione della conoscenza libera in ambito storico-artistico e scientifico. Il progetto nasce inoltre da interrogativi emersi durante attività di mediazione con il pubblico, che ha sollecitato una narrazione più ampia dei vasi da farmacia, non solo come oggetti estetici ma come dispositivi di cura, scambio e circolazione di saperi tra Europa e Mediterraneo. pagina 83 / 139 Quali contenuti l'istituzione mette a disposizione del progetto con licenze libere: La Fondazione si impegna a rilasciare con licenza CC BY-SA: – 171 fotografie HD dei vasi; – 171 schede catalografiche; – almeno 40 schede botaniche con immagini; – almeno 20 schede dedicate ai medicamenti storici. I materiali saranno caricati su Wikimedia Commons e resi riutilizzabili su Wikipedia, Wikidata e altri progetti Wikimedia. Stato dei diritti d'uso del materiale: La Fondazione Museo della Ceramica di Savona detiene i diritti su tutti i materiali che verranno prodotti e caricati con licenza libera CC BY-SA. In che modo il progetto proseguirà? L’uso di recipienti ceramici a scopo farmaceutico è diffuso in tutta Europa. Il progetto mira a costituire un primo nucleo di database interoperabile, dedicato ai contenitori da farmacia e ai loro contenuti, con prospettiva di estensione a una rete nazionale ed europea. Saranno avviati contatti con istituzioni italiane ed europee che conservano analoghe collezioni (musei della ceramica e musei della farmacia), al fine di favorire collegamenti tematici e progressiva integrazione dei dati. Il database sviluppato in ambiente open source sarà progettato per facilitare future interconnessioni con altri patrimoni e con piattaforme Wikimedia, secondo logiche di federazione e scambio permanente. pagina 84 / 139
Civico Museo Insubrico di Storia Naturale di Clivio e Induno Olona
Il progetto prevede la scannerizzazione in 3D di 15 tassidermie di specie animali, rappresentative del maggior numero possibile di classi zoologiche, con l’obiettivo di rendere i modelli digitali gratuitamente accessibili e utilizzabili per finalità di ricerca scientifica, educazione ambientale, divulgazione e fruizione ricreativa. Un ulteriore sviluppo del progetto consiste nella registrazione e messa a disposizione degli audio degli habitat e delle vocalizzazioni delle specie selezionate. Questi materiali multimediali andranno ad arricchire le pagine informative già esistenti dedicate agli animali coinvolti. Le specie sono già presenti nella collezione esposta del CMISN e verranno utilizzate per la produzione di contenuti digitali open. Il progetto si inserisce in continuità e a completamento di un lavoro già avviato nell’ambito del Progetto GLAM – Civico Museo Insubrico di Storia Naturale che ha già permesso una prima apertura delle collezioni e dei contenuti paleontologici del museo verso l’ecosistema Wikimedia. Per ampliare e potenziare l’offerta espositiva della sala delle tassidermie, è prevista l’installazione di due tablet interattivi, utilizzati come totem digitali. Attraverso questi dispositivi sarà possibile fornire contenuti di approfondimento sulle 15 specie target, raccontarne curiosità biologiche ed ecologiche e coinvolgere attivamente i visitatori tramite giochi interattivi e quiz. I contenuti proposti saranno arricchiti e completati dai modelli 3D degli animali, audio e video degli habitat naturali e dalle vocalizzazioni di ciascuna specie, offrendo un’esperienza immersiva e multisensoriale che valorizza il patrimonio museale e ne amplia le possibilità di fruizione. A conclusione del progetto è prevista la realizzazione di un evento pubblico finale, concepito come “Evento dei 5 sensi”, pensato per restituire alla comunità i risultati del lavoro svolto e offrire un’esperienza immersiva e inclusiva. Le attività principali si articolano in cinque azioni complementari. 1. Digitalizzazione tramite scansione 3D delle tassidermie Verranno realizzate scansioni 3D ad alta risoluzione delle tassidermie selezionate. I modelli 3D prodotti saranno pubblicati sul sito del museo, caricati su piattaforme open e Wikimedia Commons, con licenze libere, liberamente consultabili, scaricabili e riutilizzabili per finalità educative, scientifiche e divulgative. Attualmente, molte scansioni 3D di soggetti naturalistici disponibili online sono di bassa qualità o soggette a costi di accesso. Il progetto intende colmare questa lacuna, offrendo contenuti di qualità elevata, aperti e riutilizzabili, favorendo la condivisione della conoscenza scientifica. 2. Per le specie selezionate verranno realizzate registrazioni audio di ambienti naturali e versi animali, con l’obiettivo di: arricchire l’esperienza immersiva all’interno del museo, creare una libreria sonora open, utile a ricercatori, insegnanti, divulgatori e appassionati. Tutti i file audio saranno caricati su Wikipedia e Wikimedia Commons, con licenze libere, favorendo la loro diffusione e il loro utilizzo in progetti educativi e scientifici. 3. Totem digitali interattivi Il progetto prevede lo sviluppo di totem touch screen interattivi posizionati all’interno del museo, che integreranno: schede informative sulle specie, audio ambientali e versi animali, giochi e attività interattive (quiz, esplorazioni guidate). I totem fungeranno da manuali digitali multimediali, immediati e accessibili, con particolare attenzione all’inclusività: persone con disabilità sensoriali, visitatori non udenti, persone con DSA e pubblico scolastico. Gli stessi contenuti, con in aggiunta i modelli 3D navigabili, saranno caricati su Wikimedia e sul sito del Museo, rafforzando il legame tra museo fisico e conoscenza digitale condivisa. 4. Creazione o l'ampliamento di voci enciclopediche sulle specie locali e sui fondatori del CMISN Creare o ampliare voci enciclopediche dedicate alle specie locali attualmente assenti su Wikipedia o presenti in forma minima. Creare o migliorare le voci relative ai fondatori e alle figure storiche legate al Civico Museo Insubrico di Storia Naturale, valorizzando il contributo alla ricerca naturalistica e alla divulgazione scientifica sul territorio. 5. Documentazione delle minacce antropiche e conservazione della biodiversità Ci sarà un approfondimento sugli strumenti del bracconaggio, oggetti dell’ultima mostra temporanea (trappole storiche, archetti, reti specifiche) che attualmente sono documentati solo in testi specialistici o rapporti delle autorità. Portarli su Wikipedia ha un alto valore di educazione alla legalità e alla conservazione. Nei totem interattivi sarà creata una sezione "Minacce e Conservazione", dove accanto al modello 3D dell'animale si mostra l'impatto del bracconaggio, linkando alla voce Wikipedia appena creata o migliorata. Perché la tua istituzione sta partecipando al bando? Come gestore museale ci piacerebbe completare e consolidare un percorso di apertura del proprio patrimonio alla conoscenza libera già avviato con il Progetto GLAM – Civico Museo Insubrico di Storia Naturale. Il museo riconosce in Wikimedia un partner strategico per la propria missione educativa e scientifica: rendere accessibile, riutilizzabile e condivisa la conoscenza naturalistica. Il bando offre l’opportunità di ampliare questo lavoro attraverso la produzione di contenuti multimediali open (modelli 3D, audio, strumenti interattivi), ancora poco disponibili in ambito naturalistico. Quali contenuti l'istituzione mette a disposizione del progetto con licenze libere: - Scan 3D - ampliamento di voci enciclopediche sulle specie locali e sui fondatori del CMISN - Registrazioni audio ambientali - Registrazioni audio vocalizzazioni animali pagina 86 / 139 Stato dei diritti d'uso del materiale: I materiali prodotti (scansioni 3D, fotografie, registrazioni audio) saranno rilasciati con licenza CC BY-SA 4.0. Gli esemplari tassidermizzati oggetto dei rilievi sono di proprietà del Museo e, trattandosi di reperti naturalistici, non sono configurabili come 'opere dell'ingegno' soggette a diritto d'autore (Legge 633/1941). Inoltre, la riproduzione digitale di tali beni per finalità di valorizzazione e diffusione della conoscenza è pienamente conforme all'art. 108 del Codice dei Beni Culturali (D.Lgs. 42/2004), che consente la libera riproduzione per finalità di studio, ricerca e promozione culturale senza scopo di lucro. In che modo il progetto proseguirà? I modelli 3D, le registrazioni audio e i contenuti testuali resteranno stabilmente disponibili sulle piattaforme Wikimedia, dove potranno essere aggiornati, ampliati e riutilizzati nel tempo, anche grazie al contributo della comunità. Il museo prevede di estendere progressivamente il progetto ad altre specie e collezioni, replicando il modello sviluppato. In particolare, il Museo di Clivio conserva ulteriori collezioni di grande valore scientifico e didattico, tra cui la xiloteca, l’erbario, la collezione micologica e la collezione mineralogica, che rappresentano i prossimi ambiti naturali di applicazione delle metodologie sperimentate. Queste collezioni potranno essere progressivamente digitalizzate e valorizzate attraverso contenuti open, rafforzando nel tempo il ruolo del museo come produttore continuativo di conoscenza libera.
Dipartimento di Storia Antropologia Religione Arte Spettacolo dell'Università di Sapienza
nell'ambito della loro azione museale e archivistica sulla memoria contemporanea migrante: progetto STORM - Stories of Migrants (stormarchive.eu) finanziato dalla CIVIS ALLIANCE. Il progetto è stato sviluppato in sinergia con il corso di laurea in Scienze della Moda e Costume e in Global Humanities dell’Università Sapienza Università Roma.
STORM // Digitalizzazione partecipata si prefigge l’obiettivo di sviluppare e diffondere una metodologia di digitalizzazione open- access (CC-BY) sostenibile e replicabile che possa rispondere alle esigenze dei musei contemporanei di rendere digitali capi di abbigliamento appartenenti alla memoria materiale di migranti arrivati in Italia. Questo contro-archivio è pensato come prosecuzione e ampliamento dell'archivio digitale e fisico STORM. Il progetto, STORM (Stories of migrants) è stato, infatti, sviluppato nel 2025 da un’équipe interdisciplinare di ricercatori dell'Università Sapienza, insieme a studenti internazionali e non, operatori del dipartimento SARAS e del suo museo, al coordinatore del tavolo di lavoro moda e costume ICOM e da una serie di divulgatori sociali, digitali e organizzazioni del terzo settore. Il contro-archivio STORM è un’iniziativa di ricerca partecipativa, educazione e museum-making online e offline che sta attualmente raccogliendo memorie e testimonianze fotografiche, sonore, video e materiali (indumenti, oggetti, documenti) inerenti al patrimonio sociale e culturale Europeo costruito sulle e tramite le migrazioni. Con la presente proposta si vuole estendere il “libero accesso” (Wales) all’utenza online di una parte attualmente custodita e invisibile di tale patrimonio, ovvero gli indumenti indossati e portati dai migranti lungo le loro esperienze di migrazione. STORM // Digitalizzazione partecipata propone infatti di costruire una buona pratica replicabile di digitalizzazione democratica e partecipata di tali abiti, che sono già stati individuati e messi a disposizione come potenziale memoria materiale durante l’esperienza di STORM (attualmente, tali indumenti non sono neanche conosciuti o pensati nell’immaginario italiano come rappresentazioni di storia e patrimonio socio-culturale, essendo narrati come rifiuti o meri oggetti insignificanti personali nelle medie dominanti, si veda Gilmartin e Arponen 2019). Indumenti la cui presenza accessibile (digitale e fisica) è pensata per dare materialità e corporeità alle narrazioni sui processi migratori che altrimenti rischiano di restare solo rappresentate e mediatizzate da voci “altre”. Inoltre, l’approfondimento sociologico nell’ambito dei wardrobe studies della “selezione dell’abito” del migrante - tramite metodi di raccolta e trasmissione del racconto, utilizzati dalla storia orale - aiuterà a mettere in risalto gli elementi affettivi e culturali che si legano ad essa. I vestiti dei migranti sono, infatti, il racconto tangibile di vite, volti, viaggi ed esperienze storicamente condivise da tutta l’umanità e che oggi costituiscono, dunque, un patrimonio collettivo. Per realizzare il suo obiettivo e le azioni corrispondenti — sviluppare, implementare e diffondere un metodo democratico e partecipativo di digitalizzazione e condivisione digitale — STORM // Digitalizzazione partecipata si articolerà in tre fasi: Sperimentazione, sviluppo e digitalizzazione di un indumento campione: il team multidisciplinare (composto da: professori, persone con storie e background migratorio, esperto del tavolo di lavoro su moda e costume ICOM, studenti internazionali e locali, comunicatori tecnici e sociali) esploreranno e testeranno diversi strumenti democratici e accessibili di scannerizzazione e fotografia 3D (es. applicazioni Smartphone come Polycam, Scanivarse, sensori LiDAR e fotocamere), nonché tecniche low-cost di editing e processing “interagibile” dell’immagine per poi scegliere e testare la metodologia e strumentazione più efficace per la digitalizzazione del primo indumento. (3 mesi: Aprile, Maggio, Giugno). Elaborazione scritta, grafica e facilmente replicabile della metodologia che verrà trasmessa in una serie di istruzioni step-by-step: il team multidisciplinare forniranno istruzioni sulla digitalizzazione partecipata dalla fase di preparazione dell’indumento, alla sua documentazione scannerizzata/fotografata, alla sua editing e processing, alla sua trasmissione sulla piattaforma digitale. (2 mesi: Luglio, Agosto) Lancio e diffusione online e offline della metodologia: il team multidisciplinare condividerà la metodologia online e offline attraverso una disseminazione mirata e ampia con gli stakeholder interessati; attori culturali, sociali, umanitari, studenteschi, accademici, attivisti, giornalistici che potranno iniziare a fare uso della metodologia per digitalizzare gli indumenti da loro individuati e messi a disposizione durante STORM e trasmetterli sulla piattaforme digitali a disposizione del progetto (Wikimedia, piattaforma digitale STORM) con licenza CC - BY. Questa disseminazione avverrà tramite una promozione vivace sui canali social e la piattaforma Wikimedia, nonché tramite la pubblicazione e diffusioni di report/manuali metodologici e dell’artbook museale, all’interno di workshop organizzati appositamente per la formazione sulla digitalizzazione basata sul “learning-by-doing”. (4 mesi:, Settembre, Ottobre, Novembre, Dicembre). Monitoraggio dell’uso partecipato della metodologia, valutazione, comunicazione e restituzione dei risultati progettuali tramite seminari e conferenze organizzati presso l’Università Sapienza (2 mesi: Gennaio, Febbraio). Grazie al coinvolgimento dei comunicatori sociali e tecnici-digitali dell’associazione di promozione sociale Maghweb, ogni fase del progetto verrà documentata attraverso contenuti fotografici, audio e video. Questo materiale di documentazione e condivisione continua dei risultati e impatto del progetto servirà a rendere visibile e followable la costruzione di questa buona pratica di digitalizzazione, restituendola a un ampio pubblico ovvero all’infrastruttura offline e digitale di engagement già costruite attorno a STORM (gli spazi museali dentro l’università di Sapienza e la piattaforma digitale stormarchive.eu) e agli attori coinvolti (canali social e siti web open-acess), una comunità di stakeholders vari che vanta più di 50.000 utenti interattivi. Il materiale sarà altresì utile per la creazione di immagini istruttive da inserire nelle linee guida della metodologia per renderla sempre più tangibile e coinvolgente.
Perché la tua istituzione sta partecipando al bando? Il team multidisciplinare attivato dentro SARAS, custodi di un nuovo patrimonio socio-culturale di memoria materiale migrante, è fortemente motivato di partecipare al bando per contribuire allo sviluppo dinamico di saperi, tecniche e strumenti che possano rendere materiali e storie socio-culturali attualmente marginalizzati patrimonio socio-culturale aperto, condiviso e “collettivizzato.” Consapevoli che oggigiorno la rappresentazione di indumenti come testimonianza e storia materiale delle migrazioni umane verso l’Italia sia pressochè inesistente e inaccessibile nello spazio online digitale, STORM // Digitalizzazione partecipata vuole rispondere attivamente alla richiesta del bando di “diffondere la conoscenza libera” e “delle possibilità di accesso alla conoscenza” rendendo la digitalizzazione degli indumenti e le loro potenzialità di narrazione, memory-making e racconto un’azione partecipativa, accessibile e diffusa. In effetti, attivando diversi attori sociali, culturali, umanitari, educativi, studenteschi e giornalistici nella digitalizzazione autonoma ed efficace di indumenti appartenenti a rotte ed esperienze migratorie nell’ambito del museo digitale STORM, il progetto rivendica il diritto individuale e collettivo universale di contribuire e partecipare all'arricchimento della vita culturale e ai suoi oggetti patrimoniali sociali, creando contributori attivi e continuativi di un contro- archivio digitale sulle migrazioni. Quali contenuti l'istituzione mette a disposizione del progetto con licenze libere: Il progetto metterà a sua disposizione e a disposizione del pubblico: -N.1 metodologia di digitalizzazione democratica e partecipata di indumenti come memoria migrante materiale; -N.1 indumento esemplare digitalizzato, condiviso sulla piattaforme digitali STORM e Wikimedia; -Informazioni di contesto storico, geografico e politico relative agli indumenti appartenenti a diversi vissuti e storie sulle rotte migratorie dirette verso l’Italia. Stato dei diritti d'uso del materiale: Lo Stato d’uso e conservazione del materiale avverrà in linea con le direttive del Comitato Etico per la Ricerca Interdisciplinare dell’Università Sapienza (https://www.uniroma1.it/it/pagina/comitato-etico-la-ricerca-transdisciplinare). Inoltre, farà riferimento all’Informativa dell’Università Sapienza per il trattamento dei dati nell’ambito dei progetti di ricerca ai sensi degli artt. 13 e 14 del Regolamento UE n. 679/2016 del 27.04.2016 “Regolamento generale sulla protezione dei dati” (di seguito “Regolamento”) e del D.Lgs. n. 196/2003 “Codice in materia di protezione dei dati personali”, come modificato dal D.Lgs. n. 101 del 10.08.2018, recante disposizioni per l'adeguamento dell'ordinamento nazionale al Regolamento europeo. Il trattamento dei dati personali e dei beni materiali che verranno rilasciati e condivisi da parte dell’Università Sapienza sarà effettuato sulla base del consenso espresso ai sensi dell’art. 6, comma 1, lett. a) del Regolamento (UE) Generale sulla protezione dei dati n. 679/2016 (c.d. GDPR) per una o più finalità di trattamento indicate nella presente informativa. Il trattamento dei dati personali appartenenti a categorie particolari sarà effettuato sulla base del consenso esplicito espresso ai sensi dell’art. 9, comma 2, lett. a) del Regolamento (UE) generale sulla protezione dei dati n. 679/2016 (c.d. GDPR) per una o più finalità di trattamento indicate nella presente informativa. In che modo il progetto proseguirà? L’indumento campione digitalizzato—testimone di mobilità vissute su diverse rotte e fasi di migrazione—verrà condiviso su Wikimedia e la piattaforma digitqale stormarchive.eu. Gli altri indumenti digitalizzati oltre il termine del progetto, grazie alla diffusione della metodologia di digitalizzazione partecipata e la formazione di nuovi contributori verranno condivisi anche loro su stormarchive.eu, il quale entrerà in sinergia stretta con Wikimedia: per esempio, i contenuti dell’intero archivio open-access digitale di STORM (contenente non solo indumenti digitalizzati ma anche oggetti, fotografie, documenti cartacei, video e audio) verranno resi accessibili attraverso la ricerca di parole chiave (“memoria migrante materiale”, “oggetti di migrazioni”, “contro- archivio”).
APS PAlestro (ex Soms)
Il progetto “Palestro Borgo Digitale” intende digitalizzare, catalogare e pubblicare con licenza libera un corpus significativo di materiali storici e iconografici relativi al Comune di Palestro (PV), con particolare riferimento a: • Battaglia di Palestro (1859) • Monumento Ossario • Torre dei Visconti • Tratto lombardo della Via Francigena • Chiusa di Palestro e paesaggio fluviale del Sesia • Vita comunitaria tra XIX e XX secolo L’associazione ha già censito una consistente quantità di materiali conservati presso l'archivio comunale, raccolte private, collezioni fotografiche familiari e documentazione relativa a mostre ed eventi storici; il progetto prevede: 1. Digitalizzazione professionale dei materiali (scansione, fotografia, metadatazione) e suo rilascio con licenza libera (CC BY-SA 4.0 o pubblico dominio ove applicabile) 2. Caricamento su Wikimedia,collegamento e miglioramento delle voci Wikipedia esistenti, eventuale creazione o ampliamento di voci mancanti 3. Inserimento dati su Wikidata e OpenStreetMap Si andrà così contribuendo in modo sistematico del patrimonio culturale libero relativo al Risorgimento italiano e alla memoria storica locale, rendendolo accessibile a studiosi, scuole, ricercatori e pubblico generale, stimolando la partecipazione attiva della popolazione alla raccolta ed alla condivisione, facendo leva su un rinato spirito di comunità. Perché la tua istituzione sta partecipando al bando? Negli ultimi anni l’associazione ha sperimentato attività di raccolta e digitalizzazione di fotografie storiche in occasione di mostre tematiche, riscontrando forte interesse della comunità e disponibilità crescente dei privati alla condivisione. Tuttavia, in assenza di una piattaforma stabile e aperta per la conservazione, molti materiali di rilievo storico risultano oggi non digitalizzati, non accessibili al pubblico e non documentati online (quindi assenti o scarsamente rappresentati su Wikipedia). Il progetto si propone di digitalizzare quanti più materiali oggi disponibili su supporto cartaceo, e di produrne di nuovo, vado come sorgenti gli archivi comunali e le collezioni fotografiche detenute dai privati cittadini. La condivisione dei materiali e la loro messa a fattor comune si propone di ricreare un linguaggio comune tra i cittadini i quali, rimembrando le loro radici comuni, potrebbero contribuire a rigenerare lo spirito di comunità che oggi sta progressivamente venendo meno, ed a tramandare il tutto alla prossima generazione. Il progetto si allinea dunque alla missione di Wikimedia Italia, nel favorire accesso libero al patrimonio culturale, rinvigorire l'enciclopedia da fonti documentate originali, e valorizza il patrimonio di piccoli centri periferici. Per Palestro, va detto, particolare rilevanza assume il tema della Battaglia di Palestro (prima vittoria piemontese nella Seconda Guerra d’Indipendenza), evento di interesse nazionale oggi poco documentato con immagini originali su Wikimedia Commons. pagina 93 / 139 Quali contenuti l'istituzione mette a disposizione del progetto con licenze libere: Stima contenuti nel primo anno: • circa 800 fotografie storiche in b/n (1860–1980) • 20 mappe e planimetrie del campo di battaglia • 20 documenti archivistici (verbali, lettere, atti ufficiali) • 20 fotografie contemporanee di beni culturali e interni monumentali • 15 immagini documentarie interne dell’Ossario e della Torre dei Visconti • 20 immagini relative alla Via Francigena e alla Chiusa del Sesia Totale stimato: circa 900 file digitalizzati e caricati. Tutti i contenuti verranno pubblicati su Wikimedia con licenza CC BY-SA 4.0, corredati da metadati completi. Stato dei diritti d'uso del materiale: • Materiali anteriori a 1945 pubblico dominio. • Documenti dell’archivio comunale concessi tramite accordo con l'ente • Materiali provenienti da privati: acquisizione tramite liberatoria scritta • Fotografie contemporanee: diritti detenuti dall’associazione, rilasciati direttamente con licenza libera. L’associazione si impegna a garantire piena chiarezza giuridica prima del caricamento dei materiali. In che modo il progetto proseguirà? Esiste all'interno dell'associazione uno specifico gruppo chiamato "Soms Cultura" che, nel corso del tempo, si prenderà cura della maintenance del progetto in questo modo: • nomina di un referente interno per la gestione dei progetti legati a Wikimedia • caricamento progressivo di nuovi materiali • organizzazione almeno un evento pubblico annuale (mostra, con altri eventi a corollario all'interno dell'"Autunno Culturale") • promozione del a partecipazione di scuole e cittadini • aggiornamento continuo delle voci collegate su Wikimedia • coinvolgimento degli insegnanti locali per inclusione dei temi e dei materiali nei programmi didattici delle classi locali. Il progetto può, peraltro, diventare un modello replicabile, un paradigma per altri piccoli comuni della Lomellina.
AM international APS
AM International / Museo di Arte Contemporanea (MacAM) di Bivongi intende promuovere un convegno di studi finalizzato ad avviare la prima ricostruzione storico-istituzionale della propria vicenda, inserendola nel più ampio quadro delle dinamiche artistiche, formative e culturali che hanno interessato la Calabria e il Sud Italia a partire dagli anni Ottanta. Fondato nel 1987 grazie all’iniziativa di Angela Melia, figura di mecenate e promotrice culturale con una biografia tra Calabria e Australia, un’esperienza diasporica che segnerà profondamente la sua visione della cultura come strumento di crescita collettiva e connessione tra territori. Perché la tua istituzione sta partecipando al bando? Il convegno intende indagare il MacAM non solo come realtà museale, ma come snodo culturale, luogo di incontro tra pratiche artistiche legate alla formazione accademica, forme di mecenatismo privato radicate nel territorio e processi di internazionalizzazione dell’arte contemporanea calabrese. Nel corso dei decenni, infatti, il museo ha attivato scambi e residenze di artisti tra Calabria e Australia (in particolare con la City of Bayswater/Perth), programmi di mobilità con il Regno Unito e relazioni con artisti di diverse provenienze, contribuendo a una circolazione bidirezionale di opere, linguaggi e biografie artistiche. Quali contenuti l'istituzione mette a disposizione del progetto con licenze libere: - Ricostruire la storia istituzionale del MacAM, attraverso quantità di documenti, testimonianze, archivi e opere. - Analizzare il ruolo dell’Accademia di Belle Arti di Catanzaro nella costruzione di un sistema artistico nel territorio con un dialogo aperto al resto del paese e del mondo. - Indagare i processi di internazionalizzazione “dal margine”, mediante lo studio di scambi e residenze artistiche come modello alternativo di globalizzazione culturale. - Avviare un processo di digitalizzazione e libera consultazione di documenti e immagini conservati presso l'archivio storico del museo e della rivista trimestrale Artfolio con licenze libere Stato dei diritti d'uso del materiale: Stato di diritto d'uso attuale di AM International. Nella consapevolezza delle opportunità in termini di sviluppo culturale, sociale ed economico per la collettività puntiamo sull’adozione di licenze aperte sui contenuti in pubblico dominio per l'avvio di una ricerca strutturata sull’archivio storico e la collezione del museo. L'occasione ci consentirà di divulgare la pubblicazione degli atti del convegno come primo contributo scientifico sulla storia del museo MacAM e del sistema dell’arte calabrese negli ultimi quarant’anni, in formato Open Access, di attivare nuove reti con università, accademie e istituzioni museali, di posizionare il MacAM come caso di studio nazionale sulle politiche culturali in contesti geografici decentrati. pagina 95 / 139 In che modo il progetto proseguirà? L’iniziativa proposta avrà inoltre un impatto strutturale sul territorio, con ricadute in ambito educativo, turistico e sociale e costituirà la base per: - la formalizzazione di un protocollo stabile di collaborazione con l’Accademia di Catanzaro e di Reggio Calabria; - l’avvio di relazioni con l’Università della Calabria (in particolare con il dipartimento di Studi Umanistici in cui si svolgono i corsi di laurea triennale e magistrale in Storia dell’arte); - la costruzione di una rete territoriale di musei, spazi espositivi e realtà culturali per attività integrate di educazione, mostre e valorizzazione del patrimonio contemporaneo; - la progettazione di futuri programmi di artisti in residenza e ricerca internazionale.
Comune di Bellaria Igea Marina
In occasione del 70° anniversario dalla sua istituzione, il Comune di Bellaria Igea Marina ha avviato una serie di progetti culturali, finalizzati a promuovere la propria storia e il proprio patrimonio culturale, favorendone una visione integrata e partecipata e utilizzando il patrimonio archivistico come strumento di approfondimento e valorizzazione dell'identità locale. In questo quadro si inserisce il progetto di valorizzazione della figura e dell’opera di Alfredo Panzini, oltre che della Casa Rossa, la villa acquistata nel 1909, dove lo scrittore trascorse con la famiglia molta parte dei suoi anni, divenendo luogo di incontro per gli amici e i letterati e per lui anche punto privilegiato di osservazione sulla Città, che confluì nella sua narrativa. Per l’anno in corso, si prevede di realizzare due azioni. La prima, prende avvio dall’organizzazione di tavoli di lavoro, costituiti da studenti delle scuole di Bellaria Igea Marina, al fine di studiare la vita e l’opera letteraria dello scrittore per poter creare la pagina Wikipedia di Alfredo Panzini e la voce relativa alla Casa Rossa. Gli incontri prevedono una visita guidata alla Casa Museo e la creazione di gruppi di lavoro per l’approfondimento delle fonti e risorse necessarie. Gli incontri si terranno presso la Biblioteca civica di Bellaria Igea Marina, dove l’archivio è conservato. Gli studenti avranno accesso al materiale sia in formato digitale che in cartaceo, e nella loro consultazione e analisi saranno guidati da un team di esperti ricercatori, docenti universitari, scrittori e giornalisti. Per completare il percorso ed ottenere una pagina sarà essenziale prevedere di coinvolgere un tutor dal team di Wikimedia Italia per l’organizzazione di una giornata di scrittura enciclopedica collaborativa e nella supervisione dei risultati ottenuti. Si intende inoltre, caricare su Wikimedia Commons i materiali in pubblico dominio e correttamente licenziati. Un altro gruppo di studenti invece sarà coinvolto in attività di mappatura partecipata finalizzata alla creazione di un percorso tematico che cronologicamente copre il periodo tra il 1915 e il 1947, e che si snoda lungo tutta la città, dalla Casa Rossa situata a Bellaria, alle colonie marine, situate agli antipodi della Casa Museo: Igea Marina. L’avvio del processo di creazione di questo itinerario è sempre l’archivio. Gli studenti saranno guidati dal Direttore della biblioteca e dal Professore Alessandro Scarsella, Università Ca Foscari di Venezia, nella conoscenza dei testi principali di riferimento. Si passa poi all’esplorazione del territorio, alla ricerca di monumenti e dei luoghi da mappare. Il percorso si conclude con la creazione di contenuti adatti a raccontare i luoghi selezionati, tramite attraverso i fondi archivistici. I contenuti saranno resi digitalmente accessibili in loco tramite qrcode per cui si prevede che l’ultima parte del laboratorio sia curato insieme ad un team di esperti, in grado di curare lo storytelling geolocalizzato ed integrare la mappa nel sito della Casa Rossa.
Perché la tua istituzione sta partecipando al bando? Partecipare a un bando Wikimedia per la diffusione della conoscenza libera rappresenta per noi un’opportunità di innovazione e apertura. La nostra convinzione è che gli archivi debbano essere strumenti vivi di apprendimento, non solo oggetti da conservare: aderire a questi progetti è una scelta strategica e coerente con la sua missione di rendere la conoscenza sempre più accessibile, condivisibile da un’utenza sempre più ampia e attenta. Significa ampliare l’accesso ai fondi archivistici, riducendo ridurre barriere fisiche e culturali e favorire l’inclusione di pubblici che difficilmente frequentano gli spazi tipici di archivi e biblioteche. La creazione di nuovi contenuti, la digitalizzazione e la condivisione su piattaforme aperte si sposa con il concetto di archivio non solo come un luogo di conservazione ma bene culturale dinamico e partecipato. Anche in questo senso, partecipare a un progetto Wikimedia significa rafforzare il ruolo dell’utenza e del pubblico potenziale, anche in un ottica di modernizzazione e di ampliamento dei pubblici. A proposito di questo, il progetto intende coinvolgere le nuove generazioni, che generalmente usufruiscono delle informazioni online per realizzare contenuti in grado di parlare un linguaggio digitale contemporaneo, per rendere la biblioteca più visibile, inclusiva e attrattiva nei confronti di studenti e nuove generazioni Infine, fondamentale l’impatto culturale e reputazionale che la partecipazione a un progetto comporterebbe, aumentando la visibilità internazionale del nostro istituto e favorendo reti con altre biblioteche, università e istituzioni culturali. Il dialogo con il vostro team di esperti, può fornire al nostro personale l’opportunità di formazione su temi innovativi legati a strumenti di digitalizzazione e all’open access per la promozione del patrimonio archivistico e culturale. Quali contenuti l'istituzione mette a disposizione del progetto con licenze libere: La Biblioteca conserva dal 2006 il patrimonio librario e documentario prodotto e raccolto da Alfredo Panzini (e in parte dai suoi familiari). Il materiale è collocato al primo piano in un locale appositamente dedicato e la responsabilità di conservazione e fruizione del fondo sono affidate al direttore della Biblioteca. L’archivio è stato integralmente inventariato e catalogato è consultabile al link: www.archivi.ibc.regione.emilia-romagna.it/ead- str/IT-ER-IBC-AS01388-0000001 Le risorse informative sono tutte dotate di link stabili, ma il patrimonio non è ancora stato digitalizzato. L'archivio conserva anche un'importante fondo di fotografie di famiglia, tutte digitalizzate ma non ancora fruibili in rete. Stato dei diritti d'uso del materiale: Il Comune di Bellaria Igea Marina è proprietario dell’Archivio Panzini e lo conserva e tutela in ottemperanza al regolamento e alla normativa nazionale. L’opera di Panzini, deceduto nel 1939 è di pubblico dominio. Il Comune di Bellaria Igea Marina si avvale da sempre della consulenza scientifica di esperti e ricercatori. Nel 2025, con l’obiettivo di tutelare e promuovere un utilizzo corretto e rispettoso dell’opera e della figura dello scrittore, ha istituito il Centro Studi Panziniani. Tra le sue missioni, la ripubblicazione delle principali opere (piano Opere Nazionali Alfredo Panzini). In che modo il progetto proseguirà? Dopo la creazione delle voci Wikipedia dedicate ad Alfredo Panzini e alla Casa Rossa, il progetto può evolvere attraverso la digitalizzazione sistematica di materiali archivistici (fotografie storiche, lettere, manoscritti, prime edizioni delle principali opere letterarie, immagini dell’archivio fotografico di famiglia). E’ possibile inoltre prevedere la creazione di categorie tematiche più approfondite, ad esempio legate alle varie edizioni delle principali opere letterarie. La seconda azione, vuole strutturarsi come progetto permanente prevedendo di inserire su OpenStreetMap i luoghi significati mappati, mentre nel corso degli anni successivi si può prevedere di implementarla con altri luoghi, Inoltre, è possibile collegare i QR code sul territorio a contenuti ospitati su pagine Wikimedia o su piattaforme open access.
Comune di Avella
Il progetto “MIA Open Avella” intende valorizzare e rendere accessibile in modalità open access il patrimonio culturale del Museo MIA – Museo Immersivo e Archeologico di Avella, attraverso attività di digitalizzazione, documentazione e diffusione libera dei contenuti su piattaforme Wikimedia (Wikipedia, Wikimedia Commons, Wikidata).L’iniziativa mira a migliorare la qualità e la quantità delle informazioni disponibili online sulla storia, l’archeologia e il patrimonio culturale di Avella e rendere liberamente accessibile il patrimonio culturale del Museo MIA – Museo Immersivo di Avella, favorendo la partecipazione della comunità locale e il coinvolgimento di studenti, operatori culturali e cittadini. Il progetto rafforza il ruolo del museo come luogo di produzione di conoscenza condivisa, in linea con i principi della cultura libera promossi da Wikimedia Italia. Perché la tua istituzione sta partecipando al bando? La nostra istituzione partecipa al bando promosso dalla Wikimedia Foundation per rafforzare il proprio impegno nella diffusione libera e accessibile del patrimonio culturale custodito. In particolare, la partecipazione nasce da: Volontà di apertura e trasparenza, mettendo a disposizione della comunità globale contenuti verificati, scientificamente corretti e riutilizzabili. Esigenza di ampliare la visibilità del Museo, valorizzandolo a livello nazionale e internazionale e il contesto storico-archeologico del territorio. Obiettivo educativo e sociale, favorendo l’accesso alla conoscenza da parte di studenti, ricercatori e cittadini, anche al di fuori dei confini locali. Innovazione nei processi di valorizzazione, integrando le pratiche digitali e le licenze aperte nelle attività ordinarie dell’istituzione. Costruzione di reti collaborative, promuovendo sinergie con la comunità Wikimedia e con altri enti culturali impegnati nell’open knowledge. La partecipazione al bando rappresenta quindi un passo strategico per rendere il patrimonio del Museo più accessibile, condiviso e sostenibile nel tempo, in linea con i principi della conoscenza aperta.
Quali contenuti l'istituzione mette a disposizione del progetto con licenze libere: In occasione della partecipazione al bando Wikimedia Foundation, il Museo MIA metterà a disposizione contenuti culturali, storici e iconografici relativi al patrimonio materiale e immateriale custodito ed esposto all’interno della struttura. In particolare saranno condivisi: Documentazione fotografica originale delle sale espositive, degli allestimenti permanenti con immagini in alta risoluzione corredate da descrizioni scientifiche. Contenuti storico-descrittivi relativi al contesto territoriale di Avella, con approfondimenti sul patrimonio archeologico locale e sulle collezioni museali. Materiale documentale e archivistico digitalizzato, ove disponibile, riguardante studi, ricerche e attività di valorizzazione promosse dal museo. Contenuti multimediali (video brevi, pannelli esplicativi, ricostruzioni grafiche) utili alla divulgazione e alla comprensione del percorso espositivo. Testi divulgativi in italiano e inglese finalizzati alla pubblicazione su piattaforme Wikimedia, con linguaggio accessibile ma scientificamente corretto. I contenuti messi a disposizione riguarderanno esclusivamente materiali di cui il Museo detiene i diritti o per i quali sia possibile la pubblicazione con licenza libera, nel rispetto della normativa vigente in materia di tutela dei beni culturali e proprietà intellettuale. L’obiettivo è favorire la conoscenza aperta del patrimonio del Museo MIA, incrementarne la visibilità internazionale e contribuire alla diffusione di contenuti affidabili e verificati sulle piattaforme Wikimedia. Stato dei diritti d'uso del materiale: Lo stato dei diritti d’uso del materiale che si intende condividere è il seguente: Fotografie recenti degli ambienti museali e degli allestimenti: diritti detenuti dall’istituzione (realizzate da personale interno o da collaboratori con cessione dei diritti); pubblicabili con licenza libera, previa verifica formale. Testi descrittivi, pannelli esplicativi e schede redatte dal Museo: diritti detenuti dall’istituzione; pubblicabili con licenza aperta. Materiale archivistico storico (documenti, fotografie d’epoca, pubblicazioni): in parte presumibilmente in pubblico dominio per decorrenza dei termini di legge; per altri materiali lo stato dei diritti è da verificare caso per caso. Contenuti multimediali recenti (video, grafiche, ricostruzioni): diritti in capo all’istituzione, della sezione immersiva del museo. In che modo il progetto proseguirà? Il progetto proseguirà secondo una strategia di continuità e consolidamento articolata in più fasi: Aggiornamento costante dei contenuti: caricamento progressivo di nuove immagini, schede e materiali digitalizzati relativi alle collezioni permanenti e alle eventuali mostre temporanee. Integrazione con le attività ordinarie del Museo: la produzione di contenuti digitali entrerà stabilmente nei processi di catalogazione, comunicazione e valorizzazione. Formazione interna: coinvolgimento del personale e dei collaboratori in attività formative sulle licenze libere e sulle modalità di pubblicazione sulle piattaforme Wikimedia, per garantire autonomia operativa nel tempo. Collaborazioni territoriali: attivazione di sinergie con scuole, associazioni culturali e studiosi per ampliare e migliorare i contenuti disponibili. Monitoraggio e valutazione: analisi periodica dell’utilizzo dei materiali pubblicati (visualizzazioni, riuso, citazioni) per orientare le future attività di digitalizzazione e condivisione. Sostenibilità a lungo termine: inserimento del progetto nella programmazione culturale annuale del Museo, assicurando risorse organizzative e tecniche per mantenerne la continuità. L’obiettivo è trasformare l’iniziativa in una pratica strutturale di apertura e diffusione della conoscenza, rafforzando nel tempo la presenza digitale del Museo e la fruizione pubblica del suo patrimonio.
Fondazione Maratona Alzheimer ETS
Fondazione Maratona Alzheimer ETS, attraverso questo progetto, integra la dimensione documentaria con quella del benessere. L’iniziativa intende: 1) incrementare la documentazione fotografica del patrimonio culturale locale e contribuire in modo strutturato al progetto Wikimedia Commons, riconoscendo le persone con demenza come soggetti protagonisti attivi e partecipi, capaci di generare contenuti di valore pubblico secondo un approccio di salutogenesi; 2) valorizzare in Wikidata, con una struttura semantica, e su Wikipedia, con stile enciclopedico, una porzione del patrimonio bibliografico del suo Centro di documentazione, secondo le prospettive del welfare culturale e della prescrizione sociale. Si individuano quindi tre azioni principali integrate: • la strutturazione semantica in Wikidata di 150 opere narrative per favorire la rappresentazione culturale delle demenze; • la descrizione in stile enciclopedico di 10 opere narrative su Wikipedia selezionate tra quelle indicizzate su Wikidata; • l’organizzazione di due wikigite nell’ambito di Wiki Loves Monuments, coinvolgendo persone con demenza, caregiver e operatori nella documentazione fotografica partecipata del patrimonio culturale del territorio. La finalità generale del progetto è contribuire alla produzione di conoscenza aperta, strutturata e riusabile, rafforzando il ruolo delle istituzioni culturali nella promozione dell’open knowledge e del welfare culturale e nella costruzione di comunità inclusive. La Fondazione realizzerà il progetto in collaborazione con professionisti esterni, amministrazioni locali, enti culturali e associazioni attive sul territorio. DESTINATARI Il progetto coinvolge: • lo staff della Fondazione e il Gruppo di Lavoro del suo Centro di documentazione; • persone con demenza, caregiver e professionisti sociosanitari della rete Café Alzheimer diffusi; • operatori culturali e istituzioni del territorio coinvolti nelle wikigite. I contenuti prodotti (dataset strutturato e immagini caricate su piattaforme Wikimedia) saranno liberamente accessibili e riusabili da una platea ampia di utenti, favorendo la circolazione di risorse utili a ricercatori, operatori culturali, amministratori e comunità locali. ATTIVITÀ Le attività si articolano in fasi integrate: 1. Formazione dello staff Formazione finalizzata allo sviluppo di competenze interne anche in relazione alle licenze d’uso per revisione e chiarificazione delle policy sulle licenze d’uso della Fondazione. 2. Indicizzazione in Wikidata di 150 opere Le opere saranno considerate come “Work” secondo le linee guida del WikiProject Books (https://www.wikidata.org/wiki/Wikidata:WikiProject_Books), e il lavoro sarà svolto in continuità metodologica con il Wikiproject Wikidata Curarsi con i dati, volto a promuovere l’uso consapevole dei dati come strumento di empowerment e mediazione culturale. Per ciascuna opera saranno inserite dichiarazioni strutturate secondo il modello concettuale FRBR, creando un corpus coerente e interrogabile, capace di restituire non solo un elenco bibliografico, ma anche una mappatura culturale della narrazione sulle demenze. Particolare attenzione sarà posta al collegamento tra Wikidata e gli altri progetti wiki (es. Wikipedia, Wikiquote) 3. Organizzazione di una giornata di editathon su Wikipedia Accanto al lavoro di indicizzazione in Wikidata, sarà organizzata una giornata di editathon su Wikipedia dedicata alla redazione o al miglioramento di 10 voci relative a opere narrative presenti nel catalogo del Centro di documentazione della Fondazione e già oggetto di indicizzazione in Wikidata. L’editathon seguirà il modello redazionale previsto per i libri di narrativa (https://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Modello_di_voce/Libro_di_narrativa), nel rispetto dei principi di verificabilità, neutralità e uso di fonti attendibili. L’attività coinvolgerà sicuramente lo staff della Fondazione,e sarà aperta anche a professionisti culturali, volontari e membri di comunità interessate. La giornata sarà strutturata in: • introduzione ai principi fondativi di Wikipedia e alle regole editoriali; • presentazione del modello di voce per opere narrative; • lavoro in piccoli gruppi con tutoraggio; • revisione collettiva finale e verifica delle fonti; • collegamento tra voce Wikipedia e relativo elemento Wikidata. L’editathon rappresenta un momento di mediazione culturale tra patrimonio bibliografico e conoscenza pubblica, rafforzando la coerenza tra descrizione semantica (Wikidata) e narrazione enciclopedica (Wikipedia). Non si esclude la possibilità di inserire anche citazioni in Wikiquote. 4. Organizzazione Wikigite durante Wiki Loves Monuments Realizzazione di due wikigite nel territorio romagnolo (Sarsina e Cesenatico). La produzione documentale sarà affidata direttamente a persone con demenza, caregiver e operatori, trasformando l’atto fotografico in un’esperienza partecipativa e (ri)generativa. Si utilizzeranno macchine fotografiche compatte o mirrorless (senza rinunciare alla qualità fotografica garantendo massima risoluzione e minima compressione possibili), ergonomiche e semplici, per facilitare motricità, concentrazione e senso di autoefficacia. I benefici dell’esperienza includono: • stimolazione cognitiva e attentiva; • partecipazione sociale e interpersonale; • rafforzamento dell’identità e del senso di competenza; • relazione più significativa con il patrimonio culturale. La scelta dei luoghi risponde sia a criteri documentali sia al benessere biopsicosociale dei partecipanti: • Sarsina: centro storico con comunità strutturata rispetto alle demenze, con circa 20 monumenti già caricati sulla WLM app ma con documentazione fotografica quasi assente e disomogenea; • Cesenatico: inserita nel programma delle vacanze inclusive (prima settimana di settembre) del progetto europeo ADRINCLUSIVE il cui scopo è quello di creare un modello replicabile di turismo inclusivo per persone con demenza integrando accessibilità, digitale, partecipazione attiva. Modalità operative delle wikigite: • introduzione alle licenze aperte e ai principi della conoscenza libera; • indicazioni tecnico-operative per acquisizione e caricamento delle immagini; • uscita fotografica partecipata; • caricamento delle fotografie entro il 30 settembre 2026 su WLM; • creazione di categorie dedicate per tracciabilità e rendicontazione. Si prevede il coinvolgimento di circa 50 partecipanti, con almeno 4-5 fermate per ciascuna visita. L’itinerario terrà di conto della distribuzione fotografica sul territorio dei monumenti già inseriti nel concorso WLM e dell’accessibilità per i partecipanti. 4. Mostra fotografica Selezione di circa 30 immagini per una mostra itinerante presso la Fondazione o in occasione di eventi pubblici (Forum Caffè, Alzheimer Summit), con pannelli corredati da didascalie e testi che valorizzino l’esperienza partecipativa e il patrimonio documentato. 5. Incontri e lavoro in rete Realizzazione di almeno 4 incontri preparatori per favorire lo svolgimento operativo delle attività: un incontro per il coordinamento generale con partner culturali e associazioni, tre per gli aspetti operativi delle wikigite e dell’editathon. RISULTATI ATTESI • 150 opere rappresentate in Wikidata secondo standard condivisi; • Redazione o miglioramento di 10 voci di opere narrative su Wikipedia secondo il modello redazionale dedicato, collegate ai rispettivi elementi Wikidata; • Creazione di un articolo sulla pagina web della Fondazione con licenza esplicita CC BY-SA per la promozione dell’intero progetto Wikimedia MAB 2026-2028; • Dataset interrogabile pubblicamente tramite query SPARQL, collegato al progetto Curarsi con i dati e al sito web della Fondazione; • Realizzazione di 2 wikigite con circa 50 partecipanti e almeno 5 monumenti per visita; • Caricamento delle foto entro il 30/9/2026 con categorie associate; • Realizzazione di una mostra fotografica itinerante; • Staff formato e progressivamente autonomo nell’uso degli strumenti Wikimedia e delle licenze CC. Perché la tua istituzione sta partecipando al bando? La Fondazione Maratona Alzheimer partecipa al bando perché la conoscenza aperta è essenziale per realizzare la propria missione culturale, sociale e scientifica. La Fondazione con il suo Centro di documentazione, nato come presidio glocale nel 2025, considera l’accesso libero, verificabile e condiviso al sapere uno strumento indispensabile per rendere le comunità culturalmente preparate alle sfide delle demenze. Il progetto proposto a finanziamento si basa su un’idea estesa di salute e cura, che richiede circolazione trasparente delle informazioni, mediazione tra saperi specialistici e bisogni dei cittadini, e possibilità di partecipazione consapevole. I principi Wikimedia – apertura, collaborazione, creazione e riuso responsabile delle fonti – coincidono con l’approccio di knowledge brokering della Fondazione. Partecipare al bando significa rafforzare un modello di welfare culturale basato su trasparenza, inclusione e costruzione collettiva del sapere, sostenendo un cambiamento di paradigma nel modo di pensare le demenze, i diritti delle persone coinvolte e la fragilità umana. Inoltre, la Fondazione concepisce la cura come processo relazionale tra persone e tra persone e territorio, da cui deriva il suo impegno nella promozione di attività culturali e turistiche inclusive. pagina 103 / 139 Quali contenuti l'istituzione mette a disposizione del progetto con licenze libere: Il progetto prevede l’indicizzazione in Wikidata di 150 opere narrative del catalogo del Centro di documentazione, considerate come “Work” secondo le linee guida del WikiProject Books e il modello concettuale FRBR. Per ciascuna opera saranno inserite dichiarazioni strutturate relative ad autori, generi, temi, date di creazione, relazioni tra opere scritte e non, nonché collegamenti con l’identificativo dell’opera in SBN, soggetti, concetti pertinenti, focus list e relativi progetti wiki. La sezione narrativa e la letteratura per bambini e ragazzi, in logica di prescrizione sociale, costituiscono il nucleo della selezione e attualmente solo il 2% dei volumi posseduti dal Centro ha elementi Wikidata (verifica a campione). In coerenza con il lavoro sui dati strutturati, una selezione di 10 opere narrative sarà oggetto di approfondimento enciclopedico tramite una giornata di editathon su Wikipedia. Le voci saranno corredate da fonti verificabili, collegate agli elementi Wikidata creati o implementati nel progetto. Non si esclude la possibilità di inserire anche citazioni in Wikiquote e collegare anche questo progetto. La Fondazione organizzerà inoltre due wikigite inclusive con circa 50 partecipanti (persone con demenza, caregiver e operatori). Ogni visita comprenderà almeno cinque monumenti, con produzione di immagini digitali (almeno 400) caricate su Wikimedia Commons con licenze libere, corredate da metadati, didascalie e categorie. Le mete prescelte sono il comune di Sarsina e Cesenatico per equilibrare produzione fotografica e impatto culturale e sociale sulle persone. Una selezione delle immagini più significative (circa 30) sarà utilizzata per una mostra itinerante (proposta in concomitanza con almeno due eventi tra il 2026 e il 2027 organizzati dalla Fondazione), creando un ponte tra produzione documentale e impatto dell’iniziativa nel medio periodo. Stato dei diritti d'uso del materiale: Le fotografie saranno prodotte dai partecipanti e rilasciate con licenza libera, previa informativa e consenso, e avranno come soggetto monumenti già presenti nella WLM app al fine di riequilibrare la documentazione fotografica del territorio. Per la descrizione delle opere selezionate per Wikidata verranno utilizzate delle edizioni solo per descrizione e referenziazione, senza riproduzione integrale dei testi, in quanto la Fondazione non detiene i diritti di riproduzione dei libri recenti. In relazione alla giornata di editathon su Wikipedia, le voci dedicate alle 10 opere narrative saranno redatte nel rispetto della normativa sul diritto d’autore, senza riproduzione di testi. I contenuti inseriti consisteranno in descrizioni originali, sintesi e informazioni bibliografiche corredate da fonti verificabili. I contributi prodotti durante l’editathon saranno pubblicati secondo la licenza libera adottata da Wikipedia (CC BY-SA), garantendo la piena riusabilità dei contenuti nel rispetto delle condizioni previste da Wikimedia. In che modo il progetto proseguirà? Il progetto è concepito come processo ciclico e sostenibile. L’esperienza delle wikigite potrà diventare appuntamento annuale nei Caffè Alzheimer diffusi, in concomitanza con Wiki Loves Monuments o in momenti separati, costituendo un modello facilmente replicabile. Ogni anno sarà possibile aggiornare gli elementi Wikidata con nuove acquisizioni bibliotecarie, garantendo continuità nella produzione di contenuti open e consolidando l’impatto in termini di welfare culturale e prescrizione sociale. Potranno essere riproposte le giornate di editathon su Wikipedia per promuovere la lettura e la consapevolezza sul tema in ottica di risemantizzazione della malattia e delle fragilità umana. In questa prospettiva, il progetto non si limita al periodo di finanziamento, ma diventa una pratica stabile di partecipazione culturale e cittadinanza attiva.
Archivio Storico Ricordi - G. Ricordi & C. S.r.l.
Il progetto si concentra sulla valorizzazione del patrimonio iconografico dell’editore musicale Ricordi e delle sue Officine Grafiche, attraverso la digitalizzazione e la metadatazione delle copertine illustrate degli spartiti prodotti tra Otto e Novecento. Questo corpus documentario rappresenta una testimonianza importante non solo per la storia dell’editoria musicale, ma anche per la storia della grafica e del design industriale: tra gli artisti coinvolti, infatti, si trovano grandi firme delle arti grafiche italiane come Leopoldo Metlicovitz, Marcello Dudovich e Adolf Hohenstein. L’Archivio Storico Ricordi rilascerà su Wikimedia Commons circa 2000 immagini, accompagnate da un apparato di metadati curato da musicologi e archivisti conservatori, inclusi i collegamenti agli authority file SBN e Wikidata. L’obiettivo è duplice: da un lato, offrire accesso libero a risorse visive finora poco esplorate rispetto alle partiture musicali, tracciando l’evoluzione delle pratiche editoriali in connessione con le arti visive; dall’altro, evidenziare il ruolo dell’editore Ricordi come pioniere dell’identità visiva e della comunicazione pubblicitaria applicata all’industria culturale. I dati strutturati permetteranno di collegare le opere ai relativi illustratori, compositori e correnti stilistiche, favorendo nuove ricerche transdisciplinari tra musicologia e storia delle arti applicate. La prima fase del progetto prevede la creazione dei metadati descrittivi delle copertine e delle relative pubblicazione e la loro digitalizzazione in loco; successivamente avverrà il caricamento in batch di immagini e dati secondo le modalità suggerite dal tutor esperto Wikimediano. Si prevedono inoltre eventi specifici (edit-a-thon per il completamente di voci Wikipedia, approfondimenti sul progetto all’interno di incontri a scopo didattico) e la comunicazione del progetto tramite canali digitali e campagne social media. Perché la tua istituzione sta partecipando al bando? L’Archivio Storico Ricordi partecipa al bando per consolidare e ampliare la sua missione di accesso aperto alla sua collezione digitale, proseguendo il percorso avviato nel 2020 con i progetti GLAM/Wikimedia (dal caricamento della collezione iconografica su Wikisource alle trascrizioni collettive delle riviste Ricordi, in parallelo ad alcune edit-a-thon su specifici progetti relativi all’opera italiana) e la condivisione del database di persone e opere in ambiente Wikidata. Il nuovo progetto prosegue il focus sulla dimensione visiva e materiale della produzione editoriale, con l’aggiunta dell’interesse dato dal rapporto tra immagine e contenuto musicale. L’Archivio è una delle più importanti ed eterogenee raccolte di documenti relativi alla storia dell’opera italiana e dell’editoria musicale: il suo prestigio risiede nella varietà dei materiali conservati e nell’accessibilità digitale delle sue collezioni, offrendo una visione completa della cultura, dell’industria e della società italiana, in linea con lo spirito di diffusione libera della conoscenza portato avanti da Wikimedia. Quali contenuti l'istituzione mette a disposizione del progetto con licenze libere: L’Archivio Storico Ricordi mette a disposizione una selezione di circa 2.000 immagini digitali (scansioni a colori, formato JPG, risoluzione 200 dpi) relative alle copertine illustrate di spartiti musicali d’epoca. Ogni immagine sarà accompagnata da un set completo di metadati descrittivi strutturati, che includono i dati bibliografici dell’edizione musicale e degli aspetti grafici dell’illustrazione, insieme agli identificativi Wikidata per le entità coinvolte (persone e opere). Tutto le immagini e i dati saranno rilasciati con licenza libera compatibile con i progetti Wikimedia (CC BY-SA 4.0), permettendo il caricamento su Commons e il loro riutilizzo su tutte le piattaforme collegate.
Stato dei diritti d'uso del materiale: Le immagini oggetto del progetto riproducono materiale a stampa (copertine illustrate di spartiti musicali) conservato presso l’Archivio Storico Ricordi. Per quanto riguarda il diritto d’autore sulle opere grafiche, la selezione comprende materiali identificati come nel pubblico dominio o di cui l’Archivio è comunque detentore dei diritti di sfruttamento editoriale delle immagini. L’Archivio, in qualità di proprietario dei beni fisici originali, autorizza la pubblicazione delle riproduzioni digitali con licenza CC-BY-SA 4.0. In che modo il progetto proseguirà? L’attività dell’archivio è divulgazione digitale e quindi prevede già un referente preposto all’aggiornamento dei progetti digitali e all’attività di catalogazione. Il referente interno del progetto si occuperà dell’aggiornamento costante dei dati e di eventuali interventi o richieste sui materiali caricati sulla piattaforma. L’acquisto della nuova attrezzatura permetterà all’Archivio di proseguire nelle campagne di digitalizzazione e di ampliare i materiali condivisi online; di conseguenza, sarà possibile completare la catalogazione della collezione di musica a stampa presente in archivio e di metterla a disposizione in rete.
Associazione Giovanni Secco Suardo
Il progetto *Marginalia digitale - Ulisse Forni & Giovanni Secco Suardo* propone la digitalizzazione integrale e la pubblicazione open access di un esemplare unico e inedito del Manuale del pittore restauratore di Ulisse Forni, pubblicato nel 1866 dai Successori Le Monnier con note (marginalia) di Giovanni Secco Suardo. -- Contesto Nel XIX secolo il restauro delle opere d’arte stava attraversando un momento evolutivo che avrebbe posto le basi della moderna professione, anticipando i principi definiti da Camillo Boito e Cesare Brandi: dalla pratica artigianale all’approccio critico- metodologico e scientifico. Nella seconda metà dell’Ottocento, in Italia si confrontavano due orientamenti: - restauro pratico e tecnico (più affine ai restauratori che operavano sul campo) - restauro scientifico e filologico (più vicino agli studiosi e teorici) Giovanni Secco Suardo e Ulisse Forni - entrambi nello stesso anno e con il medesimo editore - realizzarono ciascuno il proprio manuale, che attraverso indicazioni, suggerimenti, dettagli tecnici, incarnava la visione della disciplina, secondo i due autori - 1866, "Manuale del pittore restauratore per Ulisse Forni" - 1866, "Manuale ragionato per la parte meccanica dell'arte del ristauratore dei dipinti" di Giovanni Secco Suardo L’edizione quasi contemporanea e le divergenze teorico-pratiche furono l’inizio di uno scontro particolarmente acceso che ha segnato la nascita del dibattito moderno sul restauro in Italia e che ha esportato approcci metodologici ed evoluzioni tecnologiche, in tutto il mondo, per oltre un secolo. -- Descrizione L’esemplare oggetto del progetto presenta caratteristiche di eccezionale valore storico e documentario: il volume, la prima edizione di Ulisse Forni, fu scomposto, smontando fisicamente il corpo del libro, riorganizzato e successivamente fatto rilegare da Giovanni Secco Suardo, figura centrale nella storia del restauro italiano dell’Ottocento. Durante questo intervento, Secco Suardo inserì pagine bianche, sulle quali redasse note, commenti critici e osservazioni manoscritte direttamente riferite al testo originale di Forni. Il volume costituisce pertanto un’opera composita, che unisce un testo a stampa in pubblico dominio e un apparato manoscritto originale, coevo, di Secco Suardo. L’eccezionalità di questo libro è inoltre rappresentata dall’essere un esemplare in copia fisica unica, mai studiato, pubblicato né digitalizzato e la sua presenza è ad oggi pressoché sconosciuta a studenti, studiosi, esperti ed appassionati di restauro e storia del restauro. Il Manuale del pittore restauratore è una fonte primaria fondamentale per la storia del restauro pittorico in Italia. Le annotazioni manoscritte di Secco Suardo rappresentano il dialogo tra due protagonisti della teoria del restauro ottocentesco, la critica contemporanea del manuale e allo stesso tempo un progetto editoriale mai realizzato. Il progetto intende così arricchire la comunità di un tassello inedito e prezioso nell’ottica di completare la lettura storico-critica delle basi della disciplina del restauro e stimolare ulteriori studi, ricerche ed approfondimenti, attraverso la possibilità di consultare ed analizzare il testo da remoto. Attività previste - Digitalizzazione Verrà realizzata la digitalizzazione completa ad alta risoluzione del volume, incluse tutte le pagine manoscritte, per un totale di circa 470 scatti fotografici a doppia pagina. La digitalizzazione verrà eseguita con strumentazione fotografica in parte già in possesso dell’ente e composta da fotocamera mirrorless Canon EOS R5 e obiettivi professionali per garantire la qualità ottica delle immagini acquisite e attrezzatura Kaiser per la riproduzione fotografica su base a colonna motorizzata. Per assicurare la qualità delle riproduzioni e, allo stesso tempo, ridurre al minino la movimentazione del volume ed il rischio di danni meccanici, sarà necessario integrare la strumentazione in uso con un laptop ed un supporto libri antiriflesso compatibile. Una memoria SSD verrà utilizzata per archiviare una copia di conservazione delle digitalizzazioni (formato raw e tiff), garantendo protezione dei dati nel tempo. - Divulgazione narrativa Nell’ambito delle attività di disseminazione è prevista l’iniziativa Marginalia digitale, una rubrica di divulgazione dedicata alla valorizzazione delle annotazioni manoscritte di Giovanni Secco Suardo presenti nel volume digitalizzato. L’attività prevede la selezione periodica di alcune note manoscritte particolarmente significative, presentate in forma di brevi contenuti testuali e visivi che mettano in dialogo il testo a stampa di Ulisse Forni e le osservazioni critiche di Secco Suardo. I contenuti saranno pubblicati attraverso i canali informativi già attivi di Associazione Giovanni Secco Suardo (sito internet e pagine social), con l’obiettivo di stimolare l’interesse verso il materiale digitalizzato, favorire la partecipazione della comunità e promuovere il riuso dei contenuti rilasciati con licenza libera, in piena coerenza con i principi Wikimedia. Il volume digitalizzato potrà essere visualizzato in un’apposita sezione, sul sito dell’associazione grazie all’utilizzo di un apposito plugin basato su licenza GPL-GNU General Public License. Perché la tua istituzione sta partecipando al bando? In qualità di ente promotore, coordinatore e gestore dell’Archivio Storico Nazionale dei Restauratori Italiani, uno dei nostri obiettivi è adoperarci affinché la conoscenza della storia e delle tecniche di restauro, nonché delle vicende dei protagonisti della conservazione del nostro patrimonio culturale, sia accessibile e condivisa, diventando occasione di studio, ricerca e valorizzazione, favorendo il confronto tra studiosi e operatori del settore e contribuendo a mantenere vivo l’interesse per la disciplina.
Quali contenuti l'istituzione mette a disposizione del progetto con licenze libere: Il progetto prevede la digitalizzazione integrale del volume, per un totale stimato di circa 470 scatti fotografici, comprendenti sia le pagine a stampa sia le carte con note manoscritte e gli elementi paratestuali (frontespizio, indici, coperta, ecc.). Le immagini digitali prodotte saranno rese disponibili in una risoluzione medio-alta e comunque compatibile per garantire un’adeguata visualizzazione online e corredate dai relativi metadati descrittivi, con l’obiettivo di consentirne la libera consultazione e il riutilizzo (CC BY-SA) attraverso le piattaforme Wikimedia (in particolare Wikimedia Commons e Wikisource), favorendo la diffusione e la valorizzazione della documentazione storica relativa alla pratica del restauro. Stato dei diritti d'uso del materiale: Tutti i contenuti oggetto del progetto sono compatibili con le licenze libere Wikimedia: Il testo a stampa di Ulisse Forni (1866) è in pubblico dominio ai sensi della legislazione italiana ed europea. Giovanni Secco Suardo è morto nel 1873; le sue annotazioni manoscritte sono pertanto anch’esse in pubblico dominio e ad ogni modo gli eredi di Giovanni Secco Suardo sono stati promotori di questa proposta progettuale. L’edizione digitale proposta consisterà in una riproduzione fedele (scansione) del volume originale, senza interventi creativi che generino nuovi diritti. I materiali digitalizzati saranno rilasciati con Public Domain Mark (PDM) e caricati su Wikimedia Commons, con eventuale trascrizione collaborativa su Wikisource. A scopo cautelativo abbiamo preso contatto con l’Ufficio Diritti e Contratti di Mondadori Education S.p.A. (Le Monnier è entrata a far parte del gruppo Mondadori nel 1999) che ci ha risposto confermando che “l’opera - Manuale del pittore restauratore, di Ulisse Forni - Editore originale: Successori Le Monnier, 1866 è in pubblico dominio. Pertanto, il testo è libero da vincoli editoriali e non deteniamo alcun diritto sull'opera in questione”. In che modo il progetto proseguirà? La digitalizzazione è sicuramente un elemento fondamentale per l’accesso alle risorse culturali che permetterà a studiosi ed appassionati di tutto il territorio nazionale - e non solo - di aver accesso al volume. L’Associazione intende proseguire il progetto stimolando ricerche e tesi sul testo e sulle note manoscritte di Giovanni Secco Suardo, coinvolgendo i docenti di storia del restauro presenti negli atenei italiani.
Fondazione Museo di storia della medicina e della salute in Padova
“ARCHIVIO VIVENTE” è il progetto di digitalizzazione, catalogazione e valorizzazione sistematica della Collezione Storico- Medica della Fondazione MUSME, costituita da reperti donati al MUSME-Museo di Storia della Medicina in Padova da privati, enti sanitari e istituzioni accademiche. Si tratta di un patrimonio eterogeneo e di grande rilevanza, oggi custodito in deposito e non ancora oggetto di inventariazione integrale. La collezione comprende strumentazione chirurgica XIX e XX secolo, apparecchi radiologici ed elettromedicali, documentazione manoscritta e materiali iconografici, oltre a nuclei di particolare valore storico come il Fondo dedicato a Lodovico Brunetti, figura centrale dell’anatomia patologica padovana. L’insieme documenta l’evoluzione della pratica clinica, delle tecnologie diagnostiche e del sapere medico tra età moderna e contemporanea, restituendo una stratificazione significativa della storia della medicina territoriale e universitaria. Il progetto intende trasformare questo deposito in una infrastruttura culturale digitale accessibile, attraverso riordino scientifico, catalogazione secondo standard nazionali, digitalizzazione ad alta risoluzione e creazione di un database consultabile online. L’obiettivo non è solo conservativo, ma narrativo e didattico: rendere il patrimonio fruibile alla comunità scientifica, integrarlo nei percorsi museali e nei progetti educativi, e avviare una progressiva apertura in chiave open access. La digitalizzazione delle collezioni rappresenta il primo step di un piano pluriennale di valorizzazione che prevede l’integrazione dei contenuti nel percorso museale, l’attivazione di progetti open access e lo sviluppo di mostre tematiche derivanti dai nuclei inventariati. Perché la tua istituzione sta partecipando al bando? La Fondazione MUSME partecipa al bando nella consapevolezza che il patrimonio culturale e scientifico acquisisce pieno valore pubblico solo quando è accessibile, condiviso e organizzato secondo standard che ne garantiscano la fruibilità nel tempo. Il patrimonio storico-medico ricevuto in donazione nel corso degli anni, pur essendo di grande rilevanza documentaria e scientifica, è attualmente solo parzialmente inventariato e non ancora oggetto di una digitalizzazione sistematica. Questa condizione ne limita la consultabilità, la valorizzazione e l’integrazione in reti di ricerca più ampie. Il bando rappresenta quindi un’opportunità strategica per avviare un processo organico per trasformare un deposito in una risorsa attiva per studiosi, ricercatori e studenti, favorendo nuove opportunità di ricerca, collaborazioni universitarie e progettazione espositiva fondata su nuclei documentati e scientificamente organizzati. pagina 110 / 139 Quali contenuti l'istituzione mette a disposizione del progetto con licenze libere: La Fondazione MUSME metterà a disposizione del progetto, con rilascio in licenza libera compatibile con i progetti Wikimedia (CC BY-SA 4.0): - immagini digitali ad alta risoluzione di strumentazione chirurgica tra XIX e XX secolo - immagini digitali ad alta risoluzione di strumenti specialistici dei seguenti ambiti: oculistica, ginecologia, otorinolaringoiatria - immagini digitali ad alta risoluzione del nucleo relativo al Fondo Lodovico Brunetti: strumenti medici originali (tra cui un rachiotomo e una cassetta professionale completa); tavole anatomiche derivate da osservazioni microscopiche; fotografie storiche; diplomi conferiti da case reali europee; medaglie commemorative. Oltre alle immagini, saranno resi disponibili metadati strutturati per ciascun oggetto (autore, datazione, provenienza, ambito disciplinare, descrizione storico-scientifica e stato di conservazione), nonché schede descrittive sintetiche in italiano e inglese, collegamenti a voci Wikipedia esistenti o nuove voci create nell’ambito del progetto. Stato dei diritti d'uso del materiale: Il materiale oggetto del progetto appartiene alla Fondazione MUSME, che ne detiene la piena titolarità a seguito di donazioni formalmente perfezionate da parte di privati, famiglie di medici, enti sanitari e istituzioni accademiche. La maggior parte dei beni (strumenti, tavole anatomiche, documentazione storica) risale al XIX e alla prima metà del XX secolo. Per quanto riguarda i diritti d’autore, le opere riconducibili a Lodovico Brunetti e ad autori coevi risultano in pubblico dominio, essendo trascorsi oltre 70 anni dalla morte degli autori. Le riproduzioni digitali realizzate nell’ambito del progetto saranno prodotte direttamente dalla Fondazione, che ne autorizza il rilascio con licenza libera compatibile con i progetti Wikimedia. Allo stato attuale non risultano vincoli giuridici che impediscano la condivisione open access dei materiali oggetto della proposta. In che modo il progetto proseguirà? Il progetto rappresenta per il MUSME un intervento pilota volto ad avviare un programma organico e strutturato di digitalizzazione delle collezioni. Non si configura come un’azione isolata, ma come il primo passo di una strategia di lungo periodo orientata alla valorizzazione sistematica del patrimonio storico-medico custodito dalla Fondazione. In occasione del decennale del museo, l’istituzione ha avviato una riflessione sul proprio ruolo non solo come spazio espositivo, ma come centro di produzione, organizzazione e disseminazione della conoscenza storico-scientifica. In questa prospettiva, l’obiettivo è rendere progressivamente accessibile, catalogato e digitalmente fruibile il patrimonio.
Fondazione Brescia Musei
Provincia nella quale è situata l'istituzione culturale: BS Regione nella quale è situata l'istituzione culturale: Lombardia La tua candidatura Breve descrizione del progetto: Il progetto prevede la realizzazione di una campagna fotografica professionale dedicata ai musei e ai principali monumenti, spazi e luoghi iconici del Castello di Brescia, complesso monumentale di cui Fondazione Brescia Musei cura la valorizzazione e la gestione. L’intervento nasce dalla constatazione di una forte carenza di immagini aggiornate e liberamente riutilizzabili online, in particolare nei progetti Wikimedia, nonostante l’elevato valore storico, architettonico e paesaggistico dei luoghi coinvolti. Le fotografie prodotte saranno rilasciate con licenze libere compatibili con i progetti Wikimedia e caricate su Wikimedia Commons, corredate da descrizioni accurate e da metadati strutturati. Il progetto intende inoltre rafforzare l’accessibilità culturale dei musei e del Castello: molti spazi, infatti, non sono sempre fisicamente accessibili a persone con disabilità motorie e la disponibilità di immagini open access di alta qualità consentirà a un pubblico più ampio di conoscere, studiare e valorizzare il sito anche da remoto. Il progetto contribuisce così a un duplice obiettivo di accessibilità: digitale, attraverso la condivisione libera dei contenuti, e culturale, favorendo una fruizione più inclusiva del patrimonio, con particolare riferimento al complesso monumentale del Castello di Brescia. Perché la tua istituzione sta partecipando al bando? Fondazione Brescia Musei partecipa al bando perché ne condivide i valori di apertura, condivisione e diffusione della conoscenza. Da anni la Fondazione è impegnata nella valorizzazione digitale del proprio patrimonio e riconosce nei progetti Wikimedia uno strumento strategico per ampliare la portata educativa e divulgativa dei contenuti prodotti. Il Castello di Brescia è uno dei luoghi simbolo della città e un complesso monumentale di rilevanza nazionale, ma risulta ancora sottorappresentato online da materiali aggiornati, di qualità e con licenze libere. Il bando offre l’opportunità di colmare questa lacuna in modo strutturato e sostenibile, inserendo la produzione di contenuti aperti all’interno di una strategia di lungo periodo. La partecipazione consentirà inoltre di rafforzare le competenze interne nella gestione dei contenuti liberi, nelle licenze e nelle pratiche di condivisione, rendendo la Fondazione più autonoma e attiva nell’ecosistema della conoscenza libera. pagina 112 / 139 Quali contenuti l'istituzione mette a disposizione del progetto con licenze libere: L’istituzione mette a disposizione una selezione di immagini fotografiche originali, realizzate nell’ambito del progetto, dedicate al Castello di Brescia, ai suoi principali spazi e monumenti e alle sedi museali gestite da Fondazione Brescia Musei. In particolare, il progetto prevede la produzione e la condivisione di circa 50 fotografie digitali ad alta risoluzione, comprendenti: • spazi museali, percorsi e aree significative del Castello; • vedute esterne delle sedi dei musei civici gestiti da Fondazione Brescia Musei; • dettagli architettonici e contestuali utili alla documentazione e alla divulgazione. Le immagini saranno rilasciate con licenza libera CC BY-SA, compatibile con Wikimedia Commons; la Fondazione ne garantirà la pubblicazione e il riutilizzo avendo regolato contrattualmente la campagna fotografica e i relativi diritti. I contenuti saranno caricati su Wikimedia Commons con descrizioni accurate, metadatazione completa e collegamenti ai relativi elementi su Wikidata, così da facilitarne il riutilizzo su Wikipedia e sugli altri progetti Wikimedia, anche in più lingue. Il materiale prodotto risponde a una carenza attualmente riscontrabile nei progetti Wikimedia, dove il Castello di Brescia risulta ancora poco rappresentato o documentato con immagini datate o di qualità non adeguata. Stato dei diritti d'uso del materiale: Le immagini rese disponibili da Fondazione Brescia Musei saranno pubblicate con licenza CC BY-SA: è richiesto l’attribuzione a Fondazione Brescia Musei e all’autore delle fotografie, secondo le modalità previste dalla licenza. In che modo il progetto proseguirà? Al termine del progetto finanziato, Fondazione Brescia Musei intende proseguire in modo autonomo nelle attività di condivisione di contenuti liberi, capitalizzando le competenze acquisite durante il percorso formativo previsto dal bando. Il personale interno coinvolto continuerà a: • caricare con continuità nuovi contenuti fotografici su Wikimedia Commons; • aggiornare e migliorare descrizioni e metadatazione dei materiali già pubblicati; • integrare le immagini prodotte nelle voci di Wikipedia e nei dati strutturati su Wikidata; • estendere progressivamente il modello ad altri siti e beni gestiti dalla Fondazione. La campagna fotografica sul Castello di Brescia è concepita come il primo nucleo di un percorso più ampio di apertura del patrimonio, con l’obiettivo di consolidare nel tempo la presenza di Fondazione Brescia Musei nei progetti Wikimedia e contribuire alla costruzione di un patrimonio digitale condiviso, accessibile e riutilizzabile.
PRO LOCO MONS MILITUM
Il progetto intende digitalizzare e favorire la corretta conservazione dei volumi contenuti nell’archivio ecclesiastico della Parrocchia Arcipretale di Maria SS. Addolorata in Sant’ Anna, comprendenti testi sia del territorio di Montemiletto che di Montaperto, sua frazione. Il patrimonio in nostra dotazione è pari a 170 volumi che raccolgono notizie biografiche, genealogiche ed etnoantropologiche. Ad oggi sono custoditi nella chiesa di Sant’ Anna, con l’avvento di questo progetto sarà possibile digitalizzarli e metterli a disposizione di una cerchia indefinita di persone favorendone l’accessibilità e la possibilità di ricerca. L’intervento è considerato indispensabile per la tramandazione delle radici del posto e delle famiglie passate, onde evitarne la dispersione o lo smarrimento. L'intervento è motivato da una stringente necessità di salvaguardia a causa dell'estrema fragilità fisica dei supporti originali. La documentazione presenta segni evidenti di degrado chimico-fisico, tra cui fenomeni di ossidazione degli inchiostri ferrogallici, che minacciano di perforare irreparabilmente il supporto cartaceo. Il rischio di perdita definitiva del patrimonio informativo è aggravato dalle condizioni ambientali di conservazione che, nonostante i monitoraggi, espongono i manufatti a sbalzi termo-igrometrici deleteri. La digitalizzazione si configura pertanto come un'operazione di preservazione preventiva indispensabile: essa permetterà di "congelare" lo stato attuale dei documenti e di inibire l'ulteriore usura meccanica derivante dalla consultazione fisica, sottraendo un patrimonio unico e irripetibile al pericolo di una dispersione silenziosa ma irreversibile mettendo a disposizione di tutti queste informazioni. Perché la tua istituzione sta partecipando al bando? Al giorno d’oggi sempre più ricerche o consultazioni avvengono online su fogli digitali, per questo il punto di forza del progetto è la fruibilità dei libri antichi per i terzi una volta digitalizzati e proposti in rete, nonché presso la nostra biblioteca tramite la teca digitale in nostro possesso. L'utilizzo di strumentazione professionale di proprietà permettono di ridurre i costi unitari per ogni singola unità documentaria, mantenendo al contempo standard qualitativi d’eccellenza. In conclusione, rimarchiamo con forza di voler lavorare su un pilastro della memoria sociale e religiosa del territorio a maggior ragione permettendo a CHIUNQUE di accedervi. Quali contenuti l'istituzione mette a disposizione del progetto con licenze libere: Mettiamo a disposizione 170 volumi contenenti registri di battesimi, defunti e matrimoni, i possedimenti parrocchiali del nostro paese e dunque l'evoluzione dell'insediamento dell'urbe. Tali volumi una volta digitalizzati e messi online potranno essere consultati in modo ordinato grazie alla catalogazione digitale. Stato dei diritti d'uso del materiale: L'ente proponente ha la custodia dei beni insieme alla Parrocchia arcipretale di Montemiletto e insieme ne detengono i diritti d'uso. In che modo il progetto proseguirà? La nostra mission è quella di tramandare le vicende storiche e le tradizioni del nostro paese, allorquando si manifesterà la possibilità di farlo con volumi o immagini o video di grande valenza storica avremo sempre a riguardo questa istituzione.
Centro Studi Giacomo Puccini
Puccini open: letteratura pucciniana storica e catalogo delle opere in rete con Wikimedia Il progetto intende valorizzare il patrimonio specialistico della Biblioteca del Centro Studi Giacomo Puccini attraverso due assi complementari: (1) la digitalizzazione e messa in rete, in accesso aperto, della letteratura pucciniana europea – biografie e studi musicologici – pubblicata dall'inizio della carriera di Puccini fino a circa gli anni Cinquanta del Novecento, selezionando prioritariamente i testi in pubblico dominio; (2) l'aggiornamento dei record bibliografici SBN relativi alle opere e alle edizioni musicali a stampa di Puccini possedute dalla nostra Biblioteca, allineandoli sistematicamente al catalogo tematico delle opere di Dieter Schickling (edizione a stampa e banca dati online). I contenuti digitalizzati saranno caricati su Wikimedia Commons e, quando possibile, trascritti su Wikisource, diventando fonti autorevoli per l'arricchimento delle voci di Wikipedia e degli item di Wikidata dedicati a Puccini, alle sue opere e alla bibliografia critica. L'allineamento tra SBN, catalogo Schickling e Wikidata renderà più facilmente esplorabile la produzione pucciniana, creando un ponte stabile tra catalogo bibliotecario, repertorio tematico musicale e progetti Wikimedia. Il progetto coinvolgerà personale del Centro e collaboratori esterni in attività di digitalizzazione, catalogazione ed editing wiki, con momenti pubblici di divulgazione aperti a studiosi, studenti e appassionati di Puccini e del teatro musicale italiano. Perché la tua istituzione sta partecipando al bando? La Biblioteca del Centro Studi Giacomo Puccini conserva la raccolta pucciniana più completa al mondo, con oltre 5.000 monografie a stampa dedicate prevalentemente al compositore e al teatro musicale, fondata sul nucleo originario della collezione di Sergio Bigongiari e costantemente arricchita, in particolare dall’ultima acquisizione dell’intera biblioteca musicale e musicologico di Dieter Schikling, eminente studioso pucciniano e autore del catalogo delle opere di Puccini. Pur costituendo un punto di riferimento internazionale per gli studi pucciniani, il patrimonio bibliografico e musicale del Centro è attualmente poco visibile in formato digitale e non ancora integrato con i progetti Wikimedia. Il bando rappresenta un'occasione strategica per: - rendere accessibili a livello globale fonti storiche fondamentali sulla vita e l'opera di Puccini, poco diffuse nelle biblioteche italiane e spesso non ancora reperibili in formato digitale; - migliorare la qualità dei dati catalografici in SBN, allineandoli agli standard internazionali del catalogo Schickling; - costruire un dialogo strutturato con la comunità wikipediana, favorendo la diffusione di conoscenze scientificamente fondate su uno dei compositori più eseguiti al mondo; - consolidare il ruolo del Centro come hub digitale per la ricerca pucciniana, oltre che come biblioteca di conservazione. La partecipazione al bando consente inoltre al Centro di dotarsi di competenze tecniche e metodologiche per la digitalizzazione e la gestione di dati aperti, garantendo la sostenibilità e la replicabilità del modello anche oltre la durata del finanziamento. pagina 115 / 139 Quali contenuti l'istituzione mette a disposizione del progetto con licenze libere: Il Centro Studi Giacomo Puccini mette a disposizione del progetto: 1. LETTERATURA PUCCINIANA STORICA (Asse 1): - Circa 50 volumi di biografie, monografie e studi musicologici su Giacomo Puccini pubblicati tra il 1906 e il 1950 circa, selezionati tra i testi in pubblico dominio (tra cui i volumi di Giuseppe Adami e Arnaldo Fraccaroli), in aggiunta a una selezione di titoli di pubblicazioni su singole opere liriche dell’epoca. - Formato: scansioni ad alta risoluzione (300-400 dpi), master in TIFF e derivati in PDF e JPG/JP2, con metadati bibliografici completi. - Pubblicazione: Wikimedia Commons (pubblico dominio o CC0), altre piattaforme di digital library con licenze Creative Commons. 2. DATI CATALOGRAFICI E COLLEGAMENTI AL CATALOGO TEMATICO (Asse 2): - Aggiornamento e migliorata dei record bibliografici SBN relativi sia ai titoli di opera musicale di Puccini, sia a edizioni musicali a stampa di opere di Puccini (partiture, riduzioni per canto e pianoforte, estratti), attraverso la verifica sulle risorse bibliografiche possedute dal Centro. - Aggiornamento con i numeri di catalogo Schickling (nella sua versione più aggiornata online disponibile alla pagina catalog.puccini.it), forme normalizzate dei titoli, responsabilità, varianti d'edizione. - Creazione o arricchimento di item Wikidata per ogni opera pucciniana, con proprietà "catalogo tematico Schickling" e collegamenti alle scansioni su Commons quando disponibili. Stato dei diritti d'uso del materiale: LETTERATURA PUCCINIANA (Asse 1): I volumi selezionati per la digitalizzazione sono prevalentemente in pubblico dominio, essendo stati pubblicati prima del 1956 e con autori deceduti da oltre 70 anni (es. Adami †1946, Fraccaroli †1930. Per ciascun volume sarà verificato lo stato giuridico prima della scansione. I testi in pubblico dominio saranno pubblicati su Wikimedia Commons con licenza CC0 o "pubblico dominio". EDIZIONI MUSICALI (Asse 2): Le edizioni musicali a stampa possedute dal Centro sono in gran parte ancora sotto diritto d'autore (editori Ricordi, Sonzogno, Universal). Il progetto NON prevede la digitalizzazione delle partiture musicali, ma solo l'aggiornamento dei record bibliografici descrittivi in SBN e la creazione di metadati aperti (titoli normalizzati, numeri di catalogo tematico, collegamenti a Wikidata). Questi metadati sono dati fattuali non soggetti a copyright. DATI STRUTTURATI: Tutti i metadati prodotti (descrizioni bibliografiche, numeri di catalogo, collegamenti) saranno rilasciati come dati aperti su Wikidata con licenza CC0. In che modo il progetto proseguirà? Il Centro Studi Giacomo Puccini si impegna a garantire la sostenibilità del progetto oltre il periodo di finanziamento attraverso: CONSOLIDAMENTO DELLE COMPETENZE: - Il personale formato nel percorso Wikimedia Italia acquisirà competenze permanenti in digitalizzazione, editing wiki e gestione di dati aperti, applicabili anche ad altri fondi della biblioteca. - Le linee guida metodologiche prodotte nel progetto (workflow digitalizzazione, integrazione SBN-Schickling-Wikidata) diventeranno standard operativi interni. PROSECUZIONE DELLA DIGITALIZZAZIONE: - Completamento progressivo della digitalizzazione della letteratura pucciniana storica (oltre i volumi inizialmente individuati). - Caricamento continuativo su Wikimedia Commons dei nuovi materiali digitalizzati. AGGIORNAMENTO CATALOGRAFICO CONTINUO: - Integrazione sistematica del numero Schickling in tutti i nuovi acquisti di edizioni musicali pucciniane. COINVOLGIMENTO DELLA COMUNITÀ: - Divulgazione e diffusione dei risultati attraverso iniziative di valorizzazione pubblica a cura del Centro; - Collaborazione continuativa con la comunità wikipediana per il monitoraggio e l'arricchimento delle voci su Puccini. INTEGRAZIONE CON ALTRE INIZIATIVE: - Collegamento con il progetto della banca dati Schickling online (catalog.puccini.it) per aggiornamenti reciproci. - Possibile candidatura a successivi bandi (Wikimedia, Fondazioni culturali) per estendere il progetto.
Biblioteca del Conservatorio "L. Boccherini" di Lucca
Il progetto intende valorizzare il patrimonio storico del Conservatorio di Musica "Luigi Boccherini" di Lucca attraverso due assi complementari di intervento: la digitalizzazione dell'archivio storico istituzionale (circa 10 metri lineari, che corrispondono all'attività dell'Istituto dal 1842 al 1945 circa) e la digitalizzazione di una selezione di materiali librari e musicologici ottocenteschi e primo-novecenteschi conservati presso la biblioteca del Conservatorio. Il materiale digitalizzato sarà reso accessibile e riutilizzabile su Wikimedia Commons, Wikidata, Wikipedia in licenza libera, nonché sulla digital library istituzionale del Conservatorio (i cui contenuti sono rilasciati con licenze Creative Commons). Le attività prevedono: acquisto di attrezzature apposite per la digitalizzazione, formazione di studenti e personale, collaborazione con partner culturali cittadini (Archivio di Stato, Archivio Storico del Comune di Lucca), oltre al lavoro stesso di digitalizzazione e messa in rete dei risultati. Il progetto potrà prevedere anche la realizzazione di un portale wiki interno basato su MediaWiki per la gestione delle descrizioni archivistiche e bibliografiche, assicurando sostenibilità oltre la durata del finanziamento. Saranno organizzati anche eventi pubblici di valorizzazione del progetto per coinvolgere la comunità locale. Perché la tua istituzione sta partecipando al bando? Il Conservatorio "Luigi Boccherini" custodisce un patrimonio archivístico e bibliografico di grande valore per la storia della musica a Lucca, in Toscana e in Italia, ma attualmente poco conosciuto e accessibile. La partecipazione al bando risponde alla volontà di aprire questo patrimonio al pubblico più ampio, adottando licenze libere e standard interoperabili. Il progetto permetterà di acquisire competenze digitali stabili all'interno dell'istituto, coinvolgendo studenti e personale in un percorso formativo concreto che miri anche alla continuità e sostenibilità nel tempo. L'alleanza con gli archivi cittadini rafforzerà inoltre la rete culturale locale. Quali contenuti l'istituzione mette a disposizione del progetto con licenze libere: L'istituzione metterà a disposizione materiali da due nuclei complementari del proprio patrimonio storico: ASSE 1 - ARCHIVIO STORICO ISTITUZIONALE (circa 10 metri lineari, documentazione dal 1842 al 1945 circa): 1. Registri storici: registri di iscrizione, registri delle lezioni, registri degli esami 2. Programmi di concerto e locandine: documentazione attività concertistiche dal primo Novecento agli anni Ottanta 3. Documentazione amministrativa: verbali, regolamenti, statuti, corrispondenza in pubblico dominio (circa 30-40 documenti) ASSE 2 - FONDI LIBRARI E STORICO-MUSICOLOGICI (appartenenti soprattutto al fondo "Materie Letterarie", XIX secolo - primo '900): 1. Trattati di teoria musicale e composizione 2. Metodi didattici per strumento e canto 3. Edizioni rare di partiture e spartiti musicali 4. Periodici e riviste musicologiche storiche 5. Opere di storia della musica e musicologia pagina 117 / 139 Stato dei diritti d'uso del materiale:
- ARCHIVIO STORICO**: la maggior parte del materiale è in pubblico dominio (documenti anteriori al 1946, personalità citata
decedute da oltre 70 anni). Per materiali più recenti, il Conservatorio detiene i diritti d'uso istituzionali e può rilasciarli con licenze libere (CC BY o CC BY-SA 4.0).
- FONDI LIBRARI STORICI**: le opere ottocentesche e del primo Novecento sono in pubblico dominio (pubblicazioni anteriori al
1946, autori deceduti da oltre 70 anni). Si tratta di edizioni rare e preziose per le quali la digitalizzazione rappresenta anche un'opera di conservazione preventiva, riducendo la necessità di consultazione degli originali. Prima della digitalizzazione sarà effettuata verifica sistematica dello stato giuridico di ciascun documento o volume, anche in collaborazione con gli archivisti dell'Archivio di Stato di Lucca, per garantire il pieno rispetto delle normative sul diritto d'autore e sui dati personali. Eventuali documenti con diritti di terzi non verificabili saranno esclusi: la selezione privilegerà materiali con situazione giuridica chiara o facilmente verificabile. In che modo il progetto proseguirà? La realizzazione del portale wiki interno, se effettuata, creerè uno strumento permanente della biblioteca per programmare e documentare la digitalizzazione, la descrizione archivistica e bibliografica, e la pubblicazione su Wikimedia. La formazione di studenti e personale creerà competenze replicabili, potenzialmente integrabili in tirocini curriculari o collaborazioni professionali. Dopo la conclusione del progetto, si potrà continuare con: - Digitalizzazione sistematica dell'archivio dopo il 1945; - Completamento della digitalizzazione dei fondi librari storici (il patrimonio ottocentesco comprende diverse centinaia di volumi); - Estensione progressiva alle collezioni novecentesche man mano che entreranno in pubblico dominio - Mantenimento degli standard di metadatazione e caricamento su Wikimedia L'istituto destinerà risorse interne (tempo del personale biblioteca, coinvolgimento studenti in tirocinio) per continuità. I partner culturali cittadini potranno essere coinvolti in iniziative successive per estendere la rete di risorse digitali sulla storia musicale lucchese, aprendo a progetti congiunti inter-istituzionali e ulteriori candidature a bandi nazionali ed europei sulla cultura digitale. La presenza di materiale bibliografico (trattati, metodi) insieme all'archivio istituzionale crea un corpus particolarmente ricco per la ricerca musicologica e didattica.
Fondazione Scienza e Tecnica
Il progetto prevede la digitalizzazione e la valorizzazione di collezioni botaniche conservate presso il Museo della Fondazione Scienza e Tecnica di Firenze, che costituiscono un patrimonio di rilevanza storica e scientifica. Particolare attenzione sarà dedicata a due dei tre erbari storici appartenuti al conte toscano Girolamo Bardi Gualterotti (1777–1829), personaggio di spicco nella vita politica, economica, culturale e religiosa della Toscana a cavallo tra XVIII e XIX secolo. I due erbari oggetto della digitalizzazione sono costituiti da oltre 1.000 exsiccata. Quello più antico risale alla fine del XVII secolo, composto per iniziativa del medico urbinate Crescentino Ubaldi e originariamente custodito in grandi volumi rilegati in pelle; gli esemplari sono più di 850, classificati secondo il sistema del botanico francese Joseph Pitton de Tournefort (1656-1708). Il secondo è un erbario settecentesco, comprendente 288 fogli finemente decorati con ornamentazioni pittoriche e contenenti, ciascuno, uno o più campioni. L’intervento prevede la produzione di immagini digitali dei campioni selezionati, l’organizzazione e la standardizzazione dei metadati descrittivi (informazioni presenti sui fogli e sui cartellini originali); la pubblicazione sulle piattaforme Wikimedia, in particolare Wikimedia Commons e Wikidata, con licenza CC BY-SA 4.0. al fine di favorire l’accessibilità e la valorizzazione del patrimonio storico-scientifico. Il progetto integra attività di divulgazione e comunicazione, con eventi aperti al pubblico, oltre alla realizzazione di contenuti digitali da veicolare attraverso il sito web istituzionale e i canali social della Fondazione, al fine di accrescere la visibilità delle collezioni. Il progetto comprende, inoltre, l’impostazione di procedure e strumenti basati su software libero per la gestione dei dati e delle immagini, con l’obiettivo di strutturare un flusso di lavoro replicabile. L’iniziativa intende favorire l’accessibilità, la consultazione e il riuso del patrimonio storico-scientifico da parte di studiosi, studenti e pubblico interessato, ampliando la visibilità nazionale e internazionale delle collezioni. Perché la tua istituzione sta partecipando al bando? La Fondazione Scienza e Tecnica partecipa al bando per rendere accessibile online, con licenze libere, una parte delle proprie collezioni botaniche storiche. La digitalizzazione degli erbari e la pubblicazione dei relativi dati su piattaforme Wikimedia consentono di ampliare la fruizione del patrimonio, favorirne il riuso a fini di studio e ricerca e migliorarne la visibilità. Il progetto rappresenta un passo operativo nel percorso di digitalizzazione delle collezioni scientifiche della Fondazione e permette di strutturare procedure stabili per la gestione e la condivisione dei contenuti in open access.
Quali contenuti l'istituzione mette a disposizione del progetto con licenze libere: La Fondazione Scienza e Tecnica metterà a disposizione del progetto un insieme significativo di contenuti digitali con licenza libera, costituito da immagini, dati strutturati e testi di contestualizzazione relativi agli erbari storici afferenti al Catalogo XII – Collezioni Bardi (MFST). Delle oltre 1000 immagini che verranno acquisite, almeno la metà sarà selezionata per la pubblicazione con licenza libera CC BY- SA 4.0 sui progetti Wikimedia, in particolare su Wikimedia Commons, e sarà corredata da metadati strutturati integrati in Wikidata. I metadati potranno includere informazioni quali: autori delle raccolte (es. Crescentino Ubaldi, Girolamo Bardi Gualterotti), periodo storico, località di raccolta, determinazioni storiche riportate sui cartellini ed eventuali aggiornamenti secondo la nomenclatura tassonomica corrente, nonché collegamenti semantici a entità esistenti su Wikidata (persone, luoghi, taxa botanici, date e altre informazioni correlate). I contenuti potranno includere anche informazioni di contesto storico-scientifico, quali descrizione della collezione, storia della botanica, sistemi di classificazione storici, informazioni sugli erbari antichi e dati sui collezionisti. Nell’ambito del progetto si provvederà inoltre alla creazione e revisione di voci su Wikipedia coerenti con il materiale pubblicato, nonché all’integrazione e al miglioramento dei dati su Wikidata. Il processo di digitalizzazione, metadatazione e pubblicazione sarà documentato e reso replicabile, attraverso la definizione di un workflow basato su software libero per la digitalizzazione e valorizzazione dei materiali su Wikimedia Commons e Wikidata, con l’obiettivo di costituire un modello open GLAM adattabile ad altre collezioni storiche e peculiari come gli erbari antichi. I suddetti contenuti saranno rilasciati con licenze libere al fine di favorire la fruizione e il riuso scientifico, didattico e divulgativo a livello nazionale e internazionale. Stato dei diritti d'uso del materiale: Il materiale oggetto di digitalizzazione è costituito da campioni di erbari appartenenti alla “Sezione di Scienze Naturali con applicazioni di Merceologia” del Museo della Fondazione Scienza e Tecnica. Le immagini digitali, corredate da parti testuali, generate nell’ambito del progetto, di proprietà della Fondazione, saranno rilasciate con licenza libera CC BY-SA 4.0. Prima della pubblicazione verranno comunque effettuate verifiche specifiche sui singoli materiali, per assicurare il rispetto dei requisiti del bando relativi alle licenze di utilizzo. In che modo il progetto proseguirà? Le attività avviate con questo progetto saranno integrate in un percorso strutturato di condivisione digitale delle collezioni custodite nel Museo della Fondazione Scienza e Tecnica. Una volta conclusa la fase di digitalizzazione e pubblicazione dei contenuti relativi agli erbari su Wikimedia Commons e Wikidata, si prevede di estendere progressivamente l’applicazione delle procedure e dei flussi di lavoro adottati ad altre sezioni delle collezioni scientifiche, compatibilmente con le risorse disponibili. Il progetto costituirà una base per future iniziative di condivisione, promuovendo la sostenibilità delle attività di digitalizzazione e favorendo ulteriori collaborazioni con la comunità Wikimedia e altri partner istituzionali. pagina 122 / 139
Centro documentazione Archivio Flamigni ETS
Il progetto prevede la pubblicazione di parte della serie documentale Riforma delle carceri, contenuta nel fondo documentale Sergio Flamigni; egli, in qualità di senatore, partecipò al procedimento legislativo che portò alla legge Gozzini. Si intende pubblicare i reportage fotografici che Flamigni ha realizzato soprattutto negli anni 1983-1986 in diversi istituti carcerari sul territorio e le relazioni che stendeva a seguito dei sopralluoghi. La pubblicazione di questo materiale potrebbe stimolare la ricerca storica da diversi punti di vista ed suscitare interesse nell'ambito del discorso pubblico sulla questione dell'edilizia carceraria in Italia e la qualità di vita dei detenuti, un dibattito che risulta ancora attuale. La pubblicazione potrebbe creare sinergie e collaborazioni con associazioni che si occupano dei diritti dei detenuti, i sindacati di polizia penitenziaria in un'ottica Perché la tua istituzione sta partecipando al bando? L'Archivio Flamigni decide di partecipare al bando perchè crede nella democratizzazione della cultura e nella condivisione di informazioni e conoscenza come stimolo per la crescita e la qualità del dibattito pubblico. Quali contenuti l'istituzione mette a disposizione del progetto con licenze libere: La pubblicazione riguarderebbe circa 400 fotografie b/n e colori che ritraggono molte carceri sparse sul territorio nazionale (Ascoli Piceno, Asinara, Bologna, Busto Arsizio, Capraia, Favignana, Ferrara, Forlì, Gorgona, Milano, Napoli, Novara, Nuoro, Palermo, Pianosa, Porto Azzurro, Ravenna, Roma, Rovigo, Torino, Trieste, Venezia); questionari compilati e relazioni, a seguito dei sopralluoghi effettuati da Flamigni; atti di convegni sulla situazione nelle carceri, la riforma del corpo di agenti di custodia, i problemi specifici delle donne detenute, le misure alternative, il lavoro penitenziario, organizzati dall'amministrazione penitenziaria, da associazioni di detenuti, dal Pci, dalla Regione Emilia-Romagna, dall'Associazione nazionale magistrati. Stato dei diritti d'uso del materiale: Le fotografie sono di proprietà di Sergio Flamigni (che le ha scattate) così come le relazioni e gli atti dei convegni sul temi cui ha partecipato; il suo fondo documentale è diventato di proprietà dell'associazione con atto pubblico. Le fotografie ritraggono per la gran parte i luoghi e non i detenuti. In che modo il progetto proseguirà? L'Archivio Flamigni possiede uno sterminato patrimonio documentale e librario e lavora già molto sulla sua digitalizzazione; in particolare ci occupiamo di materiale giudiziario sulle stragi e i terrorismi, che rendiamo pubblico in base alle norme vigenti (le sentenze sono online, liberamente consultabili su (https://a4view.archivioflamigni.org/). Pensiamo di procedere ad una selezione per temi, aree di interesse, percorsi di riflessione e non ad una pubblicazione indiscriminata.
Scuola di Musica di Fiesole Fondazione Onlus
Il progetto si sviluppa lungo due linee programmatiche: 1. Implementazione dell’ecosistema Wikimedia con i risultati del censimento dei fondi musicali presenti sul territorio promosso dal Centro di Documentazione Musicale della Toscana. La ricognizione ha identificato e descritto 514 fondi musicali, 344 soggetti produttori (enti, persone e famiglie) e 227 sedi di conservazione. I dati raccolti, strutturati all’interno della scheda di rilevamento promossa dalla Regione Toscana e completi di informazioni biografiche dei soggetti produttori e dell’anagrafica degli enti conservatori, sono pubblicati sul sito del CeDoMus Toscana (https://www.cedomus.toscana.it/censimento/database/), ricercabili tramite apposita maschera di ricerca e localizzabili per mezzo della mappa georeferenziata (https://www.cedomus.toscana.it/censimento/mappatura/) realizzata con OpenStreetMap. L'intervento mira alla trasformazione delle attuali schede informative in risorse digitali indipendenti, dotate di un URL univoco (Permalink), al fine di garantirne l'interoperabilità con il sistema internazionale dei dati aperti (Linked Open Data) e la sincronizzazione con le risorse della base di conoscenza Wikidata. 2. Creazione e implementazione degli elementi presenti in Wikidata sulle personalità musicali protagoniste della storia della Scuola di Musica di Fiesole (il progetto è già stato avviato col supporto del GWMAB) e sui fondi bibliografici e documentari conservati presso la biblioteca, inserendoci all’interno del WikiProject Personal Collections con il perfezionamento del modello dei dati per descrivere i fondi personali e poi la creazione di elementi per i fondi di personalità musicali. Con i dati raccolti si vorrebbero anche creare e implementare le voci di Wikipedia in italiano dedicate ai musicisti di maggior rilievo e caricare le relative immagini su Wikimedia Commons. Primi esempi del lavoro svolto si possono vedere nel Fondo Piero Farulli (https://www.wikidata.org/wiki/Q135438253), nel Fondo Antonio Veretti (https://www.wikidata.org/wiki/Q135438142) e nel Fondo Alvaro Company (https://www.wikidata.org/wiki/Q135437905) e in Maria Tipo (https://www.wikidata.org/wiki/Q289993) per quanto riguarda le personalità musicali. Si prevede l’organizzazione di un edithaton dedicato alle personalità del mondo della cultura e della musica che hanno contribuito alla nascita della Scuola di Musica di Fiesole con l’obiettivo di sensibilizzare al progetto l’attuale comunità di docenti e studenti fiesolani - ad oggi si contano oltre 1000 iscritti per un’età che va dai pochi mesi (corsi di Musica in fasce) agli ottuagenari (Coro di adulti, Amatori) - e coloro, professionisti e appassionati sparsi per il mondo, che hanno vissuto l’esperienza fiesolana insieme a Piero Farulli.
Perché la tua istituzione sta partecipando al bando? La Scuola di Musica di Fiesole nasce nel 1974 grazie alla passione musicale e all’impegno civile e sociale di Piero Farulli, violista del prestigioso Quartetto Italiano. “La musica è un atto di amore verso l’umanità: l’ho imparato dai quartetti di Beethoven e mi sono impegnato a farlo capire a tutti”: conoscere e praticare la musica significava per Farulli sia colmare una grave lacuna culturale avvicinando il maggior numero di persone a capolavori dell’arte altrimenti sconosciuti, sia offrire a tutti l’opportunità di crescere sul piano civico ed interpersonale praticando la musica d’insieme, mirabile esempio di cooperazione alla costruzione della bellezza e della conoscenza. Proseguendo l’obiettivo del suo fondatore di divulgare e condividere la Musica come bene comune, la biblioteca della Scuola di Musica di Fiesole vuole mettere a disposizione le informazioni sulle proprie collezioni musicali e contribuire alla conoscenza della storia, dei protagonisti e delle fonti musicali del secolo scorso. In questa ottica i valori dei progetti Wikimedia e gli strumenti da essi offerti permettono una efficace e corretta condivisione, diffusione e valorizzazione del patrimonio documentario nato dalla decennale attività musicale fiesolana. Quali contenuti l'istituzione mette a disposizione del progetto con licenze libere: Il progetto mette a disposizione - I set di dati tratti dalle 514 Schede Fondo, 344 Schede Soggetti produttori e 227 Anagrafiche Enti del censimento CeDoMus - I dati di localizzazione georeferenziata di circa 230 istituti ed enti toscani che conservano collezioni musicali - I dati bibliografici di 75 fondi di personalità musicali presenti presso la biblioteca della Scuola di Musica di Fiesole - Circa 500 immagini di frontespizi di partiture e spartiti rappresentativi di fondi musicali toscani - Circa 50 fotografie di personalità musicali dell’archivio fotografico SMF Stato dei diritti d'uso del materiale: Nel caso il progetto proposto venisse approvato, ci impegniamo a pubblicare con licenza CC BY-SA i dati contenuti all’interno del database dei fondi musicali del CeDoMus Toscana, redatti manualmente dagli operatori coinvolti durante l’attività di censimento. Le immagini delle personalità musicali provengono dall’archivio della Fondazione SMF, così come le immagini relative alle musiche provengono dalla biblioteca e saranno selezionate secondo il criterio del pubblico dominio o della proprietà dei diritti. In che modo il progetto proseguirà? Il riversamento in Wikidata del patrimonio informativo raccolto tramite il censimento dei fondi musicali toscani permetterà di allargare la rete di contatti e collaborazioni con altri soggetti della cultura artistica e musicale nazionale e internazionale – e di continuare così l’implementazione dei dati nell’ecosistema Wikimedia. Il primo passo è la sinergia, già avviata, con la Biblioteca del Conservatorio di Firenze per un corso di formazione sui progetti Wikimedia. L’obiettivo a lungo raggio è la creazione di un archivio wikimediano dei Maestri e Alumni fiesolani parallelamente alla diffusione in ambito biblioteconomico e archivistico di un modello dati per la descrizione dei fondi di personalità musicali.
Comune di Fermo, settore Biblioteca e Musei
Il progetto nasce con l’obiettivo di rendere accessibile in modalità open access una selezione significativa del patrimonio dei Musei della città di Fermo, favorendo la diffusione della conoscenza attraverso le piattaforme Wikimedia e la partecipazione attiva della comunità. Il bando sostiene infatti la messa a disposizione online di contenuti culturali con licenze libere per ampliarne visibilità, riuso e impatto culturale e scientifico . La collaborazione tra istituzioni culturali e progetti Wikimedia rafforza la missione degli istituti, potenziando l’accesso alle collezioni e la loro diffusione presso pubblici ampi e diversificati . Il progetto si inserisce inoltre nel quadro dei principi della Convenzione di Faro, richiamati dal bando, che riconoscono il diritto dei cittadini a beneficiare del patrimonio culturale e a contribuire al suo arricchimento . 2. Obiettivi Obiettivo generale Digitalizzare, documentare e condividere con licenze libere nuclei rappresentativi del patrimonio artistico e scientifico fermano, rendendoli riutilizzabili per ricerca, educazione e divulgazione. Obiettivi specifici 1. Creare contenuti digitali aperti di alta qualità su opere e collezioni poco presenti online. 2. Caricare immagini e dati su Wikimedia Commons e Wikidata, contribuendo all’ecosistema della conoscenza libera. 3. Formare il personale museale alla cultura open e all’uso delle piattaforme Wikimedia (come previsto dal percorso formativo obbligatorio del bando) . 4. Attivare comunità locali (studenti, studiosi, volontari) nella produzione collaborativa di contenuti. 5. Rafforzare la visibilità nazionale e internazionale dei Musei di Fermo. pagina 126 / 139 Perché la tua istituzione sta partecipando al bando? La partecipazione al bando rappresenta per i Musei della città di Fermo un passaggio strategico verso un modello di gestione del patrimonio culturale pienamente orientato all’accesso aperto, alla condivisione della conoscenza e all’innovazione digitale. Una parte rilevante delle collezioni civiche – pur di grande valore storico, artistico e scientifico – è ancora oggi accessibile quasi esclusivamente in presenza o attraverso strumenti descrittivi tradizionali. Questo limita la possibilità di studio, riuso educativo e diffusione internazionale dei contenuti. Il bando offre l’opportunità di trasformare tali nuclei patrimoniali in risorse digitali aperte, strutturate e interoperabili, capaci di dialogare con le principali piattaforme della conoscenza libera e con pubblici molto più ampi rispetto a quelli della fruizione museale locale. Attraverso la digitalizzazione e la pubblicazione con licenze libere intendiamo: - ampliare l’accessibilità democratica al patrimonio, in coerenza con la funzione pubblica del museo; - favorire la ricerca scientifica e la didattica mediante immagini e dati riutilizzabili; - rafforzare la visibilità nazionale e internazionale delle collezioni, inserendole in reti collaborative globali; - sviluppare competenze interne permanenti nella gestione del patrimonio digitale open access; - coinvolgere attivamente la comunità territoriale in processi partecipativi di produzione e condivisione della conoscenza. La partecipazione al bando non è quindi un’azione episodica, ma l’avvio di un percorso strutturale di innovazione che integra tutela, valorizzazione e accesso aperto, rendendo il patrimonio civico un bene realmente condiviso, dinamico e generativo di nuove opportunità culturali, educative e sociali. Quali contenuti l'istituzione mette a disposizione del progetto con licenze libere: Contratto opera di Pieter Paul Rubens conservata all’interno della Pinacoteca civica di Fermo. Tutta la Collezione Zavatti conservata all’interno dei Musei Scientifici di Palazzo Paccaroni. Scultura lignea “Marguttu” conservata nella Pinacoteca civica, appena restaurata. Arazzo “Annunciazione” di fattura fiamminga conservato nella Pinacoteca civica. La collezione di arte contemporanea allestita all’interno dei Musei della città di Fermo (Shape di Eugenio Tibaldi – Bell di Vedova Mazzei - Erbacce e fonti. Succhi d’erbe. Spiritelli). Stato dei diritti d'uso del materiale: Immagini e documenti di cui l'istituzione possiede i diritti.
In che modo il progetto proseguirà? Al termine del finanziamento, il progetto è concepito per proseguire come pratica ordinaria e strutturale dei Musei della città di Fermo, integrando la digitalizzazione open access e la collaborazione con l’ecosistema Wikimedia nelle attività istituzionali di catalogazione, studio e valorizzazione. La sostenibilità sarà garantita attraverso alcune azioni concrete: 1. Integrazione nei flussi di lavoro interni Le procedure sperimentate durante il progetto (digitalizzazione, creazione di metadati aperti, caricamento su piattaforme Wikimedia) diventeranno parte delle attività ordinarie del personale, applicate progressivamente ad altri nuclei delle collezioni civiche. 2. Consolidamento delle competenze acquisite Il personale formato continuerà ad operare come referente interno per l’open access, assicurando l’aggiornamento dei contenuti già pubblicati e la produzione di nuovi materiali digitali senza necessità di ulteriori finanziamenti esterni. 3. Estensione graduale ad altre collezioni Il modello sviluppato sarà replicato su ulteriori fondi artistici, archivistici e scientifici, favorendo una crescita incrementale del patrimonio digitale condiviso. 4. Attivazione di collaborazioni educative e scientifiche Saranno mantenuti e ampliati i rapporti con scuole, università, ricercatori e volontari digitali attraverso laboratori, tirocini ed edit-a- thon, trasformando il progetto in una piattaforma stabile di partecipazione culturale. 5. Aggiornamento continuo dei contenuti e riuso pubblico Le risorse pubblicate con licenze libere continueranno ad essere implementate, migliorate e riutilizzate per attività didattiche, mostre, comunicazione istituzionale e progetti di ricerca, generando valore nel tempo. 6. Ricerca di nuove sinergie e finanziamenti complementari L’esperienza maturata consentirà di candidare l’istituzione a ulteriori programmi regionali, nazionali ed europei legati alla digitalizzazione, rafforzando la capacità progettuale e la rete di cooperazione. In questo modo il progetto non si conclude con la fine del contributo, ma lascia in eredità un’infrastruttura metodologica, professionale e culturale che rende permanente l’impegno dei Musei di Fermo nella diffusione libera e partecipata della conoscenza.
Sistema Museale Montopoli Val d'Arno - Museo Civico Palazzo Guicciardini
Il progetto prevede la digitalizzazione integrale dell’archivio degli spolveri della Collezione Milani, conservato in deposito presso il museo, e la pubblicazione online delle immagini e dei relativi metadati con licenza libera attraverso le piattaforme Wikimedia (Wikimedia Commons, Wikidata, Wikipedia). Parallelamente, verranno digitalizzate e messe in rete anche le opere della collezione Milani presenti in museo e direttamente collegate agli spolveri, con l’obiettivo di costruire un archivio digitale aperto, consultabile e riutilizzabile liberamente dalla comunità scientifica, dagli studenti e dal pubblico internazionale. Il progetto sarà accompagnato da attività partecipative (editathon) finalizzate alla redazione collaborativa delle schede descrittive e all’arricchimento dei contenuti su Wikimedia. Perché la tua istituzione sta partecipando al bando? L’archivio degli spolveri della Collezione Milani costituisce un nucleo documentario di grande valore, oggi consultabile quasi esclusivamente in presenza. Attraverso questo progetto l’istituzione intende trasformarlo in un archivio digitale aperto, garantendone non solo la conservazione a lungo termine, ma soprattutto l’accessibilità pubblica e il riuso libero. La pubblicazione con licenze compatibili con le piattaforme Wikimedia permetterà la circolazione delle immagini e dei dati in ambito scientifico, didattico e divulgativo, superando i confini fisici del museo. La partecipazione al bando rappresenta inoltre un passo concreto verso un modello strutturale di condivisione del patrimonio: non una digitalizzazione interna, ma una messa in rete stabile e interoperabile, attraverso Wikimedia Commons, Wikidata e Wikipedia. In questo modo il fondo Milani potrà dialogare con altre collezioni italiane e internazionali, aumentando visibilità, connessioni e opportunità di ricerca. Il Museo di Montopoli ha tra i propri obiettivi la diffusione della conoscenza, la liberalizzazione dei contenuti e la costruzione condivisa di senso con la comunità. Le attività di editathon previste dal progetto rafforzano questa vocazione, promuovendo partecipazione attiva, competenze digitali e co-creazione dei contenuti. pagina 129 / 139 Quali contenuti l'istituzione mette a disposizione del progetto con licenze libere: L’istituzione mette a disposizione del progetto, con licenze libere compatibili con Wikimedia Commons (CC BY / CC BY-SA), i seguenti contenuti: 1. Archivio Spolveri della Collezione Milani • n. 20 riproduzioni digitali ad alta risoluzione degli spolveri conservati in deposito; • relativi metadati descrittivi (autore, cronologia, tecnica, dimensioni, stato di conservazione, collegamenti con le opere realizzate); • eventuali documenti archivistici correlati (schede storiche, annotazioni, materiali preparatori). 2. Opere della Collezione Milani presenti in museo e collegate agli spolveri • n.10 immagini digitali ad alta qualità delle opere; • schede descrittive complete, con riferimenti bibliografici e storico-critici; • collegamenti strutturati tra opera finita e relativo spolvero preparatorio. 3. Set di dati strutturati • creazione e implementazione di elementi su Wikidata relativi a opere, spolveri, autori, tecniche, luoghi e cronologie; • collegamenti tra i dati del fondo Milani e altre istituzioni o collezioni pertinenti, al fine di favorire interoperabilità e consultazione internazionale. 4. Contenuti editoriali collaborativi • creazione o ampliamento di voci su Wikipedia collegate alla Collezione Milani, al fondo spolveri e al contesto storico-produttivo; • testi descrittivi redatti nell’ambito degli editathon, validati scientificamente dall’istituzione. Stato dei diritti d'uso del materiale: Le opere della Collezione Milani e l’Archivio Spolveri oggetto del progetto sono di proprietà del Museo, che ne detiene la piena titolarità materiale. In base alle verifiche preliminari effettuate, le opere e i documenti risultano in pubblico dominio per quanto riguarda i diritti d’autore, oppure comunque nella piena disponibilità giuridica dell’ente ai fini della riproduzione e pubblicazione digitale. Non sussistono vincoli noti che ne impediscano la diffusione con licenza libera. Le riproduzioni digitali realizzate nell’ambito del progetto saranno prodotte direttamente dall’istituzione o da professionisti incaricati con accordi che prevedono la cessione dei diritti di utilizzo necessari alla pubblicazione open access. Il Museo si impegna pertanto a pubblicare immagini, metadati e contenuti descrittivi con licenze libere compatibili con i progetti Wikimedia (CC BY o CC BY-SA), garantendone il riuso legittimo e la diffusione pubblica. In che modo il progetto proseguirà? Il progetto si configura come la prima fase di un programma di valorizzazione digitale di medio-lungo periodo, destinato ad ampliarsi progressivamente sia in termini quantitativi sia qualitativi. Gli spolveri della Collezione Milani sono infatti un numero di pezzi superiore a 20 unità, mentre le opere in collezione collegate superano le 50. Considerata la consistenza del fondo e la sua rilevanza storico-artistica, l’intervento finanziato costituirà l’avvio di una digitalizzazione sistematica che potrà essere estesa, negli anni successivi, all’intero corpus. Le terrecotte Milani rappresentano l’elemento di maggior interesse collezionistico del museo e una delle produzioni più significative del territorio. Per la particolarità dei decori e per aver intercettato un filone di gusto internazionale durante il periodo di attività, le opere sono state commercializzate in Italia e all’estero. Ancora oggi il museo viene frequentemente contattato per richieste di valutazione, riconoscimento di autenticità e proposte di acquisto da parte di collezionisti e proprietari. La creazione di un archivio digitale open access, strutturato e interoperabile su Wikimedia Commons e Wikidata, permetterà di: • costruire un repertorio di riferimento autorevole e consultabile pubblicamente; • facilitare il riconoscimento e lo studio comparativo delle opere; • rafforzare il ruolo del museo come centro di competenza scientifica sul tema; • favorire collaborazioni con studiosi, istituzioni e collezionisti anche a livello internazionale. In prospettiva, il progetto potrà proseguire attraverso: • il completamento della digitalizzazione dell’intero fondo spolveri e della totalità delle opere; • l’integrazione di ulteriori documenti archivistici (registri, corrispondenza, materiali commerciali); • l’aggiornamento continuo dei dati su Wikidata; • l’ampliamento delle voci e dei contenuti multilingue su Wikipedia. L’infrastruttura digitale e le competenze acquisite consentiranno all’istituzione di rendere strutturale la pubblicazione open del patrimonio Milani, trasformando il museo in un punto di riferimento digitale stabile e riconosciuto per questa produzione artistica.
Associazione di Promozione Sociale Gaetano Messineo
Il Museo Civico “Della memoria e del presente” di Petralia Soprana, gestito scientificamente dall’Associazione Messineo, si propone di ampliare la condivisione digitale del proprio patrimonio demo-etno-antropologico attraverso la produzione e pubblicazione di contenuti originali con licenze libere sui progetti Wikimedia. Il museo ha sviluppato nel tempo un approccio partecipativo alla costruzione della collezione, basato sulla metodologia della mappa di comunità e sulla raccolta di testimonianze materiali e immateriali della cultura alto-madonita. Il presente progetto intende proseguire e consolidare tale percorso rendendo accessibili online, in formato aperto, contenuti culturali attualmente non presenti o scarsamente rappresentati sulle piattaforme Wikimedia. L’obiettivo centrale è la creazione, descrizione e pubblicazione di contenuti digitali relativi a oggetti, narrazioni e contesti culturali conservati nel museo, con particolare attenzione a materiali rari o di interesse documentale utili all’arricchimento di Wikipedia, Wikimedia Commons e Wikidata. Tra i contenuti previsti vi è la modifica della scheda già presente su Wikipedia, dedicata alla storia degli scavi della Villa Romana di Santa Marina, avviati nel 2008, che permetterà di mettere a disposizione informazioni storiche e documentazione iconografica attualmente non diffuse con licenze libere. Il progetto prevede inoltre la formazione di operatori museali per garantire la prosecuzione autonoma delle attività di caricamento e descrizione dei contenuti dopo la conclusione del finanziamento. Perché la tua istituzione sta partecipando al bando? La partecipazione al bando rappresenta un’opportunità per rafforzare il percorso di apertura e condivisione già intrapreso dal museo, trasformando il patrimonio locale in risorsa accessibile e riutilizzabile a livello globale. L’iniziativa consente di: consolidare pratiche di produzione di contenuti liberi, formare personale interno all’uso dei progetti Wikimedia, migliorare la qualità e la visibilità della documentazione museale, favorire l’integrazione tra patrimonio fisico e digitale. Il progetto risponde alla missione del museo di rendere accessibile il patrimonio culturale materiale e immateriale e contribuisce alla diffusione di conoscenza libera, rafforzando al contempo la visibilità del territorio madonita. pagina 133 / 139 Quali contenuti l'istituzione mette a disposizione del progetto con licenze libere: Il progetto prevede la produzione e pubblicazione dei seguenti contenuti originali: 1. Itinerario georeferenziato “Sulle orme di Tanino” tracciato OpenStreetMap descrizione delle tappe documentazione fotografica 2. Quattro schede di oggetti/materiali museali fotografia ad alta qualità eventuale documentazione 3D descrizione storico-scientifica metadati strutturati collegamenti Wikidata 3. Scheda storico-archeologica sulla Villa Romana di Santa Marina ricostruzione storica degli scavi immagini e documentazione grafica collegamenti bibliografici Output attesi almeno 80 immagini su Wikimedia Commons 6 nuove voci o ampliamenti su Wikipedia 15 item Wikidata creati o migliorati 1 itinerario OpenStreetMap Tutti i contenuti saranno pubblicati con licenze compatibili con Wikimedia (CC BY o CC BY-SA). Stato dei diritti d'uso del materiale: I contenuti prodotti nel progetto sono realizzati dall’Associazione Messineo o dal personale incaricato con cessione dei diritti, consentendo il rilascio con licenza libera. Per materiali preesistenti verrà effettuata verifica puntuale della titolarità dei diritti prima della pubblicazione. In che modo il progetto proseguirà? La sostenibilità è garantita attraverso: formazione di due operatori museali, disponibilità delle attrezzature acquistate, integrazione delle attività nel programma ordinario del museo, prosecuzione periodica del caricamento di contenuti. Il progetto rappresenta quindi l’avvio di un processo stabile di condivisione digitale.
Associazione Collettivo L’Aquila Reale E.T.S.
Il progetto “MuseoOFF - Antiquarium Oraziano. Digitalizzazione open dei reperti tra MusAQ, Museo Oraziano e Istituto VILLÆ” si inserisce all’interno di una programmazione condivisa tra diversi istituti, già formalizzata tramite un accordo tra il Comune di Licenza e l’Istituto autonomo Villa Adriana e Villa d’Este - VILLAE di Tivoli, e mira a valorizzare la relazione tra il patrimonio archeologico del sito della Villa di Orazio Flacco (Licenza, RM) conservato presso il Museo Archeologico Oraziano di Licenza, e i contenuti naturalistici e le attività di sensibilizzazione ambientale e promozione territoriale del MusAQ - Museo dell’Aquila reale di Civitella di Licenza (RM), attraverso la documentazione del patrimonio archeologico proveniente dal sito della Villa, oggi conservati presso il Museo Oraziano e presso i depositi dell’Istituto Autonomo VILLAE di Tivoli (RM), da rendere accessibili e disponibili online con licenza libera, secondo i principi di accessibilità, conoscenza libera e collaborazione condivisi dal presente bando. A partire dalla digitalizzazione dei reperti archeologici di interesse – frammenti e porzioni di decorazioni parietali ad intonaco o in marmo, che riproducono la fauna e la flora locale, documentati nel primo allestimento progettato da Angiolo Pasqui (1857-1915) a seguito delle indagini archeologiche del 1911-1915 – il progetto intende promuovere il patrimonio naturalistico del territorio dei Monti Lucretili e della Valle dell’Aniene come testimonianza storica dell’evoluzione del paesaggio dall’antichità ad oggi, e come fondamentale risorsa da tutelare e valorizzare. Attraverso laboratori creativi, azioni comunitarie di citizen-science e momenti di restituzione pubblica, il progetto mira a sensibilizzare il pubblico delle istituzioni coinvolte sulle criticità ambientali e il rischio di perdita di biodiversità che interessano questi territori. Il patrimonio archeologico, rimasto depositato presso il Museo Oraziano fino agli anni ‘90, è stato poi diviso per esigenze di conservazione e in parte destinato ai depositi della Soprintendenza archeologica presso l’attuale Istituto autonomo VILLAE - Villa d’Este e Villa Adriana. Questo progetto mira dunque a riunire il nucleo originale dell’antiquarium del Museo Oraziano e valorizzarne l’aspetto archeologico, archeobotanico e culturale attraverso una prospettiva multidisciplinare su temi storici, artistici e ambientali. Il progetto prevede due principali azioni: Digitalizzazione dei reperti (principalmente attraverso fotografie piane o modelli fotogrammetrici ad alta risoluzione) da rendere disponibili online con licenza libera su un’apposita pagina o portale dedicati; Attività di restituzione (laboratori creativi, workshop, visite guidate, restituzioni pubbliche) presso il Museo Oraziano e il MusAQ a Licenza, e presso le sedi dell’Istituto autonomo VILLAE di Tivoli, per connettere il patrimonio archeologico a quello naturalistico dei Monti Lucretili e della Valle dell’Aniene. Oltre a integrare l’attività di diversi poli culturali del territorio, il progetto si propone di raccogliere in forma digitale, pubblica e accessibile il patrimonio archeologico relativo ai frammenti di decorazione parietale a intonaco e marmoree della Villa di Orazio Flacco (fine I sec. a.C.), un’area di rilevante interesse archeologico, letterario e culturale ancora oggi radicalmente integrata nel paesaggio dei Monti Lucretili. Il progetto prevede il caricamento tramite Wikimedia Commons di circa 75 immagini ad alta risoluzione e 35 modelli 3D, l’aggiornamento o la creazione delle voci Wikipedia pertinenti (Villa di Orazio, Museo Oraziano, Monti Lucretili, ecc.) e l’integrazione o creazione di item su Wikidata, al fine di garantire interoperabilità e riusabilità dei dati. Il progetto include 1 laboratorio pubblico presso il Museo Archeologico Oraziano, dedicato a Wikipedia e al patrimonio locale, con il coinvolgimento di studenti, cittadini e operatori culturali. Durante l’attività i partecipanti lavoreranno su casi concreti (Villa di Orazio, Museo Oraziano, contesto territoriale), contribuendo direttamente all’aggiornamento di voci Wikipedia e al caricamento/collegamento dei materiali su Wikimedia Commons e Wikidata. Il laboratorio mira a consolidare competenze digitali, uso critico delle fonti e pratiche di produzione collaborativa della conoscenza. È prevista inoltre 1 presentazione istituzionale presso l’Istituto Autonomo Villa Adriana e Villa d’Este – VILLÆ, accompagnata da una visita ai depositi, per mostrare “dal vivo” il contesto di conservazione e documentazione dei reperti oggi non accessibili e illustrare il percorso di digitalizzazione (dalla ripresa alla pubblicazione open). Questo passaggio rafforza il dialogo tra tutela, ricerca e accesso digitale, evidenziando il valore della documentazione interoperabile e riusabile. Infine, 1 presentazione pubblica presso il MusAQ – Museo dell’Aquila reale,per mettere in relazione i contenuti digitalizzati (fauna e flora rappresentate nei reperti) con il patrimonio naturalistico del museo e la biodiversità attuale dei Monti Lucretili. L’incontro offrirà una lettura integrata tra archeologia e paesaggio, rendendo visibili continuità e trasformazioni ambientali nel tempo e mostrando come la digitalizzazione open possa generare nuove connessioni tra memoria storica, ambiente e comunità. Per i laboratori sono previsti un numero minimo di 20 partecipanti, con la possibilità di estendere e replicare le attività alle scuole o in ulteriori incontri attraverso la programmazione degli enti che collaborano all’iniziativa Le attività saranno realizzate in partenariato con l’Associazione internazionale per la promozione della Cultura Digitale “Dino Buzzetti” –DiCultHer– , aderente alla New European Bauhaus, impegnata nella promozione della cultura open e delle competenze per la trasformazione digitale in ambito educativo e valorizzazione del patrimonio culturale, e con la collaborazione dei professionisti di VILLÆ, coinvolti nel progetto, per gli aspetti tecnico-scientifici e di conservazione.
Perché la tua istituzione sta partecipando al bando? L’Associazione Collettivo L’Aquila Reale E.T.S., attiva da circa cinque anni nei Monti Lucretili e nella Valle dell’Aniene, promuove l’integrazione tra arte pubblica, pratiche partecipative e citizen-science attraverso laboratori pubblici, attività educative ed eventi culturali. L’Associazione gestisce e cura le attività del MusAQ di Civitella di Licenza, museo a vocazione naturalistica dedicato all’Aquila chrysaetos e al suo valore ecologico e culturale per la storia del territorio. Negli ultimi anni il MusAQ si è consolidato come hub di ricerca e produzione culturale su temi ambientali, anche grazie alla collaborazione con circa 80 artisti internazionali in cinque anni, coinvolti in programmi di residenza e in azioni pubbliche con le comunità locali, che hanno prodotto documentazioni, narrazioni e momenti di restituzione capaci di rendere leggibili le criticità del paesaggio e le trasformazioni in atto. In parallelo, nella Valle dell’Aniene abbiamo sviluppato progetti e alleanze con istituzioni culturali del territorio, in particolare con musei del sistema museale “Meda Aniene”, con Villa Gregoriana – FAI, e con l’Istituto Autonomo Villa Adriana e Villa d’Este – VILLÆ, rafforzando una logica di rete e di co-progettazione tra luoghi e comunità. La nostra partecipazione al bando rappresenta un passaggio strategico verso una politica stabile di open access e trasformazione digitale del patrimonio, con l’obiettivo di rendere la produzione culturale locale parte attiva dell’infrastruttura globale della conoscenza libera, superando le condizioni di isolamento geografico tipiche delle aree interne. La condivisione di contenuti con licenze libere sulle piattaforme Wikimedia permette infatti di rendere accessibili e riutilizzabili a livello globale risorse oggi poco visibili, rafforzando l’accesso alla conoscenza e la capacità del territorio di dialogare con pubblici, ricercatori e comunità educative più ampie. La nostra esperienza di pratiche partecipative e di produzione di conoscenza dal basso è pienamente coerente con la filosofia Wikimedia: conoscenza prodotta in modo collaborativo, verificabile e condivisa, con ricadute educative e comunitarie. In particolare, abbiamo maturato metodologie di lavoro che combinano osservazione sul campo, raccolta condivisa di dati e testimonianze, e restituzione pubblica in forme accessibili (incontri, percorsi guidati, materiali divulgativi), con l’obiettivo di trasformare l’esperienza locale in patrimonio comune. In questo quadro, all’interno della programmazione del MusAQ sono già stati sviluppati progetti culturali che mettono in dialogo il MusAQ, il sito della Villa di Orazio e il Museo Archeologico Oraziano, valorizzando questi luoghi come un sistema territoriale integrato (patrimonio archeologico, paesaggio, biodiversità e comunità), e non come poli separati. Questo approccio ci consente di connettere oggetti e reperti, paesaggi e pratiche contemporanee, e di leggere la Villa e il Museo non solo come “luoghi della memoria”, ma come strumenti attivi per comprendere l’evoluzione del territorio e costruire nuove forme di appartenenza e cura. Il lavoro si sviluppa in rete con gli enti e le istituzioni competenti, anche attraverso la collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Roma e la provincia di Rieti, e con i soggetti che custodiscono e gestiscono il patrimonio. L’azione proposta per il bando Wikimedia è coerente e complementare alla esperienza di citizen-science, e trova una naturale continuità nella filosofia Wikimedia, fondata sulla produzione collaborativa, verificabile e condivisa della conoscenza: attraverso la digitalizzazione e la pubblicazione open di manufatti archeologici rappresentativi della storia del paesaggio (frammenti decorativi a tema naturalistico, elementi marmorei e calchi oggi in parte non accessibili), il progetto rende finalmente consultabile un nucleo disperso e poco visibile, facilitandone il riuso in ambito educativo, scientifico e divulgativo. In dialogo con il Museo Archeologico Oraziano e l’Istituto Autonomo Villa Adriana e Villa d’Este – VILLÆ, il progetto amplia l’impatto delle attività del MusAQ e contribuisce a costruire un asse GLAM tra istituzioni della Valle dell’Aniene, in cui la produzione di contenuti digitali si integra con momenti pubblici di restituzione (visite guidate, workshop, laboratori) e con la costruzione di risorse online interoperabili, capaci di far circolare globalmente conoscenze prodotte localmente. Quali contenuti l'istituzione mette a disposizione del progetto con licenze libere: Il progetto prevede la documentazione in digitale di tavole con frammenti di intonaco affrescato, principalmente con soggetti legati alla fauna e alla flora locale, asportati dalle strutture parietali della Villa di Orazio tra il 1911 e il 1915, e oggi conservati separatamente nell’antiquarium del Museo Oraziano, e in deposito presso l’Istituto Autonomo Villa Adriana e Villa d’Este - VILLAE, che ne cura la conservazione. Il progetto di digitalizzazione comprende inoltre alcuni rilevanti elementi marmorei (lacunari, capitelli di paraste, fregi e decorazioni scultoree) sempre rinvenuti nella Villa, e calchi originali in gesso con decorazioni a tema naturalistico. In particolare, il progetto prevede la documentazione e digitalizzazione per la fruizione online con licenza libera di: 40 tavole in malta cementizia incorniciate con frammenti di intonaco decorato inglobati, che riproducono piante, animali e motivi a tema naturalistico e riportano date e informazioni delle asportazioni sul retro; 4 frammenti scultorei di capitelli e 1 lacunare in marmo di grandi dimensioni con elementi scolpiti della fauna e flora locale; 30 calchi in gesso di dimensioni variabili, allestiti presso i depositi dell’Istituto VILLAE secondo le modalità in uso fino agli anni ‘90 e attualmente non accessibili al pubblico, più 1 ulteriore allestito presso l’antiquarium del Museo Oraziano. Il progetto prevede la disponibilità online di circa 75 immagini piane ad alta risoluzione relativi a tutto il materiale documentato, e di 35 modelli fotogrammetrici di qualità adeguata alla visualizzazione e navigazione online relativi ai manufatti tridimensionali (frammenti scultorei e calchi in gesso). Insieme al materiale archeologico, verranno eventualmente inserite online illustrazioni e documenti iconografici tratti da pubblicazioni fuori catalogo e documenti archivistici. Ogni oggetto sarà corredato da descrizione strutturata, collegamenti a Wikidata, riferimenti bibliografici, e identificatori.
Stato dei diritti d'uso del materiale: Tanto il materiale presso i depositi dell’Istituto VILLAE, quanto quelli accessibili e visibili presso il Museo Oraziano di Licenza, sono di proprietà della Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Roma e la Provincia di Rieti. Parte del materiale destinato alla documentazione nel progetto risulta attualmente inaccessibile ai visitatori e in deposito all’Istituto Autonomo VILLAE con etichetta BCS (Beni Culturali Standard). L’acquisizione del materiale dell’Istituto per motivi di studio o non commerciali è oggetto di atto formale di concessione d’uso e/o autorizzazione specifica (Decr. Direttoriale VA-VE, n. 2 del 10 marzo 2023). L’utente finale sarà edotto sul fatto che la disponibilità online con licenza libera non andrà a condizionare lo stato della proprietà delle immagini e delle condizioni di utilizzo (in particolare sulla dicitura “su concessione dell’Istituto autonomo Villa Adriana e Villa d’Este-VILLÆ del Ministero della Cultura” o in alternativa “© Villa Adriana e Villa d'Este, Tivoli–MiC”). Eventuale pubblicazione di immagini e riprese dei beni in gestione all'Istituto Villa Adriana e Villa d'Este su siti e piattaforme non gestite dall'Amministrazione titolare dei diritti o dal Ministero della Cultura non sostituiscono le necessarie autorizzazioni obbligatorie per l’utilizzo a scopo di lucro, nonché la normativa di tutela, promozione e valorizzazione del medesimo patrimonio. Tutta la documentazione fotografica, con particolare riferimento a ortofoto e ortomosaici del materiale archeologico, sarà resa disponibile online secondo i termini della licenza Creative Commons Attribution-ShareAlike 4.0 International (CC BY-SA 4.0). Al fine di garantire la corretta contestualizzazione scientifica e l'identificazione della fonte, ogni file recherà un riferimento grafico esterno all’acquisizione (cornice informativa o didascalia integrata) riportante il logo o la denominazione dell'Istituto di appartenenza. Tale elemento è da considerarsi parte integrante dell'opera così come immessa nel pubblico dominio digitale; la licenza CC BY-SA si applica pertanto all'immagine comprensiva di tale riferimento, fermi restando gli obblighi di attribuzione e condivisione allo stesso modo per ogni eventuale opera derivata. La pubblicazione su Wikimedia Commons avverrà in conformità alle linee guida GLAM e garantirà la piena riusabilità dei contenuti secondo i principi del sapere libero. Il progetto sarà realizzato nel pieno rispetto del quadro normativo vigente e previa acquisizione di un provvedimento autorizzativo specifico da parte dell’ente titolare dei beni. Tale autorizzazione, già in fase di esame e che sarà formalizzata in caso di approvazione del progetto, dovrà consentire esplicitamente la pubblicazione dei contenuti con licenza libera compatibile con Wikimedia; solo a seguito di tale atto i materiali saranno caricati su Wikimedia Commons con licenza CC BY-SA 4.0. In che modo il progetto proseguirà? Il progetto rappresenta l’avvio di un asse GLAM continuativo tra MusAQ, Museo Oraziano e partner istituzionali, con l’obiettivo di rendere strutturale la collaborazione con l’ecosistema Wikimedia oltre la durata del finanziamento. A conclusione del progetto, l’Associazione intende proseguire con attività periodiche di condivisione open dei contenuti prodotti (nuovi upload su Wikimedia Commons, aggiornamento delle pagine informative e dei metadati), capitalizzando le competenze e la rete attivata, impiegando la strumentazione acquisita tramite il bando attraverso le stesse modalità di documentazione. Sul piano dei contenuti, l’attività sarà estesa progressivamente ad altri nuclei del patrimonio archeologico proveniente dal sito della Villa di Orazio Flacco, così da rendere disponibili online dati e immagini di reperti e manufatti poco noti conservati da istituzioni attive nelle aree interne, contribuendo a ridurre gli effetti dell’isolamento geografico e culturale che caratterizza il territorio. Il materiale documentato in digitale sarà inoltre inserito tramite installazioni video all’interno del percorso espositivo del MusAQ, per favorire unitarietà e integrazione reciproca tra i contenuti scientifici degli istituti coinvolti, e dare continuità all’obiettivo di avvicinare il patrimonio archeologico identitario del territorio alle istanze di tutela ambientale promosse attraverso la vocazione naturalistica e contemporanea del MusAQ. Parallelamente, la collaborazione con gli enti coinvolti consentirà di lavorare alla ricostruzione digitale del nucleo originario dell’antiquarium del Museo Oraziano (prima della ristrutturazione moderna), mettendo in relazione oggetti, provenienze e pratiche di allestimento. La ricostruzione digitale sarà strutturata in modo interoperabile, con dati integrabili in Wikidata e riutilizzabili per finalità di ricerca, didattica e divulgazione, contribuendo a un dibattito più ampio sui principi di accessibilità e condivisione della conoscenza, sul valore storiografico e museografico dei piccoli musei e sull’evoluzione dell’idea di “museo”nell’epoca contemporanea.
Fondazione CSF
Il patrimonio librario della Fondazione CSF fa parte della Sezione Europea Gianni Merlini della Biblioteca Norberto Bobbio, in collaborazione con alcuni membri del suo staff, il progetto prevede un'attività implementazione e caricamento delle immagini sui progetti wiki delle digitalizzazioni dei titoli individuati sia tra le risorse bibliografiche sia nella sua raccolta di periodici militanti del Movimento Federalista Europeo. Perché la tua istituzione sta partecipando al bando? Nell'ambito della valorizzazione del proprio patrimonio librario, caratterizzato per un'omogeneità tematica (storia del pensiero federalista e storia dell'integrazione europea e in questo caso facendo riferimento al fondo di uno dei protagonisti della storia del movimento) per incrementare la fruizione da parte degli utenti di materiale storico, la partecipazione al bando si presenta come un'occasione per la Fondazione di rendere/restituire alla comunità alcune risorse culturali. Quali contenuti l'istituzione mette a disposizione del progetto con licenze libere: Sono stati individuati titoli e periodici liberi da copyright per un totale di circa 8000 immagini elaborate dalla digitalizzazione di circa 30 risorse bibliografiche. Stato dei diritti d'uso del materiale: gli autori dei volumi individuati sono da verifica effettuata in pubblico dominio. In che modo il progetto proseguirà? All'interno del patrimonio librario sono stati individuate circa 40 risorse bibliografiche collegabili a voci presenti su Wikipedia (non solo voci del progetto italiano) e che potrebbero dopo ulteriore selezione andare a implementare i progetti wikicommons e wikisource in numero minore, tenendo in considerazione eventuali fattori di importanza delle voci di riferimento.