Rettifica dell'intervista pubblicata da Il Giornale

Da Wikimedia Italia.
5 febbraio 2009

Con riferimento all'articolo pubblicato sull'edizione online de Il Giornale del 5 febbraio 2009, intitolato Io, "nazista" per colpa di Wikipedia, a firma di Paolo Bracalini, vorremmo fare alcune puntualizzazioni, manifestando innanzitutto il nostro dispiacere per quanto accaduto nei confronti del diffamato.

  • (alla domanda «Wikipedia scriva castronerie») «è internet che diffonde immondizia»:
    Wikipedia non dà garanzia dei contenuti, come indicato dalle avvertenze presenti a piè di pagina di ogni voce: <http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:General_disclaimer>. È nella natura stessa di una enciclopedia in aggiornamento costante avere, da una parte, voci che raggiungono la più elevata qualità accademica e, dall'altra, voci che contengono imprecisioni o errori.
    Siamo pienamente consapevoli di questo: migliaia di utenti (per limitarci alla sola versione in lingua italiana) lavorano sodo ogni giorno per portare le voci contenenti imprecisioni o errori, o semplicemente sciatte dal punto di vista stilistico, ad un livello di qualità accademica, con risultati tutt'altro che negativi.
  • «La maggior parte dei giornalisti non fa altro che copiare e incollare da internet»:
    Non sappiamo quanto ciò sia vero, dal momento che Wikipedia non è una testata giornalistica. Siamo però a conoscenza di svariati casi di articoli giornalistici che si basano sulla copia integrale o parziale di voci di Wikipedia, senza che venga citata la fonte.
    Per quanto riguarda Wikipedia, in ossequio alle nostre linee guida (<http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Copyright>), ogniqualvolta un contenuto venga copiato pedissequamente da un'altra fonte senza l'adeguata autorizzazione alla pubblicazione viene cancellato non appena scoperto.
  • «Ma poi hanno tolto quella frase su di lei?» «Sì, sarà intervenuta qualche manina. Si saranno spaventati perché la mia prima telefonata è stata alla polizia postale»:
    Non ci sono "manine". Il processo di modifica delle voci è del tutto trasparente: l'inciso contestato è stato inserito <http://it.wikipedia.org/?diff=21524654&oldid=21524484> il 22 gennaio da un utente non registrato e tolto <http://it.wikipedia.org/?diff=21737751&oldid=21720333> da un altro utente non registrato otto giorni dopo.
    È capitato in passato che la Polizia postale abbia chiesto all'Associazione Wikimedia Italia (che non ha alcuna autorità sull'enciclopedia) informazioni riguardo ad alcune voci, ma non in questo caso.
  • «Ovviamente mi sono avvalso del contributo del mio avvocato per mettere un freno alle stupidaggini del signor Wikipedia. Grazie quindi anche al Premiolino perché abbiamo trovato la persona a cui recapitare l'azione legale o civile»:
    Il Premiolino è stato assegnato a Wikipedia e ritirato per essa dall'Associazione Wikimedia Italia, che – ripetiamo – non ha alcuna autorità sull'enciclopedia. Eventuali azioni legali devono essere inviate alla Wikimedia Foundation <http://wikimediafoundation.org>, che gestisce tutti i progetti Wikimedia. Ciò fermo restando che, ai sensi della legge italiana, la responsabilità delle modifiche apportate resta dell'utente (registrato o non registrato) che le compie.
  • «No, non c'è un autore, è una cosiddetta enciclopedia libera per cui qualsiasi scagnozzo può scrivere quel che vuole di un libero cittadino»:
    L'assenza di una redazione unica non significa che chi collabora a Wikipedia sia "esonerato" da responsabilità legali: la responsabilità delle modifiche è dell'utente che le opera.
    I nomi o gli indirizzi IP tutti gli autori sono individuabili attraverso la cronologia della pagina (<http://it.wikipedia.org/wiki/Aiuto:Cronologia>). L'autorità giudiziaria può ottenere i dati personali, inoltrando una richiesta scritta a Wikimedia Foundation.
  • «Ma mi riprometto di sorridere all'idea che diano il Premiolino a Wikipedia»:
    Non riusciamo a comprendere come l'acredine nei confronti di Wikipedia possa sfociare in un attacco contro uno dei più importanti premi italiani in ambito giornalistico e l'autonomia di giudizio della Giuria che lo assegna.

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