Wikimania 2026/Report/Francyskus

Da Wikimedia Italia.
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Grazie al borsa di partecipazione "Alessio Guidetti" messa a disposizione da Wikimedia Italia, dal 21 al 25 luglio 2026 ho avuto l'opportunità di partecipare a Wikimania, la conferenza mondiale del movimento Wikimedia, ospitata quest'anno nella splendida cornice della Cité des sciences et de l'industrie di Parigi.

Mi sembra doveroso ammettere che son stati cinque giorni intensi, densi di incontri, idee e momenti che porterò con me a lungo, anche il piccolo consiglio di un esperto, l’ascoltare i racconti degli altri wikipediani, furono ricchi di informazioni e aiuti, piccole chicche pressoché fondamentali per me e per la mia formazione. Wikimania è il luogo per eccellenza ove i nomi utente con cui collaboriamo ogni giorno online acquistano finalmente un volto, una voce e una storia. Ritrovarsi fianco a fianco con volontari provenienti da ogni parte del mondo, tutti mossi dalla stessa passione per la conoscenza libera, è un'esperienza che difficilmente si può descrivere a parole, ma che proverò comunque a raccontare in queste pagine. Ho già percepito questa sensazione di “Famiglia” all’ItWikicon 2025 svoltosi a Catania.

Il mio percorso a Parigi è stato particolarmente ricco: è iniziato con una Team Challenge che si è conclusa, con mia grande sorpresa, con un premio, ed è proseguito tra sessioni dedite all'intelligenza artificiale, al giornalismo comunitario, al patrimonio culturale e, naturalmente, a Wikisource, il progetto che sento più vicino, come una piccolaa bolla sicura.

Sessioni seguite

Pre-conferenza – martedì 21 luglio: le Team Challenges

La mia Wikimania è cominciata ancor prima dell'apertura ufficiale, con le Team Challenges: sfide in cui gruppi di volontari, provenienti da comunità e paesi diversi, hanno il compito di ideare e sviluppare in pochi giorni un progetto concreto attorno ai temi proposti dagli organizzatori.

Con il mio gruppo, il Team 10 E Europe, abbiamo scelto di lavorare su due dei temi in gara che, a onor del vero, trovavano certi riscontri e punti in comune con le idee buttate durante una breve sessione di brainstorming: "Collegare la conoscenza multilingue" ed "Esplorare la conoscenza". Da questa combinazione è nato Map the Gap: si tratta d’una mappa interattiva che mostra i toponimi – ossia i nomi dei luoghi, come paesi e città – insieme ai nomi dei loro abitanti (gli etnici o demonimi), di qualsiasi lingua.

L'idea alla base del progetto è tanto semplice quanto, a mio avviso, potente: rendere immediatamente visibili le lacune nei dati aperti relativi agli elementi geografici e permettere a chiunque di contribuire in modo facile e intuitivo a colmarle. Abbiamo pensato di concentrarci sul lavorare con le mappe, poiché è uno degli strumenti più immediati per far capire a colpo d'occhio dove la conoscenza libera ha già una base solida e dove, invece, c'è ancora molto lavoro da fare.

È stato molto divertente in un team internazionale poiché il lavorare con persone che fino a poche ore prima conoscevo solo di nome (o che comunque non conoscevo affatto), è stato stimolante fin dal primo momento: ognuno ha portato le proprie competenze, la propria lingua e il proprio punto di vista, ed è proprio da questa diversità che il progetto ha preso forma. Ho avuto modo di imparare da loro numerosi linguaggi di programmazione quali Phyton o Java, quest’ultimo è il linguaggio usato per lo sviluppo del progetto.

Giorno 1 – mercoledì 22 luglio

  • Conclusione e presentazione di Map the Gap – La mattinata è stata dedicata all’ultimazione il progetto. Mi son concentrato su un aspetto che mi stava particolarmente a cuore: la registrazione, tramite Lingua Libre, delle pronunce dei nomi di tutte le nazioni del mondo, poiché desideravo da tempo iniziare a lavorarci su e capire come essa funzioni. Non posso di fatto negare che esso fu lavoro paziente e quasi artigianale, dove in certi attimi di negatività per via della cancellazione delle registrazioni son riuscito a portare a termine il mio obiettivo personale. Sarà stato stressante, lo ammetto, ma ho percepito questa fatica come un piccolo tassello in più verso una conoscenza davvero multilingue e accessibile.

Invece a alle 2:30 abbiamo presentato il nostro lavoro insieme agli altri team; è stato emozionante vedere il prototipo prendere vita davanti a un pubblico e soprattutto il condividere le nostre idee con gli altri rimasti alquanto stupiti dal concetto e dal progetto diventato realtà, allo stesso tempo, fu interessante scoprire le idee originali e ambiziose nate dagli altri gruppi.

  • Opening Ceremony featuring Wikimedian of the Year – Alle 16 si è aperta ufficialmente la conferenza. Una cerimonia molto partecipata, dedicata ai temi di questa edizione – Libertà, Equità, Affidabilità – e ai 25 anni di Wikipedia, con l'intervento della CEO della Wikimedia Foundation Bernadette Meehan e la consegna dei riconoscimenti Wikimedian of the Year. Per tutta la durata della cerimonia ho scelto di vestire i panni del fotografo, documentandola con numerosi scatti, ho sentito ciò come un dovere morale, certamente ritratta di un modo per viverla da vicino e, al tempo stesso, per restituire alla comunità un ricordo di quel momento, visto dalla mia prospettiva e dal mio occhio.

Giorno 2 – giovedì 23 luglio

Per motivi personali non ho potuto prendere parte alle sessioni della mattina e sono arrivato alla Cité des sciences nel primo pomeriggio, verso le 14. Il tempo di orientarmi e mi sono diretto subito verso una delle sessioni che attendevo con alta trepidazione.

  • Lightning Talk Showcase I – Il formato dei lightning talk è uno dei più vivaci di tutta la conferenza: composto da interventi brevi e incisivi che, uno dopo l'altro, offrono una panoramica sorprendentemente ampia di ciò che accade nel movimento a livello globale, dalle partnership GLAM alla tutela delle lingue minoritarie, fino alle collaborazioni con le università. Due interventi in particolare mi hanno colpito:
    • UK Heritage 3D Data at Risk di Richard Nevell, che ha acceso i riflettori su un tema tanto attuale quanto poco discusso: la fragilità dei dati 3D relativi al patrimonio culturale, che senza strategie di conservazione e licenze aperte rischiano di andare perduti. Mi ha fatto riflettere su quanto la "memoria digitale" sia tutt'altro che scontata e su quanto il ruolo dei progetti Wikimedia possa essere decisivo anche in questo campo. È interessante il fatto che diamo per scontato la fragilità di tutto ciò.
    • Connecting GLAM and Communities: Insights from the Wikimedia Italia GLAM Grant di Marta Arosio, che ha raccontato l'esperienza del GLAM Grant di Wikimedia Italia e il modo in cui ha saputo mettere in relazione istituzioni culturali e comunità locali. L’ho sentito intimamente questo discorso, dove mi sono rivisto in molti dei miei ideali. ,

Giorno 3 – venerdì 24 luglio

Il venerdì è stato senza dubbio la giornata più piena e, per molti versi, la più significativa della mia Wikimania.

  • Kurier, Signpost, wikipress: You can be a Wikimedia journalist – Alle 9:30 ho iniziato la giornata con una sessione piacevole e davvero divertente, dedicata al giornalismo comunitario e alle testate interne con cui le diverse comunità raccontano sé stesse, come il Kurier della Wikipedia in tedesco e il Signpost di quella in inglese. È stata un'occasione per scoprire come nascono questi notiziari, chi li scrive e perché sono così importanti per tenere informati i volontari e dare voce a ciò che accade "dietro le quinte" dei progetti. Ne sono uscito con una certa voglia di mettermi alla prova anch'io, ognuno di questi lavori scaturiva una sorta di nuova certezza e sicurezza che prima erano poco chiari e insicuri. Sento che i miei pensieri stavano iniziando ad avere un’ordine.
  • State of Wikimedia & AI 2026: Freedom, Equity, Reliability at a Crossroad – Dopo la pausa ho seguito questo panel, che ha riunito figure chiave del movimento per riflettere sull'impatto dell'intelligenza artificiale generativa sui progetti Wikimedia. Si è discusso di come tutelare la qualità delle fonti, l'equità d'accesso e la centralità del contributo umano, ma non son di certo mancate delle sperimentazioni più promettenti e delle grandi sfide aperte in termini di governance e sostenibilità. Un tema che ci tocca tutti. Peccato la piccolezza della sala, sarebbe stato interessante una maggior partecipazione da parte delle persone per via dell’argomento estremamente interessante.
  • Lunch meetup: Mediterranean Meetup – Questo incontro è stato, se non la mia attività preferita in assoluto, sicuramente una delle più belle. Promosso da WikiSud Italia, ha riunito wikimediani dei paesi che si affacciano sul Mediterraneo in un clima informale ma ricco di contenuti, con l'obiettivo di individuare sfide comuni e gettare le basi per future collaborazioni nell'ambito di WikiMediterranean: dai concorsi fotografici ai progetti su mare, paesaggio e minoranze linguistiche, come Wiki Loves Arbëreshë organizzato a Piana degli Albanesi. L'incontro si è concluso con una foto di gruppo.
  • Maximizing the effects of Wikisource workshops about women writers – Alle 14:30 ho partecipato a questa sessione dedicata ai laboratori su Wikisource incentrati sulle scrittrici: un tema che unisce due aspetti a cui tengo molto, la valorizzazione dei testi storici e la riduzione del divario di genere nei contenuti. Ho trovato numerosi spunti su come rendere questi laboratori più efficaci e duraturi nel tempo, coinvolgendo nuovi volontari e dando visibilità a opere e autrici ingiustamente dimenticate.
  • Lightning Talk Showcase II – Alle 16 è stata la volta della seconda serie di lightning talk, anch'essa molto interessante e variegata: dall'uso dell'intelligenza artificiale per individuare le lacune di Wikipedia a partire dalle ricerche dei lettori, al pattugliamento assistito sui progetti più piccoli, fino al toolkit editoriale "Sharing culture" per le partnership GLAM presentato da Wikimedia Italia, un intervento molto interessante. Mi ha colpito in particolare l'esperienza ucraina di integrare la rilettura dei testi su Wikisource nei corsi universitari: un'idea che, a mio avviso, meriterebbe di essere sperimentata anche in Italia.
  • Wikisource Meetup – Appena concluso lo showcase sono corso al meetup di Wikisource, il mio mondo e la mia passione. Qui mi sono sentito ancor più a casa di quanto potessi immaginare: confrontarmi con altri wikisourciani di diverse comunità linguistiche su digitalizzazione dei testi, rilettura, fruizione da dispositivi mobili e prospettive future del progetto è stato appagante e motivante. Ho notato la grande differenza che vi è fra le varie lingue, dagli strumenti utilizzati all’approccio col libro, son nate discussioni pacifiche molto divertenti. È in momenti come questo che si capisce quanto un progetto "di nicchia" possa essere sostenuto da una comunità piccola ma straordinariamente appassionata.
  • Karaoke – Alle 19 è arrivato uno dei momenti più alti a mio parere di tutta Wikimania 2026. Al karaoke ho percepito come le maschere cadessero una dopo l'altra: persone di culture e lingue diversissime, unite dal mondo wiki, si ritrovavano a cantare insieme, affidandosi a quella che è forse la più primordiale e universale delle forme di espressione. Mi sono commosso. È stato uno degli attimi emotivamente più intensi dell'intera esperienza, e la prova più tangibile che il nostro movimento è fatto prima di tutto di persone, la prossima volta vorrei partecipare anch’io

Giorno 4 – sabato 25 luglio

  • Wiki Loves Film – creative workshop – Alle 9 ho preso parte a un laboratorio creativo dedicato al cinema e alle immagini libere. Utilizzando fotogrammi tratti da film muti ho realizzato una cartolina, che ho poi spedito a un caro amico wikimediano che non era potuto venire a Wikimania. Un gesto semplice, ma che mi ha fatto sentire di condividere con lui almeno un frammento di quei giorni, e che dimostra in modo concreto come i contenuti liberi possano trasformarsi in qualcosa di personale e significativo.
  • Il puzzle collettivo – Durante la breve pausa, passata quasi di corsa, sono andato a posizionare il mio pezzo del grande puzzle collettivo della conferenza: il numero 276. Perlopiù l’ho preso come un gioco, il significato di questo gesto mi sarebbe diventato chiaro qualche ora più tardi.
  • Launch of Mosaic: the mission for open stewardship of AI and the commons – Subito dopo mi sono precipitato al lancio di MOSAIC, la missione nata dal lavoro di Wikimedia CH, Open Future e AI-BRIDGES per far sì che il movimento Wikimedia abbia un ruolo attivo nel nuovo ecosistema della conoscenza guidato dall'intelligenza artificiale, tutelando al tempo stesso l'integrità della conoscenza prodotta dagli esseri umani e i beni comuni digitali. Intrigante soprattutto per i temi trattati.
  • Lunch meetup – First Wikimedia International: let's talk about workers' unions – Verso le 13:30 ho partecipato a questo incontro dedicato ai diritti e all'organizzazione sindacale dei lavoratori all'interno del movimento. Il tema mi incuriosiva molto, ma devo ammettere con franchezza che la sessione non mi ha soddisfatto pienamente: l'impostazione complessiva e gli argomenti trattati mi sono sembrati poco chiari, e ne sono uscito con più domande che risposte.
  • Coolest Tool Awards – Sono andato ad assistere alla premiazione degli strumenti più innovativi sviluppati dalla comunità: è stata una bella presentazione.
  • Highlights from the Team Challenges – Subito dopo è arrivato il momento che, inaspettatamente, è diventato il più emozionante della mia esperienza di Wikimania. Durante la presentazione dei risultati delle Team Challenges, con mia grande sorpresa e gioia, il nostro Team 10 E Europe ha vinto il Premio Calafia – Progetto più promettente, il riconoscimento destinato al prototipo più promettente e pronto a crescere, che i wikimediani vorranno continuare a sviluppare. Vedere premiato Map the Gap, e con esso tutto il lavoro fatto insieme ai miei compagni di squadra, è stata una soddisfazione enorme e, soprattutto, uno stimolo a non fermarci qui ma a portare avanti il progetto anche dopo la conferenza.
  • Closing Ceremony – Ancora euforico per la premiazione, dopo una breve pausa ho raggiunto la cerimonia di chiusura, accompagnata dalla WikiOrchestra e dal discorso conclusivo della CEO Bernadette Meehan. Con mia sorpresa è stato annunciato che la prossima edizione di Wikimania, nel 2027, si terrà a Santiago del Cile, con il tradizionale passaggio di testimone agli organizzatori. Al termine siamo usciti tutti insieme per scattare la foto di gruppo all'esterno, proprio sopra il grande puzzle costruito da ciascuno di noi. Tutto cio ha una siblogia molto forte, un piccolo contributo che, sommato ai piccoli contributi di tutti gli altri, dà forma a qualcosa di molto più grande. È esattamente così che nasce la conoscenza libera.

Considerazioni finali

Wikimania 2026 è stata un'esperienza straordinaria, che ha superato di gran lunga le mie aspettative. Tornando a casa porto con me un bagaglio ricchissimo, fatto di idee, contatti, spunti pratici e, soprattutto, di emozioni.

Tra i tanti temi affrontati, i fili conduttori che mi hanno coinvolto di più sono stati:

  • La conoscenza multilingue e le lacune nei dati aperti, al centro del progetto Map the Gap: lavorare sui toponimi e sulle pronunce con Lingua Libre mi ha mostrato quanto ci sia ancora da fare per rendere la conoscenza davvero accessibile in tutte le lingue, e quanto strumenti visivi e intuitivi possano aiutare a coinvolgere nuovi contributori.
  • Il ruolo dell'intelligenza artificiale, tema trasversale di questa edizione ma pur sempre contemporaneo: dalle riflessioni del panel State of Wikimedia & AI al lancio di MOSAIC, è emersa con forza la necessità che il movimento non subisca questi cambiamenti, ma li governi, difendendo la centralità del contributo umano.
  • Wikisource e il patrimonio testuale, con particolare attenzione alla valorizzazione delle autrici e alle collaborazioni con il mondo universitario: idee che mi piacerebbe provare ad applicare anche nella nostra comunità.

Ma, come spesso accade in questi eventi, l'aspetto più prezioso resta quello umano. Il lavoro di squadra durante le Team Challenges, le conversazioni umane e informali nei vari ambienti, la foto di gruppo del Mediterranean Meetup, la cartolina spedita a un amico lontano e, soprattutto, quel karaoke in cui lingue e culture diverse si sono fuse in un unico coro: sono questi i momenti che mi hanno ricordato perché facciamo parte di questo movimento.

L'evento è stato inoltre organizzato in modo eccellente, sia per la sede, ampia e accogliente, sia per la varietà e la qualità delle sessioni, che hanno saputo alternare con equilibrio momenti di approfondimento e momenti di festa.

Il premio ricevuto con il mio team è per me, prima ancora che un riconoscimento, una responsabilità: quella di continuare a sviluppare Map the Gap e di farlo crescere insieme alla comunità. Torno a casa con tanta energia, nuove amicizie e una profonda gratitudine verso Wikimedia Italia per avermi dato l'opportunità di vivere tutto questo.